Mondo Solidale

Imprenditoria sociale, non solo ONG: le 33 migliori aziende del 2015

Sanità, educazione, finanza, lavoro e molto altro. Sono impegnate in distinti ambiti, ma hanno un obiettivo comune: migliorare il pianeta. Sono le 33 imprese sociali del 2015 più efficienti al mondo, secondo il rapporto della Fondazione Schwab

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ROMA - Fondata da Klus Schwab, l'ideatore del WEF, il World Economic Forum, la Fondazione Schwab elegge ogni anno le migliori imprese sociali e le accoglie nell'entourage di cui si fa portavoce. Alla cerchia, che rappresenta l'imprenditoria sociale nel mondo, appartengono già 300 aziende provenienti da 60 paesi distinti. Quest'anno se ne aggiungono altre 33, che avranno l'occasione di partecipare attivamente alle iniziative del Foro Economico Mondiale e di interfacciarsi con i più importanti esponenti del mondo finanziario e governativo. Hanno un modello diverso dalle Ong e, per obiettivo comune, l'innovazione sociale.

Generare una crescita realmente inclusiva. Dei 33 progetti vincitori, solo 3 sono europei. Un ruolo centrale lo detiene l'Asia con 7 imprese. Al vertice, il continente americano. Sono impegnati in ambiti diversi (salute, educazione, occupazione, questioni di genere, finanza, sostenibilità ambientale, etc.) ed hanno lo scopo di migliorare il pianeta. "Gli imprenditori sociali sono visionari ma anche realisti e sono impegnati essenzialmente nella messa a punto di soluzioni ampliabili", fa sapere Hilde Schwab, cofondatrice e presidente dalla Fondazione Schwab. A suo avviso, "gli imprenditori sociali rappresentano una comunità essenziale e dinamica del Foro Economico Mondiale". Entusiasta anche il direttore del WEF, David Aikman, che ha dichiarato: "Il WEF è orgoglioso di essere all'avanguardia nell'attrarre compagnie per conseguire cambiamenti sociali e ambientali".

Dalla salute all'elettricità: le donne che illuminano. Fra le imprese sociali scelte, ve ne sono alcune che si occupano di sanità. La Delight, ad esempio, apporta soluzioni in merito ai problemi uditivi in Corea del Sud. Con una produzione propria ed una vendita diretta, l'azienda fornisce un servizio efficiente di cui hanno già beneficiato 5.500 persone. Un accordo tra pubblico e privato, invece, ha permesso alla Possible di operare nelle zone rurali del Nepal per diffondere il concetto di "sanità duratura", attraverso l'uso delle infrastrutture statali. L'elaborazione di una piattaforma di analisi dei dati consente alla sudafricana BroadReach di aiutare i governi e le Ong a migliorare la sanità. Non mancano progetti relativi all'occupazione femminile: in Africa la Solar Sister, azienda statunitense, ha impiegato in 3 paesi diversi 1200 donne. Grazie a loro, oggi, 200.000 persone usufruiscono dell'energia solare.