IL CAIRO - Dallo scoppio della rivoluzione egiziana, si è assistito ad un rapido aumento del numero di ragazzini, frettolosamente etichettati come 'teppisti', 'criminalì o 'tossici', lungo le strade cairote. Nonostante la maggior parte della società egiziana, ad oggi, li veda come una minaccia, o non li veda proprio, l'organizzazione egiziana Hope Society Village (HSV) da 25 anni ha abbracciato questa causa e, con alti bassi, ha offerto a migliaia di bambini una vita normale.
La struttura ciclica a quattro strati. "Negli anni '80 la gente non li riconosceva come bambini di strada," afferma la direttrice di HSV Abla El-Badry. "Le persone si comportavano come se non esistessero, mentre noi di HSV, per la primissima volta, siamo scesi in strada e non abbiamo aspettato che fossero loro a venire da noi." HSV è un'ONG fondata nel 1988 dall'inglese Richard Hemsley e alcune caritatevoli personalità della borghesia egiziana. Se lo scopo iniziale era prestare supporto agli orfani residenti in strada, con il passare del tempo cominciò a sviluppare un'efficiente struttura ciclica a quattro stadi, che prevede l'assistenza e integrazione di migliaia di bambini all'interno della normale vita egiziana.
Le unità mobili. Il primo passo consiste in tre unità mobili lungo le aree con la maggior affluenza di bambini di strada, aree che mutano secondo la presenza di polizia - il principale nemico dei bambini - e di servizi gratuiti (cibo, trasporti e medicine). "Il rapporto dei bimbi di strada con le forze di sicurezza, e con i normali cittadini, è molto complicato," dice l'assistente sociale Ahmad Khasanir. "Quando arriviamo a portare assistenza con le case mobili ci credono poliziotti e si rifiutano di entrare. Quando offriamo loro del cibo, però, si ammorbidiscono." Stabilire un rapporto di fiducia con bambini trascurati e maltrattati fin dalla nascita, bambini la cui breve ma drammatica esistenza ha reso già adulti, è impresa non facile per gli assistenti sociali. "I bambini si domandano perché lavoriamo gratuitamente e se domanderemo loro dei soldi, alla fine," dice El-Badry. "Una delle lezioni che hanno imparato in strada è che non c'è niente da ottenere, se non c'è nulla da dare."
Case di Accoglienza. I dodicenni Mohammed e Ahmad sono due tra le migliaia di ragazzini sparpagliati per il Cairo, che hanno avuto l'opportunità di cambiare vita e l'hanno colta. "Vengono entrambi da famiglie anormali," spiega Ahmad Rafant, direttore di uno dei rifugi permanenti di HSV. "Se non avessero lasciato la strada, molto probabilmente sarebbero in prigione o a vivere da tossici come i loro parenti." Cosa peculiare è, come dice El-Badry, che "la povertà incide solo fino a un 10%, mentre il 90% dei ragazzini ha lasciato casa per altri motivi, quali il divorzio, l'abuso fisico o psicologico, e la discriminazione." Questo tipo d'informazione è dato agli assistenti sociali nelle quattro case di accoglienza dove, tra attività ricreative e incontri con dottori ed esperti, i ragazzini spiegano le difficoltà vissute in strada e i motivi dell'allontanamento da casa.
Residenza Temporanee. Il lavoro di riabilitazione dalla criminosa vita di strada condotta in precedenza, avviene nel terzo stadio. "Siamo qui per correggere il comportamento dei ragazzini ma, spesso, ci lasciamo commuovere dai loro racconti," dice El-Badry. "Ricordo ancora, quando ho detto a un bimbo come fosse haram scippare la gente, e lui ha elencato le tante persone, che avevano abusato di lui a casa e in strada. Alla fine mi ha guardato negli occhi e detto: "Voglio solo vivere e mangiare. E' così sbagliato?" All'interno delle tre residenze temporanee avvengono incontri tra specialisti e bambini e sessioni a tre con i genitori. HSV mira all'assorbimento dei bambini all'interno delle famiglie d'origine ma, quando non è possibile, si assume la piena responsabilità del giovane nel quarto e ultimo stadio del ciclo.
Rifugi Permanenti. "Come puoi vedere, questa è una casa vera e propria," Khanasir afferma mostrando il locale attorno. "Io sono il papà per i miei ragazzi, mentre le ragazze hanno la loro mamma. I ragazzi vivono in un normale condominio senza cancelli e vanno a scuola con gli altri bambini." Ottenuto un permesso scritto dalle famiglie, i bambini vivono in sei rifugi permanenti fino ai 22 anni quando, con una laurea o un diploma professionale in mano, si trasferiscono a vivere in appartamenti indipendenti.
La situazione Attuale. Dal gennaio 2011 il numero dei bambini di strada al Cairo è raddoppiato, mentre l'ammontare dei fondi privati - il 70% del totale - è quasi dimezzato. Nonostante gli evidenti successi - per esempio 700 giovani laureati e 35 nuovi nati - HSV è in difficoltà nel pagare i dipendenti e mantenere le tante strutture e ha già dovuto chiudere due centri. Se ammiccare al governo egiziano, quando si parla di raccolta fondi, è insensato, El-Badry non smette di contare su meno noti sostenitori. "Ognuno di noi è responsabile per l'enorme problema rappresentato dai bambini di strada," dice El-Badry. "Tanti bambini di un tempo sono diventati giovani adulti e sono in cerca di vendetta armata. E' nell'interesse di noi, e voi tutti, rimboccarsi le maniche e agire per migliorare le cose."
La struttura ciclica a quattro strati. "Negli anni '80 la gente non li riconosceva come bambini di strada," afferma la direttrice di HSV Abla El-Badry. "Le persone si comportavano come se non esistessero, mentre noi di HSV, per la primissima volta, siamo scesi in strada e non abbiamo aspettato che fossero loro a venire da noi." HSV è un'ONG fondata nel 1988 dall'inglese Richard Hemsley e alcune caritatevoli personalità della borghesia egiziana. Se lo scopo iniziale era prestare supporto agli orfani residenti in strada, con il passare del tempo cominciò a sviluppare un'efficiente struttura ciclica a quattro stadi, che prevede l'assistenza e integrazione di migliaia di bambini all'interno della normale vita egiziana.
Le unità mobili. Il primo passo consiste in tre unità mobili lungo le aree con la maggior affluenza di bambini di strada, aree che mutano secondo la presenza di polizia - il principale nemico dei bambini - e di servizi gratuiti (cibo, trasporti e medicine). "Il rapporto dei bimbi di strada con le forze di sicurezza, e con i normali cittadini, è molto complicato," dice l'assistente sociale Ahmad Khasanir. "Quando arriviamo a portare assistenza con le case mobili ci credono poliziotti e si rifiutano di entrare. Quando offriamo loro del cibo, però, si ammorbidiscono." Stabilire un rapporto di fiducia con bambini trascurati e maltrattati fin dalla nascita, bambini la cui breve ma drammatica esistenza ha reso già adulti, è impresa non facile per gli assistenti sociali. "I bambini si domandano perché lavoriamo gratuitamente e se domanderemo loro dei soldi, alla fine," dice El-Badry. "Una delle lezioni che hanno imparato in strada è che non c'è niente da ottenere, se non c'è nulla da dare."
Case di Accoglienza. I dodicenni Mohammed e Ahmad sono due tra le migliaia di ragazzini sparpagliati per il Cairo, che hanno avuto l'opportunità di cambiare vita e l'hanno colta. "Vengono entrambi da famiglie anormali," spiega Ahmad Rafant, direttore di uno dei rifugi permanenti di HSV. "Se non avessero lasciato la strada, molto probabilmente sarebbero in prigione o a vivere da tossici come i loro parenti." Cosa peculiare è, come dice El-Badry, che "la povertà incide solo fino a un 10%, mentre il 90% dei ragazzini ha lasciato casa per altri motivi, quali il divorzio, l'abuso fisico o psicologico, e la discriminazione." Questo tipo d'informazione è dato agli assistenti sociali nelle quattro case di accoglienza dove, tra attività ricreative e incontri con dottori ed esperti, i ragazzini spiegano le difficoltà vissute in strada e i motivi dell'allontanamento da casa.
Residenza Temporanee. Il lavoro di riabilitazione dalla criminosa vita di strada condotta in precedenza, avviene nel terzo stadio. "Siamo qui per correggere il comportamento dei ragazzini ma, spesso, ci lasciamo commuovere dai loro racconti," dice El-Badry. "Ricordo ancora, quando ho detto a un bimbo come fosse haram scippare la gente, e lui ha elencato le tante persone, che avevano abusato di lui a casa e in strada. Alla fine mi ha guardato negli occhi e detto: "Voglio solo vivere e mangiare. E' così sbagliato?" All'interno delle tre residenze temporanee avvengono incontri tra specialisti e bambini e sessioni a tre con i genitori. HSV mira all'assorbimento dei bambini all'interno delle famiglie d'origine ma, quando non è possibile, si assume la piena responsabilità del giovane nel quarto e ultimo stadio del ciclo.
Rifugi Permanenti. "Come puoi vedere, questa è una casa vera e propria," Khanasir afferma mostrando il locale attorno. "Io sono il papà per i miei ragazzi, mentre le ragazze hanno la loro mamma. I ragazzi vivono in un normale condominio senza cancelli e vanno a scuola con gli altri bambini." Ottenuto un permesso scritto dalle famiglie, i bambini vivono in sei rifugi permanenti fino ai 22 anni quando, con una laurea o un diploma professionale in mano, si trasferiscono a vivere in appartamenti indipendenti.
La situazione Attuale. Dal gennaio 2011 il numero dei bambini di strada al Cairo è raddoppiato, mentre l'ammontare dei fondi privati - il 70% del totale - è quasi dimezzato. Nonostante gli evidenti successi - per esempio 700 giovani laureati e 35 nuovi nati - HSV è in difficoltà nel pagare i dipendenti e mantenere le tante strutture e ha già dovuto chiudere due centri. Se ammiccare al governo egiziano, quando si parla di raccolta fondi, è insensato, El-Badry non smette di contare su meno noti sostenitori. "Ognuno di noi è responsabile per l'enorme problema rappresentato dai bambini di strada," dice El-Badry. "Tanti bambini di un tempo sono diventati giovani adulti e sono in cerca di vendetta armata. E' nell'interesse di noi, e voi tutti, rimboccarsi le maniche e agire per migliorare le cose."