Mondo Solidale

REPORTAGE

Congo, si vota tra minacce e violenze
Molti cooperanti abbandonano il campo

Dopo 5 anni dall'ultima tornata elettorale, il popolo Congolese ha dato il suo voto per rinnovare le cariche presidenziali, parlamentari, provinciali e locali. La situazione dell'Alto Uelè, nella Provincia Orientale dove opera Intersos è rimasta calma durante le fasi delle votazioni, nonostante sia l'area dove ancora imperversa l'LRA, il cosiddetto Lord's Resistance Army del leader sanguinario Joseph Kony, ricercato da 20 anni

1 minuti di lettura
DUNGU (Repubblica Democratica del Congo) - La tensione è molto alta qui nel Nord Est del Congo, i gruppi armati ribelli minacciano nuove azioni e ritorsioni al momento dei risultati ufficiali attesi per questa sera. A Beni, città del distretto dell'Ituri, una forza ribelle ha ieri fatto arrivare la minaccia alle autorità della città che se l'esito delle elezioni non sarà di loro gradimento attaccheranno la città, a Faradje, villaggio nel cuore dell'Alto Uelè il giorno delle votazioni l'Esercito di Liberazione del Signore ha messo a ferro e fuoco il villaggio uccidendo un uomo e rapendo 3 ragazzi'spiega Ludovico.

Le scorrerie di un leader sanguinario.
Dopo 5 anni dall'ultima tornata elettorale, il popolo Congolese il 28 e 29 novembre ha dato il suo voto per rinnovare le cariche presidenziali, parlamentari, provinciali e locali. La situazione dell'Alto Uelè, nella Provincia Orientale dove opera Intersos è rimasta calma durante le fasi delle votazioni, nonostante sia l'area dove ancora imperversa l'LRA, il cosiddetto Lord's Resistance Army del leader sanguinario Joseph Kony, da 20 anni ricercato dalla Corte penale internazionale. Nelle ultime settimane dai diversi gruppi LRA che si nascondono nella foresta equatoriale sono arrivati segnali contraddittori: a Bangadi sono stati ritrovati dei fucili e un messaggio di resa invece a Bamangana sono state rapite 7 persone in un attacco notturno. La crescente preoccupazione di questi giorni ha portato a spostare il personale di acune organizzazioni umanitarie, noi abbiamo deciso di rimanere con le necessarie precauzioni di sicurezza, stiamo continuando a lavorare nei villaggi dello Uelè ogni giorno, il nostro staff italiano è composto da 6 persone e da 35 operatori umanitari congolesi.

Si temono disordini nella capitale. A Kinshasa si temono nuovi tafferugli e violenze all'annuncio dei risultati definitivi delle elezioni presidenziali, le previsioni danno per vincitore l'attuale presidente Joseph Kabila sul suo principale oppositore Etienne Tshisekedi. Siamo lontani dai riflettori della capitale, ma qui all'estremo nord est c'è la più alta povertà e l'urgenza di dare protezione alla popolazione, soprattutto alle donne e ai bambini, prime vittime delle violenze dei gruppi armati'. conclude Ludovico.

* Ludovico Gammarelli, capomissione INTERSOS nella Repubblica Democratica del Congo,