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Siria, un accordo tra Unione Europea e Unicef garantirà l'istruzione a due milioni di bambini

La guerra è nemica dell'istruzione. Per questo Bruxelles e l'organo delle nazioni unite per l'infanzia collaboreranno per garantire ai minori siriani l'accesso ai banchi di scuola. Un modo affinché quella di oggi non diventi una generazione perduta
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ROMA  -   Una scuola sicura, materiale didattico e insegnanti che dalla cattedra danno agli alunni un'educazione capace di garantire loro un futuro. Una realtà per molti, ma non per i bambini siriani che da anni sono vittime del conflitto che insanguina la loro terra.

La guerra tra i banchi di scuola. I dati riguardo all'istruzione in Siria parlano da soli. Sono circa 2,7 milioni i minori che in patria o profughi nei paesi cofinanti non hanno accesso alle aule scolastiche. Il conflitto che negli ultimi tempi sta vivendo un'escalation con il coinvolgimento della Russia al fianco del presidente Assad ha distrutto una scuola su quattro  per un danno pari a 700 milioni di dollari e più di 52 mila insegnanti hanno perso il posto di lavoro. Numeri che delineano solo in parte l'emergenza e profilano un futuro nero per un'intera generazione.

La speranza europea. Nei giorni scorsi Unicef e Unione Europa hanno siglato un accordo per cercar…
ROMA  -   Una scuola sicura, materiale didattico e insegnanti che dalla cattedra danno agli alunni un'educazione capace di garantire loro un futuro. Una realtà per molti, ma non per i bambini siriani che da anni sono vittime del conflitto che insanguina la loro terra.

La guerra tra i banchi di scuola. I dati riguardo all'istruzione in Siria parlano da soli. Sono circa 2,7 milioni i minori che in patria o profughi nei paesi cofinanti non hanno accesso alle aule scolastiche. Il conflitto che negli ultimi tempi sta vivendo un'escalation con il coinvolgimento della Russia al fianco del presidente Assad ha distrutto una scuola su quattro  per un danno pari a 700 milioni di dollari e più di 52 mila insegnanti hanno perso il posto di lavoro. Numeri che delineano solo in parte l'emergenza e profilano un futuro nero per un'intera generazione.

La speranza europea. Nei giorni scorsi Unicef e Unione Europa hanno siglato un accordo per cercare di arginare l'emorragia educativa che coinvolge milioni di minori. Bruxelles ha garantito fondi pari a 62 milioni di euro stanziati affinché circa due milioni di bambini siriani abbiano più facile accesso alle strutture scolastiche. "La nostra partnership con l'Unione europea  -  afferma Geeta Rao Gupta, vicedirettore generale del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia - aiuterà su larga scala i bambini della Siria. E' assolutamente fondamentale che questi bambini siano in grado di proseguire la loro istruzione. Non sono soltanto le loro vite ad essere in gioco, ma il futuro del loro paese e dell'intera regione".

La guerra vista da vicino. Assieme all'Unione, l'Unicef cercherà di garantire la sicurezza di studenti e studentesse siriani non solo in patria, ma anche nei paesi dove si registra un numero consistente di profughi come Libano e Turchia.  Nei campi che accolgono coloro che scappano dal conflitto la sopravvivenza è messa a dura prova. Privazioni e mancanza dei beni di primi necissità stanno portando al collasso i sistemi più o meno efficienti d'accoglienza dei paesi confinanti. In alcune aree circa il 50 per cento dei minori in età scolare non ha accesso all'istruzione. E l'inasprirsi del conflitto non fa sperare in miglioramenti nel breve periodo. "I bisogni  -  sottolinea Johannes Hahn, Commissario europeo  per la politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento -  sono enormi. L'Unione è stata in prima linea nella risposta internazionale alla crisi siriana, in particolare nel settore dell'istruzione".

Non è abbastanza. L'accesso alla didattica è solo una delle privazioni cui circa 7,6 milioni di bambini siriani sono soggetti. A mancare spesso sono beni di prima necessità, abitazioni sicure, condizioni igienico-sanitarie dignitose. Per questo garantire l'assistenza umanitaria deve essere una priorità non solo dell'Europa, ma di tutti i governi coinvolti. Il rischio infatti è che i bambini di oggi diventino un'opportunità mancata per il domani della regione. "Questo finanziamento  -  continua Hahn - aiuterà i bambini siriani a vivere una vita più normale e a dare loro prospettive per un futuro migliore. Tuttavia, nonostante questi sforzi, troppi minori non hanno accesso all'istruzione. Tutti i partner devono unire le forze per alleviare gli ostacoli che privano questi studenti di un loro diritto fondamentale".