Mondo Solidale

Filippine, storie dai bassifondi di Manila tra i giovani in povertà e senza futuro

I progetti di aiuto e reintegrazione. Lo scopo del progetto è connettere Ong di tutto il mondo che lottano contro l'esclusione giovanile e creare un gruppo unito per combattere il problema a livello internazionale

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MANILA - Undici persone in quattro metri quadri e turni per dormire la notte. È questa la vita di Maris, 18 anni, che vive nei bassifondi di Old Balara, a nord-est di Manila, con la sua famiglia. Quando ha iniziato il programma della Ong due anni fa, la felicità le straripava dal viso. Era la gioia di aver ricevuto la possibilità di costruirsi un futuro, di trovare un lavoro e di uscire da quel circolo vizioso di estrema povertà, che toglie ogni certezza. Il suo sorriso si allargò ulteriormente quando, finito il percorso di preparazione professionale con la Ong, le fu offerto un lavoro. Ma appena prima di firmare il contratto, la madre le disse che la famiglia era sul lastrico e lo stipendio offertole non sarebbe bastato perché il padre era rimasto disoccupato. Maris fu costretta a prostituirsi all'età di 16 anni, e fu così che quel sorriso vivace e spensierato sparì, lasciando sul suo viso un'espressione diffidente, solcata da una maturità ottenuta troppo presto.

Un domani di esclusioni. Edmar, ragazzo sordo di 20 anni, vagava per i bassifondi e si presentò in uno dei centri della Ong perché aveva fame. La madre era morta qualche giorno prima e il padre, che viveva in un'altra città, gli diede i soliti 2000 pesos (circa €30) mensili, ma gli disse che da quel momento si sarebbe dovuto arrangiare da solo perché non sarebbe più tornato ad aiutarlo. Una delle sere successive, il ragazzo fu aggredito e picchiato da una gang che gli rubò i pochi soldi rimasti. Nelle Filippine e in molte altri paesi, queste storie non sono eccezioni. Sono migliaia gli adolescenti che vivono in condizioni tali da rendere vana qualsiasi possibilità di cambiamento e il cui futuro sarà inevitabilmente caratterizzato da una profonda esclusione da quel mondo che è per noi quotidiano.

Lo scopo del progetto.
Il fondatore della Ong, Jean Marc Delaporte, ha ideato il progetto Youth 4 Change (Gioventù per il Cambiamento), a cui stiamo lavorando assieme ad altri quattro studenti. Lo scopo del progetto è di connettere Ong di tutto il mondo che lottano contro l'esclusione giovanile al fine di creare un gruppo solido e unito che possa combattere il problema a livello internazionale, fare pressione sui governi e sui grandi donatori per garantire al maggior numero possibile di giovani un futuro migliore. Questo avverrà inizialmente attraverso la creazione di un sito web con la funzione di piattaforma di scambio per le organizzazioni che si occupano della gioventù in condizioni di povertà estrema. Esse potranno condividere programmi, problemi e soluzioni, aumentando la competenza generale nel campo e la probabilità di successo. Il sito sarà lanciato a fine febbraio e il nostro team ha cominciato a contattare i primi partner.

Dar loro un'altra possibilità. La decisione di focalizzarsi sui giovani non è casuale. Rispetto alle Ong che si occupano di donne e bambini, il numero di quelle che lavorano per aiutare la gioventù è molto ristretto. Un bambino malnutrito suscita infatti maggior compassione di un adolescente senza futuro. Quanti farebbero una donazione vedendo la fotografia di un 18enne in prigione, una ragazza madre o un 20enne imbronciato? Pochi. Ma pochi sanno che quel ragazzo è stato arrestato per aver rubato perché non aveva di che mangiare, che quella 17enne è rimasta incinta non perché è poco seria, ma perché non ha mai ricevuto nessun tipo di educazione, men che meno quella sessuale, e che il 20enne che appare strafottente è stato abbandonato dai genitori e ha vissuto tutta la vita sulla strada. Certo, gli errori commessi in situazioni di povertà sono pur sempre errori, ma questi giovani si meritano un'altra possibilità, quella che non è stata data loro all'inizio. Ed è ora di dargliela.