Mondo Solidale

Armi, c'è un accordo di 130 paesi per controllarne il commercio

E' già stato ratificato da 61 Paesi (Italia compresa) ma non ancora dal Paese esportatore principale di armi, cioè la Russia, e dagli Stati Uniti. Articolo tratto dal giornale on line West - Welfare Società Territorio

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NEW YORK - Uno strumento per controllare il commercio internazionale di armi è entrato in vigore il 24 dicembre scorso. All'United Nations Arms Trade Treaty è stato firmato un protocollo da 130 Paesi ed è già stato ratificato da 61 di questi, fra cui Italia, Regno Unito, Francia, Spagna e Germania, alcuni dei principali esportatori di armi (anche se l'esportatore numero 1, la Russia, non l'ha firmato e gli Stati Uniti non lo hanno ratificato).

Un accordo vincolante, non un pezzo di carta
. Una novità salutata con grande soddisfazione delle organizzazioni internazionali che da anni si battono per porre un freno al traffico di armi, riunite sotto la Control Arms Coalition - che conta oltre 100 ONG, fra cui Oxfam, Amnesty International e Saferworld. "Questo trattato non è soltanto un pezzo di carta", è il commento degli attivisti. L'accordo ONU, infatti, è legalmente vincolante obbliga gli Stati che vendono partite di armi a compiere un'accurata valutazione dei rischi connessi alla transazione, inclusa la possibilità che la nazione acquirente possa usare gli armamenti per crimini di guerra e violazioni di diritti umani. Se esiste un rischio sostanziale, la vendita non potrà essere autorizzata.

*Articolo tratto dal sito del giornale on line West - Welfare Società Territorio