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Africa, l’esempio della Repubblica Democratica del Congo, emblema delle grandi sfide per il futuro di tutto il continente

Lo sguardo sereno e, per ora, autoingannatorio di analisti che vedono reali segnali di sviluppo economico e poi tacciano per catastrofisti chi però ricorda l’estrema gravità delle numerose crisi umanitarie
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ROMA – La saggistica nazionale più recente, impegnata nell’analisi del presente e del futuro dell’Africa, alza spesso il sopracciglio sdegnato di fronte a tutta la stampa italiana che guarderebbe e descriverebbe quel continente solo come un coacervo indistinto di povertà, sciagure, guerre e fughe di massa. Ma se è giusto raccontare “le 54 Afriche” col sorriso sulle labbra, convinti che alcuni grafici in salita sull’economia di alcuni Stati siano sufficienti per essere ottimisti, può però risultare cavilloso e ingannevole tacciare chi ricorda spesso anche le troppe emergenze umanitarie che in quel continente ancora ci sono come “piagnoni” e catastrofisti. 

Le letture sicuramente non fugaci. Appare insomma evidente che tra le letture, sicuramente non fugaci, di alcuni celebri, eminenti e super-televisivi saggisti non ci sia anche il sito di Repubblica.it, nella sezione dedicata alla Cooperazione internazionale di Mondo Solidale, dove invece lo sguardo positivo sull’Africa c’è ed è tanto frequente quanto analitico nel prendere in esame i destini di molte delle sue 54 Nazioni, osservandone le singole dinamiche evolutive.

Chissà cosa diranno gli storici. La quotidiana attenzione alle vicende africane - quelle bruttissime e quelle che suscitano speranze – si poggia comunque ad una domanda di fondo: fra qualche decennio gli storici che vorranno indagare sulle profonde trasformazioni previste i quel continente, descriveranno questo nostro tempo come una fase segnata ancora da forme di schiavismo? Da comportamenti rapaci del post-colonialismo? Consegneranno alla storia un racconto di relazioni sbilanciate e diseguali con l’Africa? Oppure racconteranno che, grazie al contributo della parte più ricca del mondo, l’intera Africa nel suo complesso è diventato un luogo attrattivo e propulsivo per l’economia mondiale?  

Il saggio sulla Repubblica Democratica del Congo. A questo proposito riportiamo alcuni stralci di un saggio pubblicato dal CeSPI, il Centro Studi di Politica Internazionale realizzato da Marco Zupi dal titolo “Realtà attuale e prospettive di sviluppo della cooperazione internazionale nella Repubblica democratica del Congo”. Marco Zupi, oltre ad essere il direttore scientifico del CeSPI è professore ordinario di studi sullo sviluppo ed economia politica internazionale.

Le dieci grandi sfide per lo sviluppo. “La Repubblica Democratica del Congo (RDC) – si legge nella nota introduttiva – è un Paese ricco di risorse, ma segnato da conflitti, povertà e sfide complesse. Il Paese affronta il rischio di una guerra regionale dovuta a lotte per il potere politico e interessi economici legati alle sue immense risorse minerarie”. Lo studio di Zupi ripercorre le tappe di settantatré anni segnati da conflitti, per poi presentare quelle che possono essere considerate le dieci grandi sfide per lo sviluppo del Paese di domani: dai limiti del modello estrattivo di sviluppo economico, alla debolezza delle istituzioni statali; dall’instabilità politica, alle violazioni dei diritti umani; dall’insicurezza sociale all’aumento demografico. E poi la povertà, le disuguaglianze di ogni tipo, da quella sociale (crescente) a quella di genere, oltre alla mancanza di accesso ai servizi di base, le carenze infrastrutturali, la disoccupazione e la sotto-occupazione, gli sfollati interni, la malnutrizione.

Le priorità strategiche. Che riguardano la politica di sviluppo nazionale e gli elementi qualificanti, i dati contabili della Cooperazione allo sviluppo nel Paese, con alla fine un approfondimento sulla crescente rivalità tra la Cina e gli Stati Uniti, specialmente rispetto alla Cooperazione economica internazionale. 

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