MILANO - Il 29 settembre, alle 11, verrà presentato - presso l'Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele 11/12 - il progetto "Le nuove donne del cacao", sostenuto dalla Luigi Zaini spa, azienda dolciaria milanese produttrice di cioccolato dal 1913. Solange N'Guessan, ideatrice del progetto, giunta per l'occasione da San Pedro (Costa d'Avorio) dove dirige 18 Cooperative di coltivatori di cacao (UCAS), ne parlerà alla stampa con la professoressa Francesca Zajczyk, delegata del sindaco di Milano alle Pari Opportunità.
Il sapone dagli scarti del cacao. Saranno trasmessi in anteprima il reportage fotografico e il video che Francesco Zizola ha realizzato lo scorso maggio al villaggio di Gho, in Costa d'Avorio. Il documento costituisce parte di una mostra dedicata al progetto che sarà realizzata, in forma itinerante, nel 2016. Il progetto di Solange N'Guessan consiste in un'impresa, esclusivamente dedicata alle donne, che si basa sulla produzione di sapone ottenuto dall'utilizzo di scarti della lavorazione del cacao.
Cambia il reddito (e la vita) di un centinaio di donne. Le donne coinvolte nel progetto saranno inizialmente circa un centinaio e, in base alle stime di produttività potranno realizzare fino ad oltre 300 mila saponi all'anno con una prospettiva di guadagno di circa 900 euro per lavoratrice. Vale la pena ricordare che il reddito medio annuo in Costa d'Avorio è di circa 2.500 euro. La commercializzazione del sapone è solo per il mercato locale. L'idea imprenditoriale consiste nel trasformare una pratica artigianale, finora realizzata dalle donne solo a beneficio della propria famiglia, in un'impresa moderna, ove il lavoro delle donne artigiane del sapone, si trasformi in un'impresa collettiva, capace di dar loro un riconoscimento economico, finora precluso, e un conseguente miglioramento del loro status sociale all'interno della famiglia e della comunità.
Impatto anche sulla salute pubblica. Il progetto promette anche un impatto sulla salute pubblica, poichè la maggior diffusione dell'igiene personale è sostanziale in paesi come la Costa d'Avorio che soffrono ancora di malattie epidemiche. Il sostegno della Luigi Zaini consiste nel farsi carico dei costi di modernizzazione del processo, con un coinvolgimento di lungo periodo.
Tutto sulle spalle della donna. La Costa d'Avorio produce circa il 40% del cacao mondiale. I frutti del cacao crescono all'ombra di piante di alto fusto, le coltivazioni sono quindi situate ai margini di foreste equatoriali, con le evidenti difficoltà che queste colture presuppongono. Si tratta di piccoli appezzamenti, che fanno capo a famiglie di contadini, organizzati in cooperative. Il raccolto avviene due volte all'anno. Le donne, oltre al coinvolgimento nella coltivazione del cacao, hanno sulle loro spalle la gestione della famiglia, la loro giornata comincia alle 4 del mattino con la pulizia, la preparazione del cibo, l'approvvigionamento dell'acqua al pozzo più vicino (che spesso si trova a qualche ora di cammino), la cura dei bambini e in generale delle esigenze della famiglia, oltre al lavoro nella piantagione; e? una vita molto dura che non ha, nelle norma, nessun riconoscimento sociale e economico.
Come avviene la produzione del sapone. Il metodo di produzione artigianale del sapone comincia dalla raccolta dei gusci essiccati delle cabosse (i frutti del cacao). I gusci vengono poi fatti bruciare, il risultato della combustione viene raccolto in contenitori di legno, dove vengono battuti a mano con i bastoni, fino ad ottenere dalle ceneri la polvere di potassio. Un ingrediente prezioso, mescolato a olio di palma e a palmisto (panetti semisolidi) in diverse fasi sia a caldo sia a freddo, da' luogo alla pasta di sapone, che viene infine modellata e messa a solidificare in apposite griglie di legno. A questo punto, i saponi vengono confezionati e messi in vendita nei mercati locali.
Il sapone dagli scarti del cacao. Saranno trasmessi in anteprima il reportage fotografico e il video che Francesco Zizola ha realizzato lo scorso maggio al villaggio di Gho, in Costa d'Avorio. Il documento costituisce parte di una mostra dedicata al progetto che sarà realizzata, in forma itinerante, nel 2016. Il progetto di Solange N'Guessan consiste in un'impresa, esclusivamente dedicata alle donne, che si basa sulla produzione di sapone ottenuto dall'utilizzo di scarti della lavorazione del cacao.
Cambia il reddito (e la vita) di un centinaio di donne. Le donne coinvolte nel progetto saranno inizialmente circa un centinaio e, in base alle stime di produttività potranno realizzare fino ad oltre 300 mila saponi all'anno con una prospettiva di guadagno di circa 900 euro per lavoratrice. Vale la pena ricordare che il reddito medio annuo in Costa d'Avorio è di circa 2.500 euro. La commercializzazione del sapone è solo per il mercato locale. L'idea imprenditoriale consiste nel trasformare una pratica artigianale, finora realizzata dalle donne solo a beneficio della propria famiglia, in un'impresa moderna, ove il lavoro delle donne artigiane del sapone, si trasformi in un'impresa collettiva, capace di dar loro un riconoscimento economico, finora precluso, e un conseguente miglioramento del loro status sociale all'interno della famiglia e della comunità.
Impatto anche sulla salute pubblica. Il progetto promette anche un impatto sulla salute pubblica, poichè la maggior diffusione dell'igiene personale è sostanziale in paesi come la Costa d'Avorio che soffrono ancora di malattie epidemiche. Il sostegno della Luigi Zaini consiste nel farsi carico dei costi di modernizzazione del processo, con un coinvolgimento di lungo periodo.
Tutto sulle spalle della donna. La Costa d'Avorio produce circa il 40% del cacao mondiale. I frutti del cacao crescono all'ombra di piante di alto fusto, le coltivazioni sono quindi situate ai margini di foreste equatoriali, con le evidenti difficoltà che queste colture presuppongono. Si tratta di piccoli appezzamenti, che fanno capo a famiglie di contadini, organizzati in cooperative. Il raccolto avviene due volte all'anno. Le donne, oltre al coinvolgimento nella coltivazione del cacao, hanno sulle loro spalle la gestione della famiglia, la loro giornata comincia alle 4 del mattino con la pulizia, la preparazione del cibo, l'approvvigionamento dell'acqua al pozzo più vicino (che spesso si trova a qualche ora di cammino), la cura dei bambini e in generale delle esigenze della famiglia, oltre al lavoro nella piantagione; e? una vita molto dura che non ha, nelle norma, nessun riconoscimento sociale e economico.
Come avviene la produzione del sapone. Il metodo di produzione artigianale del sapone comincia dalla raccolta dei gusci essiccati delle cabosse (i frutti del cacao). I gusci vengono poi fatti bruciare, il risultato della combustione viene raccolto in contenitori di legno, dove vengono battuti a mano con i bastoni, fino ad ottenere dalle ceneri la polvere di potassio. Un ingrediente prezioso, mescolato a olio di palma e a palmisto (panetti semisolidi) in diverse fasi sia a caldo sia a freddo, da' luogo alla pasta di sapone, che viene infine modellata e messa a solidificare in apposite griglie di legno. A questo punto, i saponi vengono confezionati e messi in vendita nei mercati locali.