Mondo Solidale

Migranti, tre salvataggi in mare della nave di Medici Senza Frontiere

Sulla Bourbon Argos, in meno di tre ore sono state trasferite 324 persone (8 le donne) raccolte in mare in tre diverse operazioni. Tutte di provenienza subsahariana, tutte in buone condizioni. La testimonianza del presidente di Msf, a bordo della nave

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ROMA - Questa mattina la nave di Medici Senza Frontiere Bourbon Argos ha effettuato tre salvataggi nel giro di meno di tre ore, per un totale di 324 persone, tra cui 8 donne. Le persone recuperate, di provenienza subsahariana, erano in buone condizioni generali.
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I tre salvataggi. Le operazioni di soccorso sono avvenute a largo della costa libica, rispettivamente
- alle 7.15 di stamattina, quando sono state raccolte 103 persone da un gommone.
- Il secondo è avvenuto un paio d'ore più tardi (alle 9.30) a non molta distanza dove a bordo della nave Bourbon Argos sono state portate 119 persone.
- L'ultimo dei tre salvataggi di oggi c'è stato solo un quarto d'ora più tardi, sempre nella stessa zona di mare, quando sono state portate in salvo 102 persone.

L'uomo sulla carrucola. Solo un caso è stato ritenuto urgente: un uomo in grave stato di affaticamento che non riusciva a muoversi da solo per uscire dal barcone. In breve tempo le equipe di MSF lo hanno messo su una barella e imbarcato sulla Bourbon Argos grazie all'aiuto di una carrucola. I medici di MSF lo hanno idratato e riscaldato e dopo un paio d'ore era di nuovo in salute e riposava con i suoi compagni.

Contenti, scherzavano tra loro e con i medici. Tre persone hanno riscontrato malattie della pelle e sono state trattate. A tutte le persone recuperate MSF ha fornito screening medico, acqua e coperte quando necessario. L'atmosfera a bordo era serena, erano tutti molto contenti, sollevati, alcuni scherzavano tra loro e con i medici di MSF, altri riposavano mentre la tensione si allentava. Nel pomeriggio le persone sono state trasferite su una nave della Guardia Costiera Italiana.

La testimonianza di Loris De Filippi, presidente di Msf. "Erano 324 persone sorridenti e composte a bordo. Hanno lasciato tre gommoni che li contenevano a stento per salire la scaletta uno ad uno. Un ragazzo, particolarmente affaticato e incapace di alzarsi, lo abbiamo caricato su una barella e dopo averlo immobilizzato lo abbiamo trasportato a bordo con il verricello. Ora, dopo le prime cure sta già meglio ed ha chiesto di sedersi con i suoi compagni. Dopo la distribuzione di acqua, cibo e coperte , abbiamo iniziato screening medico ed ora, mentre vi scrivo, c' è una pace assoluta e tutti riposano. Non serve che vi descriva quanta felicità ci sono negli occhi del team di MSF e dell'equipaggio della Bourbon Argos" .

"L'anno scorso l'anno più nero". "Ogni anno ha detto ancora il presidente di Medici Senza Frontiere -  migliaia di persone scappano da violenze, instabilità e persecuzioni tentando un pericoloso viaggio attraverso il nord-Africa e il Mediterrano per raggiungere l'Europa. Ed ogni anno, migliaia di vite si perdono in mare. Lo scorso anno è stato il più tragico mai registrato per le persone in fuga attraverso il Mediterraneo: più di 3.400 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l'Europa e nel 2015, ne sono morte già più di 1500 durante le traversate.
 
"Una fossa comune nel Mediterraneo". "Stiamo scavando una fossa comune nel Mediterraneo", ha detto Loris De Filippi, presidente di MSF Italia. "La responsabilità è delle politiche europee, che di fronte a migliaia di disperati che cercano protezione sul continente, chiudono le frontiere costringendoli a rischiare la vita in mare. Non c'è più tempo per pensare, dobbiamo salvare queste vite".
 
La collaborazione con il Moas. "A partire da maggio ha concluso De Filippi - MSF ha avviato per la prima volta attività di ricerca e soccorso in mare, anche in collaborazione con il Moas. Un'operazione decisa in via straordinaria per far fronte al drammatico aumento di persone recuperate - e decedute - quest'anno nel Mediterraneo".