ROMA - Attorno al tavolo rotondo del G7 di Hiroshima, i capi di Stato e di Governo di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Unione europea hanno sicuramente di che ragionare e discutere sull'urgenza delle urgenze planetarie e cioè sulla guerra in Ucraina, sui rischi di un conflitto nucleare e sugli equilibri mondiali che si sta tentando di modificare. Tutto previsto. Tutto logico. Ma un blocco sempre più ampio della società civile di tutto il mondo, rappresentato da Ong e Agenzie delle Nazioni Unite fa un po' di fatica a considerare giusto e opportuno che tutte le energie di questo confronto vengano egemonizzate dalla guerra in Ucraina. Arrivano così forti richiami da quella parte di mondo, che parlano di promesse non mantenute da chi è seduto attorno a quel tavolo, parlano di povertà estrema, di disuguaglianze, di crisi alimentari diffuse, di fame che fa morire più spesso di un anno fa e in aree del mondo sempre più estese: 828 milioni di esseri umani non sanno da dove verrà il loro prossimo pasto e sono tra 7.700 e 19.000 le persone che muoiono ogni giorno per non avere il cibo sufficiente: in media una persona ogni 8 secondi.
Le promesse non mantenute e la fame che aumenta. Una nuova analisi di OXFAM ci fa sapere che i Paesi ricchi del G7 devono a quelli a basso e medio reddito 13,3 trilioni di dollari in aiuti non pagati e finanziamenti per l'azione per il clima. E c'è l’Agenzia ONU World Food Programme (WFP) che ricorda come l'impegno del G7 per la sicurezza alimentare globale nel 2022 dovrebbe essere mantenuto anche nel 2023, soprattutto a cospetto delle nuove crisi in Sudan, ad Haiti e nell'area del Sahel, che stanno riducendo alla fame un numero crescente di persone. I numeri che il WFP diffonde parlano di 345 milioni di persone attualmente interessati da alti livelli di insicurezza alimentare, con un aumento di quasi 200 milioni rispetto all'inizio del 2020. Di questi, 43 milioni sono a un passo dalla carestia. Di più: in Afghanistan, Bangladesh e Palestina il WFP ha dovuto tagliare le razioni di cibo per mancanza di fondi disponibili, che non bastano a rispondere ai bisogni. Si prospettano altri tagli sia in Somalia che nel Ciad.
Le profonde disuguaglianze globali. Ecco, questa parte del mondo non rappresentata attorno a quel tavolo, vorrebbe poter agitare i pensieri dei G7 e portarli a prendere decisioni urgenti dopo aver sfogliato e letto attentamente dei dossier che raccontano come vive e sopravvive la maggior parte degli abitanti della Terra: World Inequality Report 2022, ci ricorda che il 10% di popolazione più ricca del Pianeta possiede il 76% della ricchezza e il 52% del reddito, mentre il 50% più povero possiede il 2% della ricchezza e l'8% del reddito. Insomma, alla fine vorrebbero semplicemente dimostrare ai capi di Stato e di governo riuniti a Hiroshima come ci siano in giro per il mondo tragedie non meno importanti della guerra che è in atto nel cuore dell'Europa.
Quei 232 milioni che il Sud del mondo deve pagare: ogni giorno. "Nonostante non riescano a pagare ciò che devono - si legge in un documento diffuso da OXFAM - i Paesi del G7 e i loro ricchi banchieri chiedono che i la gente del Sud del mondo paghi 232 milioni di dollari al giorno per il rimborso del debito fino al 2028. Denaro che potrebbe essere invece speso anche per l'assistenza sanitaria, l'istruzione, l'uguaglianza di genere e la protezione sociale o affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici". "Ai ricchi paesi del G7 piace presentarsi come salvatori - dice Amitabh Behar, direttore esecutivo ad interim di Oxfam International - ma quello che stanno facendo è operare un micidiale doppio standard: giocano secondo una serie di regole mentre le loro ex colonie sono costrette a giocare secondo un'altra".