Mondo Solidale

Crisi Ucraina, una Ong: “L'Italia scelga la neutralità attiva, perché la pace non cade dal cielo”

Crisi Ucraina, una Ong: “L'Italia scelga la neutralità attiva, perché la pace non cade dal cielo”
Il richiamo dell'Organizzazione non Governativa, "Un Ponte Per...". Nonostante le flebili notizie di de-escalation di queste ore, il conflitto tra Stati Uniti e Russia in Ucraina insidia la pace nel mondo
 
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ROMA - Si legge in un documento diffuso dall'Ong italiana Un Ponte Per, attiva nella costruzione della pace sin dal 1991 in Iraq: "Non parteggiamo per nessuno dei contendenti in Ucraina. Chiediamo anzi al nostro governo e all’Unione Europea azioni urgenti e significative per una posizione di neutralità attiva e di non allineamento. Che non significa stare fermi o in disparte, in attesa che gli eventi si compiano, significa invece operare fattivamente per far abbassare la tensione, creare canali di dialogo, assumere iniziative forti che avvicinino i popoli e consentano una soluzione negoziata e giusta della crisi. Significa, in sostanza, che il nostro Governo deve:

- Dichiarare l’indisponibilità dell’Italia alla partecipazione al conflitto ritirando i militari oggi schierati nell’Europa orientale.
- Formalizzare la propria contrarietà all’ulteriore estensione ad Est della NATO.
- Avviare una nuova politica estera basata sul multilateralismo.

Un summit di pace dei sindaci delle città europee. “Ai sindaci e alle sindache delle nostre città chiediamo di convocare in Italia i loro colleghi e colleghe delle città delle zone contese in Ucraina e in Russia e di chiedere ai sindaci e alle sindache delle altre città europee di convocare un summit di pace e di dialogo tra quei popoli. Solo costruendo ponti, mobilitando le coscienze ed unendo i popoli, i signori della guerra potranno essere fermati” - affermano congiuntamente i due co-presidenti di Un Ponte Per, Angelica Romano e Alfio Nicotra. “La nostra idea - continuano i due co-presidenti - è quella di chi si batte per un continente, dall’Atlantico agli Urali, libero da armi nucleari, in cui ogni muro, confine e barriera siano abbattuti, in cui tutti i popoli siano ugualmente liberi. Un continente unito e solidale in cui ognuno possa parlare la propria lingua e in cui tutte le lingue possono essere insegnate nelle proprie scuole perché il pluralismo linguistico è un patrimonio dell’umanità a cui nessun popolo deve dover rinunciare”.

I nazionalismi hanno già portato l'Europa alla tragedia. Lo hanno fatto mettendo i popoli l’uno contro l’altro armati. "Riteniamo i Patti militari - prosegue la nota dell'ONG - una minaccia alla sicurezza dei popoli. Già oggi il clima di guerra fredda imposta nel nostro continente dalla contrapposizione NATO-Russia ha fatto raddoppiare la spesa per armamenti, sottraendo preziose risorse alla lotta alle diseguaglianze, alle malattie, alla povertà e ad una vera conversione ecologica dell’economia. Alla logica di potenza dei blocchi vogliamo che si sostituisca il concetto della sicurezza condivisa, con un rilancio delle Nazioni Unite e dell’OSCE come fautori principali della sicurezza e della cooperazione comune".

"Vogliamo nel continente il multilateralismo". La convivenza pacifica, i diritti di cittadinanza per tutti coloro che lo abitano, senza discriminazione alcuna. "Noi che siamo abituati a guardare le guerre con gli occhi delle vittime - prosegue ancora il documento di Un Ponte Per... da chi riceve sulla propria testa le bombe, da chi soffre i lutti, le deportazioni, gli stupri, la riduzione in schiavitù, non tifiamo né per Mosca né per Washington, ma ci battiamo per la pace. Perché solo la pace crea futuro e sicurezza".