Kenya in bianco e nero: gli scatti che vivono con la realtà aumentata
Elis Viettone
Nel reportage del fotografo italo-argentino Guillermo Luna il lavoro di assistenza medica dell'ordine religioso dei Camilliani nelle aree più dure del Paese africano. Grazie ad una applicazione, si apriranno dei video puntando il cellulare sulle foto
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ROMA - E' l'Africa, ma ripulita dai colori, dai tramonti, dal verde delle foreste e dall'azzurro del cielo. Al loro posto, in bianco e nero, sguardi liquidi, inquieti, curiosi, a volte spaventati. Siamo in Kenya e a narrarre la povertà e la vita delle persone, ma anche la serenità e la resistenza di cui sono capaci, è un fotoreportage di Guillermo Luna, il quale con gli scatti contenuti nella raccolta “In quel preciso istante. Retroscena di un reportage in Kenya” inaugura la nuova collana Avvistamenti, della casa editrice Il Galeone.
Lontano dai clichè. Un viaggio nelle zone più dimenticate e remote del Paese per documentare il lavoro di assistenza medica che l'ordine religioso dei Camilliani porta avanti in diverse parti del Kenia. Dalla creazione di diversi ospedali gratuiti, come a Karungu e a Tabaka, ai centri di primo soccorso, alla distribuzione di alimenti, alla costruzione di serre nel Wajir e agli impianti di pozzi attivati da energia solare. Ma oltre a un racconto inedito, lontano da cliché e dai sensazionalismi, il libro del reporter italo-argentino, grazie all'uso della "realtà aumentata", svela al lettore frammenti di video legati al contesto in cui l'immagine è stata creata. Così alcuni degli scatti, tramite la app Aurasma (ma ce ne sono diverse), prendono vita mostrando cosa stava succedendo “in quel preciso istante”.
La foto rivive e ti trascina in Kenya
Lo sguardo di una bambina. Così lo sguardo di una bambina di sette anni, all'ospedale di Tabaka, in piedi ma in una strana posizione, nasconde un misto di risa divertite e dolore fisico, complicato da decifrare o spiegare a parole. Grazie invece alla "realtà aumentata", il lettore vede e sente in prima persona, come fosse lui a fotografare e riesce a intuire come la piccola fosse sofferente a causa delle ustioni che le coprivano il 70 per cento del corpo, ma allo stesso tempo fosse incuriosita dalla camera del reporter. La maggior parte dei video collegati al libro sono stati realizzati con una action cam fissata alla macchina, per creare contemporaneamente foto e video, “uno strumento in più per capire il momento. Dare vita ai protagonisti di quell'attimo e rendergli il colore”, spiega Luna.
La scelta del bianco e nero. Il bianco e nero come scelta per mettere al centro le espressioni e i movimenti dell'animo dei soggetti, lungo un percorso di 800 chilometri. Non è la prima volta che Luna affronta con questo stile temi analoghi. Georgia, Caucaso, Brasile e India sono alcune delle realtà che Guillermo ha documentato nelle aree più problematiche e sperdute. Ma c'è un nesso comune che si può riconoscere attraverso i continenti nelle zone più dure? “Ogni situazione è peculiare, però un elemento che ho trovato spesso, per non dire sempre, è l'immensa forza delle donne, la loro consapevolezza e le dure prove che ogni giorno sono in grado di affrontare”, spiega Luna.
Mai pietismo e commiserazione. Nessun giudizio però: dai suoi ritratti infatti non traspare mai pietismo o commiserazione e le parole che sceglie per raccontare quelle storie non tradiscono valutazioni, ma piuttosto “il senso di rispetto del male e della tragedia, perché”, spiega Armando Rotoletti, autore dell'introduzione, “Fotografare la miseria è una delle cose più difficili in assoluto”.