ROMA - Esattamente un mese fa ci fu il bombardamento dell'ospedale traumatologico di Medici Senza Frontiere (MSF) a Kunduz, nel nord dell'Afghanistan. Sotto le macerie del centro clinico persero la vita almeno 30 persone, fra personale medico, pazienti, familiari e personale di servizio. MSF ha organizzato eventi di commemorazione in numerose città del mondo. Momenti per ricordare e onorare gli amici, i colleghi e i pazienti e chiedere la protezione delle strutture sanitarie "come sancito dal Diritto Internazionale Umanitario - si legge in un documento diffuso dall'organizzazione Premio Nobel per la Pace.
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Era l'unico centro traumatologico gratuito. L'Ospedale di Kunduz, aperto da MSF nel 2011, era l'unico centro traumatologico gratuito e completamente funzionante durante i combattimenti degli ultimi mesi. Il bombardamento ha lasciato migliaia di persone senza assistenza sanitaria proprio quando ne hanno più bisogno. La popolazione di Kunduz è costituita da circa 300 000 abitanti, ma l'ospedale era un riferimento per tutta la provincia.
Persone intrappolate. Il bombardamento di Kunduz, così come gli attacchi delle ultime settimane in Yemen e in Siria, "generano una profonda preoccupazione - c'è scritto ancora nel documento di Msf - in chiunque sia oggi impegnato a portare soccorso umanitario alle popolazioni in zone di guerra. Ora più che mai, la possibilità per le persone intrappolate in un conflitto di ricevere assistenza medica imparziale dipendono dalla protezione delle strutture sanitarie, del personale medico e dei pazienti". Protezione sancita dalle convenzioni di Ginevra e dal Diritto Internazionale Umanitario.
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Era l'unico centro traumatologico gratuito. L'Ospedale di Kunduz, aperto da MSF nel 2011, era l'unico centro traumatologico gratuito e completamente funzionante durante i combattimenti degli ultimi mesi. Il bombardamento ha lasciato migliaia di persone senza assistenza sanitaria proprio quando ne hanno più bisogno. La popolazione di Kunduz è costituita da circa 300 000 abitanti, ma l'ospedale era un riferimento per tutta la provincia.
Persone intrappolate. Il bombardamento di Kunduz, così come gli attacchi delle ultime settimane in Yemen e in Siria, "generano una profonda preoccupazione - c'è scritto ancora nel documento di Msf - in chiunque sia oggi impegnato a portare soccorso umanitario alle popolazioni in zone di guerra. Ora più che mai, la possibilità per le persone intrappolate in un conflitto di ricevere assistenza medica imparziale dipendono dalla protezione delle strutture sanitarie, del personale medico e dei pazienti". Protezione sancita dalle convenzioni di Ginevra e dal Diritto Internazionale Umanitario.