Guinea: torna la difterite, una malattia che sembrava quasi dimenticata, a rischio tutta l’Africa occidentale
ROMA – Negli ultimi mesi i paesi dell’Africa occidentale combattono una pesante ondata di difterite, una malattia che sembrava essere scomparsa. I primi casi sono stati diagnosticati nell’agosto 2022 in Niger, poi in Algeria, Mauritania, Nigeria e Guinea, dove il primo paziente è stato registrato a luglio 2023 a Siguiri, nel nord-est del Paese. Da allora, il numero di persone affette da questo morbo mortale continua ad aumentare.
La testimonianza. “Mia figlia non si sentiva bene: aveva piaghe alla gola, faceva fatica a mangiare e a bere e piangeva di continuo”, racconta una donna che si chiama Saran Keita. La bambina aveva la difterite ed è stata curata nel centro medico di Medici Senza Frontiere a Siguiri, città della Guinea Conakry, ex colonia francese (MSF). L’organizzazione ha intensificato le proprie attività nel Nord-Est del paese da agosto 2023, proprio per contrastare il diffondersi della difterite. Al 4 gennaio 2024 le équipe mediche avevano curato 2.122 persone, per lo più bambini e adolescenti, affette da difterite. Più precisamente: il 18 per cento dei pazienti erano bambini sotto i cinque anni; Il 43 per cento tra i 5 e i 15 anni; Il 29 per cento tra i 15 e i 29 anni e il 10 per cento con più di 30 anni. Nella sala d'attesa della struttura di assistenza, gli operatori sanitari di MSF spiegano in malinké, la lingua locale, come riconoscere i sintomi della difterite e come prevenirne la diffusione.
L’epidemia di difterite. La malattia è un’infezione batterica che attacca le vie respiratorie, si trasmette attraverso l’aria e può essere fatale, soprattutto per i bambini, anche perché può rilasciare una tossina in grado di colpire gli organi del corpo, inclusi cuore e reni. Il periodo di incubazione va dai due ai dieci giorni. Di solito l'infezione si manifesta il secondo giorno dopo l'esposizione con una febbre moderata, seguita da infiammazione della faringe o della laringe e difficoltà a mangiare e a respirare. Prima dell’attuale epidemia, la difterite sembrava scomparsa in tutto il mondo. La Guinea non registrava casi di questa malattia da più di trent’anni. Di conseguenza i medici non sempre riescono a riconoscerla e l’antitossina necessaria per bloccarla non è facilmente reperibile. “Ci mancano professionisti sanitari che sappiano individuare e curare questa malattia”, spiega Charles Tolno, vice coordinatore delle attività mediche in Guinea di MSF. “Il trattamento è complesso e richiede una grande disponibilità dell’antitossina. E invece, data la sua scarsità, non abbiamo altra scelta che essere selettivi e somministrarla solo ai pazienti con i sintomi più gravi”.
Il triage. Con solo 50 posti letto nel centro sanitario, i pazienti con sintomi lievi vengono mandati a casa con gli antibiotici necessari a curarsi. Inoltre ricevono istruzioni rigorose su come ridurre il rischio di contagiare gli altri. I pazienti con sintomi più gravi, invece, vengono ricoverati nel centro. Questa strategia molto rigorosa ha permesso, fino a ora, di ridurre il numero di morti. Prima della missione di MSF il tasso di mortalità era al 38 per cento, adesso è sotto il 5 per cento. La maggior parte dei pazienti ha sentito parlare del centro di cura di Siguiri alla radio, a scuola o tramite passaparola. A causa della generale mancanza di conoscenza della malattia e dei suoi sintomi, molti non avevano idea di cosa fosse finché non gli è stata diagnosticata. “Appena ho notato che mio figlio aveva febbre, mal di gola e mal di testa, sono andato in clinica”, racconta un uomo nel centro di Siguiri. “Mi hanno detto che era difterite. Io avevo con me solo 10mila franchi guineani, che equivalgono a circa 1 euro. Cosa si può fare con così poco? Non sono riuscito a far curare mio figlio. Ma da quando sono arrivato al centro di MSF, abbiamo potuto mangiare, bere e ricevere assistenza senza dover pagare nulla”.
I vaccini. Presso il centro che MSF gestisce a Siguiri è possibile anche ricevere i vaccini contro diverse malattie come la difterite, il tetano, la poliomielite e l’epatite B. La vaccinazione contro la difterite protegge dalle forme gravi della malattia e ne rallenta la diffusione. Sono necessarie almeno due dosi per raggiungere un livello significativo di protezione. Purtroppo i lunghi tempi di produzione e lo smaltimento delle richieste arretrate sul mercato fa sì che attualmente vi sia una significativa carenza di immunizzazioni contro la difterite in tutto il mondo. “Idealmente avremmo dovuto vaccinare l’intera zona di Siguiri appena sono stati diagnosticati i primi casi”, spiega il dottor Tolno. “A causa della carenza di vaccini disponibili, invece, abbiamo potuto proteggere solo i contatti stretti dei pazienti già ammalati. Ciò di cui abbiamo bisogno ora sono i mezzi per portare avanti una campagna di immunizzazione su vasta scala in tutta l’area di Siguiri per frenare la malattia”.