Mondo Solidale

Fame, caos e insicurezza: la drammatica situazione nella Repubblica Centrafricana

Nella gran parte del Paese, rivela un reportage degli operatori di Emergency, le persone vivono con un pasto al giorno, quando riescono a racimolarne uno; le violenze stanno terrorizzando il Paese. Gran parte della popolazione ha abbandonato i villaggi rifugiandosi nella foresta

2 minuti di lettura
ROMA - La Repubblica Centrafricana vive ogni giorno di più nel caos e nell'insicurezza, e la situazione sta peggiorando sempre di più nelle ultime settimane. La denuncia arriva da un reportage degli operatori di Emergency che lavorano nel piccolo Paese africano: "Il governo ha reintrodotto il coprifuoco notturno, anche se da mesi ormai la gente ha paura e non esce più di casa di casa dopo il tramonto. Nella gran parte del paese le persone vivono con un solo pasto al giorno, quando riescono a racimolarne uno; a breve ci sarà la stagione secca e il raccolto scarseggerà. La gente è sempre più povera, i prezzi salgono così come la violenza". Larga parte della popolazione ha abbandonato i villaggi rifugiandosi nella foresta; parte di questi villaggi sono stati bruciati e saccheggiati. Le donne sono vittime di violenze, molti bambini si ammalano. E cresce anche il numero dei bambini soldato all'interno dei gruppi armati.

Aumentono le malattie endemiche. L'accesso agli ospedali e, più in generale, ai centri sanitari - l'accesso alle cure, quindi - è sempre più difficile, vista la situazione, e le malattie sessualmente trasmesse, i casi di malaria e le malattie epidemiche sono drasticamente aumentate. "Noi di Emergency - spiega Ombretta Pasotti, coordinatrice di progetto di Emergency in Repubblica Centrafricana - siamo qui in Repubblica Centrafricana dal 2009 e abbiamo intenzione di andare avanti anche in questo periodo di emergenza. Continuiamo a lavorare a Bangui, la capitale, come abbiamo fatto anche nei momenti difficili, un anno fa quando sono iniziati gli scontri e lo scorso marzo, nei giorni del colpo di stato. Il nostro centro pediatrico e il nostro team di chirurghi che opera presso il Complexe pédiatrique, l'ospedale pediatrico pubblico, offrono cure gratuite a chi ne ha bisogno. Al Centro pediatrico riceviamo 100 e più bambini al giorno e purtroppo stiamo assistendo a un aumento drammatico della mortalità all'arrivo in ospedale: i loro genitori affrontano viaggi pericolosi e anche molto lunghi per poter dare cure gratuite ai loro figli ma spesso quando arrivano è troppo tardi".

Arrivano bambini feriti da pallottole. Al Complexe pédiatrique arrivano bambini provenienti da villaggi distanti anche centinaia di chilometri, che si mettono in viaggio con le loro famiglie nonostante la totale insicurezza; sono bambini feriti da colpi d'arma o con infezioni gravi a causa delle lunghe attese delle cure negli ospedali periferici. "È il caso di un bambino con un'enorme neoformazione tumorale all'occhio - conclude Pasotti - che cerca speranza a Bangui dopo un lunghissimo viaggio. Ma anche la capitale ha grossi limiti e offre una sanità con bassissime risorse. Questa è la realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno; come sempre lavoriamo al massimo per curare più persone possibili, anche in questo contesto difficile. La Repubblica Centrafricana chiede solo una cosa: calma e respiro, dopo un anno di grandi tensioni e bagni di sangue".