ROMA - Una serata col comico Max Giusti e le sculture di Paola Romano. Una serata (il 2 dicembre alle 20,30 allo Spazio 900 di Piazza Marconi a Roma) per raccogliere altri fondi per la "Michele Ricci School for life", la scuola femminile di Maridi (Sud Sudan) dove già studiano un centinaio di ragazze sudanesi e che ha bisogno di altri soldi e lavoro per essere completata e ricevere, in tutto, 200 studentesse.
Un progetto difficile. Una storia bella e triste che comincia quattro anni fa, il 28 ottobre del 2010 quando Michele Ricci, un ragazzo romano di 24 anni, muore per le conseguenze di un gravissimo incidente stradale. I genitori, Emilio e Maria Rosa Torriglia, il fratello gemello Nicola e la sorella Caterina decidono che quel dolore insostenibile deve avere uno sbocco in qualcosa di buono. Così cercano, s'informano, si danno da fare e, con l'intervento di Amref e l'aiuto di tanti amici, nasce un progetto difficile e importante: costruire una scuola nel Paese più povero del mondo, una scuola femminile per aiutare l'emancipazione della parte più debole di quella popolazione. Perché essere ragazza, in Sud Sudan significa vivere un destino quasi obbligato: lavoro domestico, violenza sessaule (o, quando va bene, matrimonio precocissimo) e figli da sfornare e far crescere. Duecento ragazze che frequentano una scuola superiore rappresentano in Sud Sudan un obiettivo quasi epocale, qualcosa che può davvero incidere nella società e provocare importanti cambiamenti.
L'obiettivo della serata. Anche per questo Amref ha fatto proprio il progetto e ne ha garantito l'esecuzione pur fra rischi enormi in un Paese dove la guerra civile è ancora endemica. E la famiglia Ricci ha lavorato duramente per raccogliere i fondi necessari. La "Michele Ricci School for Life" è stata inaugurata il 25 febbraio del 2013. Per portarla a termine ci vogliono oltre 250 mila euro, al 28 ottobre scorso ne erano stati raccolti circa 166 mila. La serata del 2 dicembre si propone un altro importante passo avanti in termini economici.
Un patrimonio di civiltà. La scuola, si diceva, funziona da oltre un anno. Le prime 50 ragazze hanno frequentato i corsi e altre cinquanta sono entrate quest'anno. Le studentesse studiano materie legate all'igiene, l'educazione sanitaria, la profilassi delle principali malattie (compreso l'Hiv) che costituiscono un rischio fin troppo comune per la gente del Sud Sudan. Duecento ragazze in grado di diventare infermiere e, magari, alcune, anche medico, rappresentano un patrimonio enorme di civiltà e di progresso per un Paese praticamente privo di strutture sanitarie.
Nuovi edifici. La scuola di Maridi sorge in una zona abbastanza isolata immersa nel verde. Una posizione più facilmente difendibile (in Sud Sudan un convitto abitato da duecento ragazze rappresenta quasi una calamita per violenze e sopraffazioni), ma anche un problema logistico (mense, dormitori, laboratori) e, appunto, di sicurezza. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli preesistenti danneggiati dai conflitti passati. In tutto sono in corso di realizzazione: due aule, un dormitorio, due blocchi di servizi igienico-sanitari, cucina, mensa, due cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, i locali per il personale e i guardiani e poi strutture tecniche, computer e tutto quello che serve per studiare e imparare.
L'evento del 2 dicembre. La serata del 2 dicembre dovrà essere conviviale e piacevole: aperitivo con "finger food" e la degustazione di buone bottiglie provenienti dalle cantine di "Rocca delle Macìe" e "Podere Sapaio". Poi lo spettacolo di Giusti e l'asta per aggiudicarsi un'opera donata da Paola Romana. Si farà il punto sul progetto della scuola e si ricorderà con dolcezza Michele Ricci, un ragazzo che amava la vita e l'amicizia.
Un progetto difficile. Una storia bella e triste che comincia quattro anni fa, il 28 ottobre del 2010 quando Michele Ricci, un ragazzo romano di 24 anni, muore per le conseguenze di un gravissimo incidente stradale. I genitori, Emilio e Maria Rosa Torriglia, il fratello gemello Nicola e la sorella Caterina decidono che quel dolore insostenibile deve avere uno sbocco in qualcosa di buono. Così cercano, s'informano, si danno da fare e, con l'intervento di Amref e l'aiuto di tanti amici, nasce un progetto difficile e importante: costruire una scuola nel Paese più povero del mondo, una scuola femminile per aiutare l'emancipazione della parte più debole di quella popolazione. Perché essere ragazza, in Sud Sudan significa vivere un destino quasi obbligato: lavoro domestico, violenza sessaule (o, quando va bene, matrimonio precocissimo) e figli da sfornare e far crescere. Duecento ragazze che frequentano una scuola superiore rappresentano in Sud Sudan un obiettivo quasi epocale, qualcosa che può davvero incidere nella società e provocare importanti cambiamenti.
L'obiettivo della serata. Anche per questo Amref ha fatto proprio il progetto e ne ha garantito l'esecuzione pur fra rischi enormi in un Paese dove la guerra civile è ancora endemica. E la famiglia Ricci ha lavorato duramente per raccogliere i fondi necessari. La "Michele Ricci School for Life" è stata inaugurata il 25 febbraio del 2013. Per portarla a termine ci vogliono oltre 250 mila euro, al 28 ottobre scorso ne erano stati raccolti circa 166 mila. La serata del 2 dicembre si propone un altro importante passo avanti in termini economici.
Un patrimonio di civiltà. La scuola, si diceva, funziona da oltre un anno. Le prime 50 ragazze hanno frequentato i corsi e altre cinquanta sono entrate quest'anno. Le studentesse studiano materie legate all'igiene, l'educazione sanitaria, la profilassi delle principali malattie (compreso l'Hiv) che costituiscono un rischio fin troppo comune per la gente del Sud Sudan. Duecento ragazze in grado di diventare infermiere e, magari, alcune, anche medico, rappresentano un patrimonio enorme di civiltà e di progresso per un Paese praticamente privo di strutture sanitarie.
Nuovi edifici. La scuola di Maridi sorge in una zona abbastanza isolata immersa nel verde. Una posizione più facilmente difendibile (in Sud Sudan un convitto abitato da duecento ragazze rappresenta quasi una calamita per violenze e sopraffazioni), ma anche un problema logistico (mense, dormitori, laboratori) e, appunto, di sicurezza. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli preesistenti danneggiati dai conflitti passati. In tutto sono in corso di realizzazione: due aule, un dormitorio, due blocchi di servizi igienico-sanitari, cucina, mensa, due cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, i locali per il personale e i guardiani e poi strutture tecniche, computer e tutto quello che serve per studiare e imparare.
L'evento del 2 dicembre. La serata del 2 dicembre dovrà essere conviviale e piacevole: aperitivo con "finger food" e la degustazione di buone bottiglie provenienti dalle cantine di "Rocca delle Macìe" e "Podere Sapaio". Poi lo spettacolo di Giusti e l'asta per aggiudicarsi un'opera donata da Paola Romana. Si farà il punto sul progetto della scuola e si ricorderà con dolcezza Michele Ricci, un ragazzo che amava la vita e l'amicizia.