ROMA – I fatti che accadono e che hanno a che fare con le violente sferzate del clima, sia quando provoca inondazione, che quando con la siccità insecchisce i terreni da coltivare o da destinare all’allevamento del bestiame, aumentano di fatto le disuguaglianze già acute che esistono. La povertà, la fame e i cambiamenti climatici sono fenomeni tragicamente interconnessi. Gli eventi estremi causeranno sempre di più – lo dice chi studia certe questioni da anni – una crescita delle disparità di reddito globali e anche tra regioni europee. Servirebbero, dunque, politiche di adeguamento e attenuazione di cui, in forme sporadiche e scomposte, a volte se ne ha traccia.
I disastri, i morti e gli sfollati. Quello di cui si ha immediata percezione è invece l’impegno difficile delle organizzazioni umanitarie che intervengono, quanto meno per mitigare gli effetti drammatici che si registrano in alcune aree del mondo: come il Corno d’Africa, ad esempio. Nelle ultime settimane almeno 111 persone, tra cui 16 bambini, in tutti i Paesi del Corno d’Africa, che comprende Eritrea, Etiopia, Gibuti, Somalia e Kenya. hanno perso la vita a causa delle inondazioni devastanti. Gli sfollati sono circa 770 mila e le piogge per ora non accennano a diminuire.
La situazione in Kenya. I temporali incessanti nelle regioni settentrionali del Kenya e nella capitale Nairobi hanno provocato inondazioni diffuse e lo sfollamento di circa 36mila persone. Le vittime totali di questo primo mese della stagione delle piogge, invece, sono 46. Due ragazzi sono annegati in due distinti incidenti a Nairobi, dove i fiumi cittadini hanno rotto gli argini e allagato gli insediamenti informali.
In Somalia. Il fiume Shabelle ha esondato e ha costretto - secondo le stime di Save the Children – 250 mila persone della città di Beledweyne ad abbandonare le proprie case. Trentadue persone hanno perso la vita e tra queste c'erano otto bambini. Le alluvioni hanno provocato in tutto il Paese lo sfollamento di 450 mila cittadini.
In Etiopia. Nelle regioni Gambella e Afar dell’Etiopia, le squadre di Save the Children segnalano piogge incessanti con inondazioni, frane e sfollamenti. Almeno 33 persone sono morte annegate a causa delle alluvioni, mentre cercavano di fuggire. Sono state solo le ultime manifestazioni di una serie di eventi meteorologici estremi che negli ultimi anni hanno colpito il Corno d’Africa, dove i bambini e le comunità si trovano ad affrontare tutte le conseguenze più difficili del cambiamento climatico. Il fenomeno meteorologico El Niño, che ha portato temporali e inondazioni estreme, arriva dopo la peggiore siccità degli ultimi quarant’anni e dopo cinque stagioni di pioggia mancate, che a loro volta hanno distrutto bestiame e raccolti, spingendo la regione sull’orlo della carestia.
I bisogni delle persone. Molte delle persone sfollate in tutti e tre gli Stati sono state costrette a trasferirsi nelle zone più alte delle città e dei villaggi senza riuscire a portare con sé nulla e adesso hanno bisogno di assistenza di emergenza: cibo, ripari sicuri, acqua pulita e servizi igienici. I più esposti alle conseguenze dello sfollamento sono sempre i bambini, sottolinea Save the Children. I più piccoli hanno maggiori difficoltà ad affrontare la fame, rischiano di diventare gravemente malnutriti o di contrarre malattie mortali come il colera e il morbillo quando sono privati di cibo, di acqua potabile e di assistenza sanitaria. Una delle sfide più importanti è riuscire a mettere in sicurezza le strutture scolastiche in modo che i bambini e i ragazzi non interrompano gli studi.
Gli interventi umanitari. Save the Children sta distribuendo materiali di soccorso in Etiopia e sta fornendo assistenza in denaro e distribuendo articoli per la casa agli sfollati in Kenya. In Somalia, invece, l’organizzazione non governativa gestisce servizi mobili sanitari e nutrizionali nei luoghi di evacuazione, servizi di monitoraggio dell’acqua, di promozione dell’igiene, di distribuzione di zanzariere e kit per la diarrea acquosa acuta, che colpisce prevalentemente i bambini e può diventare fatale se non viene curata in tempo.