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Covid 19, fondo Ifad da 40 milioni di dollari per soccorrere le comunità rurali

 Lavoratori bloccati a Surat (India) (afp)
Agricoltura ferma, produzioni e trasporti bloccati dal lockdown. La crisi che attraversa tutto il mondo rischia di portare alla fame le popolazioni già vulnerabili
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Quaranta milioni di dollari per aiutare le comunità rurali del pianeta a superare l'emergenza coronavirus, e un appello globale per la raccolta di nuovi fondi. È l'iniziativa lanciata oggi dall'Ifad (il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo), agenzia dell'Onu basata a Roma che si occupa del sostegno alle realtà economiche rurali piccole e medie nelle aree più povere del mondo.

La pandemia comincia a colpire duramente le popolazioni che basano la propria sopravvivenza sull'agricoltura e hanno equilibri di sussistenza già fragili e in molti Paesi l'agenzia è intervenuta già con azioni specifiche mirate al mondo rurale. In Senegal, ad esempio, il coprifuoco e la chiusura dei mercati fanno sì che i piccoli agricoltori non possano più vendere i loro prodotti e il bestiame: qui l'Ifad sta fornendo sussidi via smartphone e distribuisce sementi e fertilizzanti in vista della…
Quaranta milioni di dollari per aiutare le comunità rurali del pianeta a superare l'emergenza coronavirus, e un appello globale per la raccolta di nuovi fondi. È l'iniziativa lanciata oggi dall'Ifad (il Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo), agenzia dell'Onu basata a Roma che si occupa del sostegno alle realtà economiche rurali piccole e medie nelle aree più povere del mondo.

La pandemia comincia a colpire duramente le popolazioni che basano la propria sopravvivenza sull'agricoltura e hanno equilibri di sussistenza già fragili e in molti Paesi l'agenzia è intervenuta già con azioni specifiche mirate al mondo rurale. In Senegal, ad esempio, il coprifuoco e la chiusura dei mercati fanno sì che i piccoli agricoltori non possano più vendere i loro prodotti e il bestiame: qui l'Ifad sta fornendo sussidi via smartphone e distribuisce sementi e fertilizzanti in vista della stagione della semina. In India sta cercando di favorire il trasporto di frutta che altrimenti sarebbe rimasta invenduta, e in Bangladesh sta aiutando i piccoli produttori a rinegoziare prestiti e finanziamenti, mentre in Tunisia ha anticipato salari congelati dallo stop delle attività agricole. Sono già 65 i Paesi che si sono rivolti all'Ifad con richieste d'aiuto legate alla pandemia.

Ovunque il lockdown legato alla pandemia sta rendendo difficoltosi - e in alcuni casi impossibili - gli spostamenti di contadini e altri addetti della filiera agricola-alimentare per raggiungere i mercati, e si sono ridotte le possibilità di comunicazione e di trasporto. L'approvvigionamento di strumenti necessari all'agricoltura - sementi, fertilizzandi, attrezzature - si è praticamente bloccato, e così l'invio di merci sui mercati con conseguente congelamento delle fonti di reddito. Molte famiglie hanno poi visto scomparire un'altra fonte di sussistenza importante, quando il blocco delle attività produttive anche nelle città ha ridotto o azzerato l'invio di rimesse da parte dei membri delle famiglie rurali che lavoravano fuori.

Il fondo straordinario, lanciato oggi anche con l'aiuto di testimonial come l'attore britannico Idris Elba, mira proprio a creare una rete di supporto all'occupazione agricola, alla distribuzione e al finanziamento delle imprese rurali. Si tratta comunque di una base di partenza per una raccolta più ampia - si punta a 200 milioni di dollari - da raccogliere tra fondazioni, governi, imprese private. Il fondo assicurerà ai contadini dei paesi più vulnerabili accesso tempestivo a fattori di produzione, informazione, mercati e liquidità. 

“Dobbiamo agire subito, per impedire che questa emergenza sanitaria si trasformi in una crisi alimentare”, ha dichiarato Gilbert F. Houngbo, presidente dell’IFAD. “Le conseguenze del COVID-19 possono far sprofondare ancora di più le famiglie delle aree rurali nella povertà, nella fame e nella disperazione, creando una vera minaccia per la prosperità e la stabilità globali. Con un’azione immediata, possiamo fornire alle popolazioni rurali gli strumenti necessari ad adattarsi e garantire una ripresa più rapida, evitando una crisi umanitaria ancora più grave.”

Nel mondo, circa l’80 per cento delle persone più povere e a rischio di insicurezza alimentare vivono nelle aree rurali. Anche prima dello scoppio della pandemia, oltre 820 milioni di persone soffrivano la fame ogni giorno. In base a un recente studio realizzato dall’Università delle Nazioni Unite si prevede che, nel peggiore dei casi, l’impatto economico della pandemia potrebbe ridurre in povertà altri 500 milioni di persone.

"Questa pandemia sta minacciando i progressi che abbiamo ottenuto nella riduzione della povertà nel corso degli ultimi anni. Per evitare danni gravi alle economie rurali, è essenziale garantire che l’agricoltura, le catene alimentari, i mercati e il commercio continuino a funzionare - dice Houngbo.
“La maggior parte delle persone più povere della terra sta già soffrendo a causa del cambiamento climatico e di conflitti. Una recessione economica nelle aree rurali potrebbe aggravare tali condizioni, generando più fame e maggiore instabilità, sopratutto in paesi già fragili".