Africa, l'Italia accende le sue luci su un continente pieno di energie e opportunità
L'incontro con la stampa alla Farnesina di Emma Bonino, ministro degli Esteri, che ha illustrato le linee generale di una iniziativa interministeriale capace di coinvolgere anche Ong, società civile, istituti di ricerca, università e imprese in diversi ambiti economici. In particolare "agricoltura, infrastrutture, cultura ed energia e ambiente", assieme al tema della "governance" con i diritti umani
ROMA - L'Italia punta a "riaccendere i riflettori sull'Africa", senza nascondersi "le ombre che esistono", ma guardando "anche le luci che pure ci sono" nel Continente, sulle quali il Sistema Paese (il nostro Paese) "deve investire". Con queste parole, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha presentato alla Farnesina l'Iniziativa Italia-Africa, che vuole essere un momento di interlocuzione politica a tutto campo con i Paesi del Continente, "un processo di partenariato in settori individuati insieme", ha sottolineato il titolare della Farnesina, tenendo conto prima di tutto delle "priorità indicate" dai partner africani, per una crescita duratura.
Iniziative interministeriali. L'Italia intende presentarsi come Sistema Paese, con un'iniziativa interministeriale capace di coinvolgere anche Ong, società civile, istituti di ricerca, università e imprese in diversi ambiti, in particolare "agricoltura, in…
Iniziative interministeriali. L'Italia intende presentarsi come Sistema Paese, con un'iniziativa interministeriale capace di coinvolgere anche Ong, società civile, istituti di ricerca, università e imprese in diversi ambiti, in particolare "agricoltura, in…
ROMA - L'Italia punta a "riaccendere i riflettori sull'Africa", senza nascondersi "le ombre che esistono", ma guardando "anche le luci che pure ci sono" nel Continente, sulle quali il Sistema Paese (il nostro Paese) "deve investire". Con queste parole, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha presentato alla Farnesina l'Iniziativa Italia-Africa, che vuole essere un momento di interlocuzione politica a tutto campo con i Paesi del Continente, "un processo di partenariato in settori individuati insieme", ha sottolineato il titolare della Farnesina, tenendo conto prima di tutto delle "priorità indicate" dai partner africani, per una crescita duratura.
Iniziative interministeriali. L'Italia intende presentarsi come Sistema Paese, con un'iniziativa interministeriale capace di coinvolgere anche Ong, società civile, istituti di ricerca, università e imprese in diversi ambiti, in particolare "agricoltura, infrastrutture, cultura ed energia e ambiente", assieme al tema della "governance" con i diritti umani. Senza dimenticare le crisi in atto, dalla Somalia al Sud Sudan, dal Mali fino ai più recenti scontri a Kinshasa, i dati che arrivano dall'Africa indicano infatti un Continente di opportunità: secondo le stime del Fondo monetario internazionale, ben 7 delle 10 economie che registreranno i più elevati tassi di crescita nel 2011-2015 sono di Paesi sub-sahariani (Etiopia, Mozambico, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Zambia e Nigeria). Crescite incontestabili, sancite dai numeri, ma che nella maggior parte dei Paesi purtroppo riguardano solo piccoli segmenti della società.
Più di un miliardo di persone: il 40% sono ragazzini. In Africa vivono oggi un miliardo e 68 milioni di persone, con un tasso di crescita medio del 2,3% annuo e punte del 4,8% in Sud Sudan, del 3,5% in Niger, del 3,2% in Malawi, Tanzania e Uganda, del 3% in Burkina Faso, Eritrea, Mali, Ruanda e Zambia. La popolazione di età inferiore ai 14 anni ammonta al 40,8% del totale continentale (48,9% in Niger, 48,3% in Uganda, 47,1% in Mali, 46,7% in Zambia, 45,9% in Angola, in Malawi e nella Repubblica Democratica del Congo, il 45,2% in Burkina Faso e Ciad e il 44,9% in Somalia e Tanzania). La popolazione femminile media è del 50% a livello continentale, mentre è superiore al 52% in Marocco, Mozambico, e Sierra Leone e superiore al 51% in Angola, Benin, Burundi, Eritrea, Gambia, Repubblica Centrafricana, Ruanda e Zimbabwe.
Una conferenza nel 2015. Come già fatto con l'America Latina, l'intento è di arrivare a una conferenza Italia-Africa nel 2015, un'occasione per fare il punto della situazione e presentare i risultati realizzati in ciascun ambito. "Conto molto sull'appoggio parlamentare", molto importante per "rafforzare i rapporti" e il "dialogo interistituzionale", ha aggiunto la Bonino, che a gennaio si recherà nel Continente con missioni in Ghana, Senegal e Sierra Leone, mentre altre missioni sono in programma anche per il vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, che parteciperà al vertice dell'Unione Africana, e il sottosegretario Mario Giro, che visiterà il Mozambico.
Diversificazione delle economie. Lo sviluppo dell'Africa, per essere sostenibile - si è sottolineato durante l'incontro con la stampa voluto da Emma Bonino - deve essere fondato sulla diversificazione delle economie con investimenti mirati nei campi della formazione e dell'innovazione. Il potenziale africano resta infatti in gran parte inespresso e l'utilizzo di nuove tecnologie e di processi produttivi avanzati può favorire uno sviluppo economico rispettoso della dimensione umana ed ambientale. Perché tale potenziale si sviluppi è necessario che in parallelo continuino a diffondersi e rafforzarsi i principi dello Stato di diritto, del buon governo e dell'inclusività sociale.
Il ruolo decisivo della cultura. La cultura è uno degli elementi portanti dell'intera strategia. L'obiettivo è di valorizzare l'immagine italiana in Africa e di evidenziare la tradizione e la forza innovativa dell'Africa, in particolare quella Sub-sahariana, in Italia. Si intende partire dall'organizzazione di un'esposizione nel nostro Paese di arte africana, con particolare attenzione a quella contemporanea, proseguendo attraverso diverse forme di collaborazione. Si intende inoltre dare un giusto rilievo a eventi sportivi che rappresentino i temi della solidarietà e dell'integrazione. Nell'ambito dell'Iniziativa si darà anche spazio a incontri e collaborazioni tra Università e Enti di ricerca italiani ed africani.
Uno slancio nuovo. "Questa iniziativa", ha inoltre ricordato il ministro, "contribuirà a dare risalto alla presenza e al ruolo della comunità africana in Italia". Un ambito che vedrà il coinvolgimento del ministro per l'Integrazione, Cécile Kyenge, che ha partecipato alla conferenza di presentazione alla Farnesina. Con lei, anche il collega dei Beni e delle Attività Culturali, Massimo Bray, che ha salutato con soddisfazione la scelta di inserire la cultura come uno degli elementi portanti dell'intera strategia. Questo momento, ha commentato, "rappresenta il desiderio di un rinnovato slancio dei rapporti a tutto campo tra Italia e Africa".
Iniziative interministeriali. L'Italia intende presentarsi come Sistema Paese, con un'iniziativa interministeriale capace di coinvolgere anche Ong, società civile, istituti di ricerca, università e imprese in diversi ambiti, in particolare "agricoltura, infrastrutture, cultura ed energia e ambiente", assieme al tema della "governance" con i diritti umani. Senza dimenticare le crisi in atto, dalla Somalia al Sud Sudan, dal Mali fino ai più recenti scontri a Kinshasa, i dati che arrivano dall'Africa indicano infatti un Continente di opportunità: secondo le stime del Fondo monetario internazionale, ben 7 delle 10 economie che registreranno i più elevati tassi di crescita nel 2011-2015 sono di Paesi sub-sahariani (Etiopia, Mozambico, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Zambia e Nigeria). Crescite incontestabili, sancite dai numeri, ma che nella maggior parte dei Paesi purtroppo riguardano solo piccoli segmenti della società.
Più di un miliardo di persone: il 40% sono ragazzini. In Africa vivono oggi un miliardo e 68 milioni di persone, con un tasso di crescita medio del 2,3% annuo e punte del 4,8% in Sud Sudan, del 3,5% in Niger, del 3,2% in Malawi, Tanzania e Uganda, del 3% in Burkina Faso, Eritrea, Mali, Ruanda e Zambia. La popolazione di età inferiore ai 14 anni ammonta al 40,8% del totale continentale (48,9% in Niger, 48,3% in Uganda, 47,1% in Mali, 46,7% in Zambia, 45,9% in Angola, in Malawi e nella Repubblica Democratica del Congo, il 45,2% in Burkina Faso e Ciad e il 44,9% in Somalia e Tanzania). La popolazione femminile media è del 50% a livello continentale, mentre è superiore al 52% in Marocco, Mozambico, e Sierra Leone e superiore al 51% in Angola, Benin, Burundi, Eritrea, Gambia, Repubblica Centrafricana, Ruanda e Zimbabwe.
Una conferenza nel 2015. Come già fatto con l'America Latina, l'intento è di arrivare a una conferenza Italia-Africa nel 2015, un'occasione per fare il punto della situazione e presentare i risultati realizzati in ciascun ambito. "Conto molto sull'appoggio parlamentare", molto importante per "rafforzare i rapporti" e il "dialogo interistituzionale", ha aggiunto la Bonino, che a gennaio si recherà nel Continente con missioni in Ghana, Senegal e Sierra Leone, mentre altre missioni sono in programma anche per il vice ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, che parteciperà al vertice dell'Unione Africana, e il sottosegretario Mario Giro, che visiterà il Mozambico.
Diversificazione delle economie. Lo sviluppo dell'Africa, per essere sostenibile - si è sottolineato durante l'incontro con la stampa voluto da Emma Bonino - deve essere fondato sulla diversificazione delle economie con investimenti mirati nei campi della formazione e dell'innovazione. Il potenziale africano resta infatti in gran parte inespresso e l'utilizzo di nuove tecnologie e di processi produttivi avanzati può favorire uno sviluppo economico rispettoso della dimensione umana ed ambientale. Perché tale potenziale si sviluppi è necessario che in parallelo continuino a diffondersi e rafforzarsi i principi dello Stato di diritto, del buon governo e dell'inclusività sociale.
Il ruolo decisivo della cultura. La cultura è uno degli elementi portanti dell'intera strategia. L'obiettivo è di valorizzare l'immagine italiana in Africa e di evidenziare la tradizione e la forza innovativa dell'Africa, in particolare quella Sub-sahariana, in Italia. Si intende partire dall'organizzazione di un'esposizione nel nostro Paese di arte africana, con particolare attenzione a quella contemporanea, proseguendo attraverso diverse forme di collaborazione. Si intende inoltre dare un giusto rilievo a eventi sportivi che rappresentino i temi della solidarietà e dell'integrazione. Nell'ambito dell'Iniziativa si darà anche spazio a incontri e collaborazioni tra Università e Enti di ricerca italiani ed africani.
Uno slancio nuovo. "Questa iniziativa", ha inoltre ricordato il ministro, "contribuirà a dare risalto alla presenza e al ruolo della comunità africana in Italia". Un ambito che vedrà il coinvolgimento del ministro per l'Integrazione, Cécile Kyenge, che ha partecipato alla conferenza di presentazione alla Farnesina. Con lei, anche il collega dei Beni e delle Attività Culturali, Massimo Bray, che ha salutato con soddisfazione la scelta di inserire la cultura come uno degli elementi portanti dell'intera strategia. Questo momento, ha commentato, "rappresenta il desiderio di un rinnovato slancio dei rapporti a tutto campo tra Italia e Africa".