Mondo Solidale

NGO DAY

Microsoft, aiutare chi aiuta
Per le Ong un budget di 3 milioni

Microsoft Ngo Day 2013, la giornata in cui la multinazionale americana ha aperto le porte della propria sede di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, per fare il punto su quanto fatto fin qui in favore del terzo settore e stabilire le linee guida per il futuro. Singole eccellenze senza capacità di crescere nel fare sistema

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MILANO - Garantire al mondo del non profit italiano gli strumenti tecnologici per fare un salto di qualità e assistere meglio chi si trova in difficoltà, si tratti di giovani alla ricerca di lavoro, popolazioni dei Paesi in via di sviluppo o pubbliche amministrazioni messe alle corde dai tagli della spending review. Ovvero, in poche parole, aiutare chi aiuta: si può sintetizzare così lo spirito del Microsoft Ngo Day 2013, la giornata in cui la multinazionale americana ha aperto le porte della propria sede di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, per fare il punto su quanto fatto fin qui in favore del terzo settore e stabilire le linee guida per il futuro.

Lo strumento della tecnologia. "Il nostro fondatore, Bill Gates, ama ripetere una frase: 'Il software è semplicemente uno strumento. Sono le persone che lo usano a fare la differenza'. Tutte le nostre attività a favore delle Ong si basano su questo principio - spiega Roberta Cocco, direttore Responsabilità sociale e progetti a sviluppo nazionale di Microsoft Italia e anima dell'Ngo Day - Non abbiamo nessuna intenzione di sostituirci agli operatori del terzo settore, che fanno quotidianamente un lavoro egregio. Il nostro know how e la tecnologia che offriamo sono un vettore per potenziarlo. L'obiettivo è quello di liberarli da tutte le incombenze tecniche che fanno da contorno alle loro attività, in modo da lasciarli liberi di dedicarsi totalmente alla missione di solidarietà che hanno intrapreso". Il budget messo a disposizione da Microsoft Italia nel 2013 per le Ong ammonta a tre milioni di euro in dotazioni tecnologiche, di cui quasi la metà ancora da assegnare. Si parla di 1,4 milioni di euro a disposizione del non profit italiano, mentre 1,6 milioni sono già stati erogati.

Il ruolo di TechSoup. Il tutto grazie all'intervento di TechSoup, braccio operativo di Microsoft nel variegato mondo delle Ong. Nata nel 1987 a San Francisco, Techsoup è un'organizzazione che fa da ponte tra profit e non profit: hardware e software ormai obsoleti per le aziende, costrette a periodici rinnovamenti dettati dai vertiginosi ritmi del progresso tecnologico, possono essere di fondamentale importanza per chi lavora nel terzo settore. Nel nostro Paese questa realtà è approdata nel 2010 grazie alla partnership con Biteb, il Banco informatico, tecnologico e biomedico: "Da allora abbiamo aiutato grandi imprese come Microsoft a donare alle Ong italiane circa otto milioni di dollari, fornendo loro il pacchetto Office, installando Windows sui loro pc o avvicinandole al cloud computing, che permette di ottimizzare la gestione simultanea delle loro molteplici attività - sottolinea Stefano Sala, fondatore di TechSoup Italia - Sono numeri importanti, ma c'è ancora molta strada da fare. La galassia del non profit italiano comprende circa 700mila realtà. Solo l'uno per cento di queste ha usufruito dei nostri servizi. Molti non sanno neppure di avere l'opportunità di accedere gratuitamente alle stesse tecnologie che Microsoft vende alle grandi aziende, mentre altri sono vittime del pregiudizio tutto italiano secondo cui la generosità non può essere professionale o entra nel campo del profit. Invece si tratta di aumentare la produttività, cosa che fa bene in ogni campo, soprattutto in un periodo di crisi".

Il ritardo italiano. D'altra parte il sistema italiano, rallentato da infinite pastoie burocratiche e tradizionalmente refrattario ai cambiamenti, non brilla a livello internazionale per la rapidità di adattamento ai progressi tecnologici. "Sappiamo che il percorso verso la digitalizzazione nel nostro Paese sarà ancora lungo e non tutto in discesa - dichiara l'amministratore delegato di Microsoft Italia, Carlo Purassanta  -  Basti pensare allo scetticismo con cui si guarda ancora all'introduzione della tecnologia nelle scuole, nonostante ormai il 90 per cento delle professioni richieda l'utilizzo dell'informatica. Eppure bisogna continuare a lavorare in questa direzione, con entusiasmo e ottimismo per il futuro". Un entusiasmo difficile da conservare se si pensa che "negli Usa gli enti non profit arrivano anche ad avere 300 dipendenti, mentre da noi in molti casi si autoghettizzano ai piccoli numeri. Abbiamo delle Ong formate da appena tre o quattro persone, diffidenti quando si chiede loro di fare sistema. Del resto questa è la stessa mentalità di gran parte delle nostre piccole e medie imprese, espressioni di eccellenza nei rispettivi campi, ma incapaci di crescere", continua Stefano Sala.

Il ruolo della politica. Questa situazione è peraltro ulteriormente aggravata dall'indifferenza della politica, che non dà risposte precise e si limita a considerare gli operatori del terzo settore come eroi solitari da ammirare da lontano. "Non bastano le buone pratiche per cambiare il mondo, servono anche scelte e strategie coraggiose da parte di chi ci governa - rimarca don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, una delle associazioni sostenute da Microsoft - Noi al momento aiutiamo tremila giovani in undici regioni italiane, consapevoli del fatto che l'alfabetizzazione digitale amplia significativamente i loro diritti. Con pochi clic abbiamo creato un blog per aiutare i rifugiati politici ospiti del centro di Perugia a trovare lavoro e messo in rete i curricula di un gruppo di ragazze rom a Roma". Dare a questi giovani gli strumenti per accedere al web significa strapparli alla condizione di invisibilità in cui la società li relega e contribuire "ad eliminare un fattore di disuguaglianza tecnologica che ridurrebbe le loro possibilità rispetto a quelle garantite agli altri cittadini. Tutto questo è previsto dalla Costituzione". Passa attraverso le vie telematiche anche il riscatto di alcuni studenti di Scampia, una delle zone più difficili di Napoli: "Insegno informatica da 24 anni e una delle maggiori soddisfazioni della mia carriera è arrivata quando ho visto due dei miei ragazzi aprire un laboratorio di riuso di computer dismessi - spiega Gaetano Calandrelli, docente che insegna nel quartiere - Non trovavano lavoro e quindi se lo sono inventato".

Dalla fuga alla circolazione dei cervelli. Per qualcuno che si sforza di trovarlo in patria, molti giovani preferiscono conquistare il futuro andando all'estero. Ma questo può trasformarsi da problema in opportunità, almeno secondo la parlamentare Alessia Mosca, presidente della Fonderia dei Talenti: "Smettiamo di parlare di fuga e introduciamo il termine 'circolazione dei cervelli'. La presenza di professionisti e studenti italiani in giro per il mondo è una ricchezza straordinaria. Il portale della Fonderia dei Talenti, che sarà online dalla fine di giugno, servirà per mapparla. Chi vuole rientrare in Italia e chi sta bene in un altro Paese ma vuole farsi conoscere dai connazionali potrà registrarsi e inserire il proprio curriculum, mentre le imprese interessate ad acquisire informazioni sui mercati esteri troveranno consulenti in loco. Tutto grazie alla tecnologia".
Se stimolati nella maniera giusta, i giovani italiani si rivelano una fucina di idee.

Profit e non profit insieme per lo sviluppo della persona. Le diverse esperienze raccontate sul palco dell'Ngo Day - dall'impegno di Emergency per portare la cardiochirurgia a costo zero ai malati alle lotte di Oxfam contro la fame nel mondo, passando per le battaglie a favore della prevenzione del tumore al seno di Europa Donna, l'assistenza offerta da Agire alle vittime di emergenze umanitarie e gli sforzi di ABC per far conoscere la rara sindrome Cri du chat - hanno tutte un elemento in comune."Si tratta della passione che queste realtà mettono nell'aiutare chi ha bisogno  -  conclude Fabio Santini, sales manager di Microsoft  -  Lavorano tutte per realizzare appieno il potenziale della persona e questa è esattamente la mission della nostra azienda. Le Ong che sosteniamo fanno miracoli tutti i giorni. Il nostro ruolo è quello di metterle nelle condizioni di farlo, rendendo semplici grazie alla tecnologia cose apparentemente impossibili".