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Albania: sviluppo turistico e sostenibilità è un binomio possibile e “Non è un paradiso low cost”

Albania: sviluppo turistico e sostenibilità è un binomio possibile e “Non è un paradiso low cost”

I progetti di sostegno della Cooperazione italiana dove il legame fra tradizioni culturali, tipicità dei prodotti e ospitalità, ricordano l’Italia del passato

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ROMA – Con la Cooperazione italiana nel Paese dalla forte identità turistica, dove il legame fra tradizioni culturali, tipicità dei prodotti e ospitalità, ricordano l’Italia di un recente passato. L’Albania non è un paradiso low cost alternativo all’Italia – dice con orgoglio la ministra Mirela Kumbaro, Ministro unico dell’Ambiente e del Turismo – ma una meta turistica da scegliere consapevolmente per la sua straordinaria offerta naturalistica, che la rende unica nel panorama europeo. L’obiettivo della sede AICS di Tirana – l’Agenzia della Cooperazione italiana allo sviluppo - è riuscire a conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale, un punto ancora critico nei negoziati di adesione del Paese all’UE.

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La priorità del settore turisatico. Non a caso, negli ultimi dieci anni, il settore turistico è stato prioritario nella strategia di cooperazione allo sviluppo dell’Italia. La lotta alla povertà, infatti, si vince anche attraverso la crescita del tessuto micro-imprenditoriale sostenibile del Paese. Ambiente e turismo sostenibile, ambiti spesso antagonisti tra loro, qui sono invece considerati complementari, per lo sviluppo l'uno dell’altro. Che siano temi cari al governo albanese lo afferma la ministra Mirela Kumbaro, Ministro unico dell’Ambiente e del Turismo: “La visione del ministero è di sviluppare un turismo che non si concentri solo sulla costa, ma anche su tutto il territorio del paese e per una durata estesa su tutto l’anno, per un turismo sostenibile e responsabile”.

La ricchezza di aree naturali. Una scelta quasi obbligata considerato che, l’Albania è ricchissima di aree naturali incontaminate e quindi potenzialmente molto attrattiva per diverse tipologie di viaggiatori. È dunque proprio questa sua anima naturalistica che va preservata insieme all’approccio sostenibile dello sviluppo turistico, adottato dalla Cooperazione italiana, va in questa direzione.

15 parchi e quasi 800 aree protette. È questo, infatti, l’obiettivo dei progetti avviati con l’Italia, per contribuire allo sviluppo degli oltre 15 parchi naturali e delle quasi 800 aree protette che oggi sono il 21.5% di un territorio di appena 28.748 km², poco più grande del Piemonte. Dal 2000 ad oggi, insieme alla Cooperazione italiana sono stati realizzati importanti progetti di sostenibilità ambientale e turistica che hanno coinvolto centri come Valona, con il Parco naturale di Narta e Llogara e l’area di Permet. Progetti come Natura 2000, Natur Albania e EU for nature, che proseguirà per i prossimi 5 anni, hanno portato all’istituzione della NAPA (Agenzia Nazionale per le Aree Protette), con l’introduzione della classificazione dei parchi naturali. Questo ha comportato il miglioramento della gestione di queste zone, l’introduzione di strumenti specifici per gli addetti ai lavori e la creazione di centri turistici multifunzionali.

L’esempio di Valona. A Valona per esempio, è nato il centro dedicato alla salvaguardia delle tartarughe marine, con una sezione interattiva, per sensibilizzare alla conoscenza dell’ecosistema della fauna marina. La creazione del centro non solo ha contribuito a riqualificare la zona, ma è anche è diventato un’attrazione turistica e meta didattica attrattiva per le scuole e le famiglie del luogo.

Lo spazio multimediale dell’AICS. Si chiama Vision, invece, lo spazio multimediale della Cooperazione Italia - Albania che offre un’esperienza di turismo immersivo, tra relitti ed edifici storici - come il Monastero dell’isola di Zvërnec – visitabile con la tecnologia della realtà aumentata. Come racconta il nuovo sindaco di Valona, Ermal Dredha : “C’è un legame particolare con la cooperazione italiana, che ci ha aiutati con i giovani, soprattutto attraverso progetti legati alla formazione professionale per lo sviluppo e la valorizzazione delle comunità e dei prodotti locali”.

Attività sincroniche tra Albania e Italia. L’azione italiana va quindi di pari passo con gli investimenti in ambito ambientale del governo albanese, che sono dunque una priorità per l’Albania e indicano una visione a lungo termine rivolta alla salvaguardia del territorio. Perché lo sviluppo turistico sia sostenibile è infatti fondamentale coinvolgere anche le comunità locali e le attività connesse, come l’agricoltura e lo sviluppo rurale, attraverso progetti che promuovono i prodotti tipici, in modo da preservare l’identità di aree urbane e rurali. “Stiamo investendo affinché le persone restino nelle proprie città, perché lavorino e costruiscano il futuro lì, siano esse aree urbane o rurali - aggiunge la ministra Kumbaro. “Pensiamo che il valore straordinario sia proprio la diversità da un villaggio all’altro, da una città all’altra e vogliamo preservare questo bene prezioso“.

L’importazione di modelli italiani. L’idea è quella di esportare il modello italiano di borghi e consorzi, afferma Stefania Vizzaccaro, titolare di Aics Tirana, spiegando che “nelle zone costiere e non solo, si punterà per esempio sulla capacità di unirsi in associazione di produttori legati alla tipicità dei prodotti del territorio, creando veri e propri percorsi turistici: dalla malga, che diventa un agriturismo, al produttore di olio, all’ospitalità diffusa”.

Le attività agrituristiche. L'obiettivo è quello di accrescere e potenziare l’attività agrituristica, in modo che gli agricoltori non solo producano, ma trasformino la loro tipicità unica e autentica nell’arte dell’ospitalità, proprio come accade nei piccoli borghi italiani. In particolare si punta a creare interconnessioni tra settori per sviluppare, tra i piccolissimi agricoltori, interventi efficaci di ricomposizione della maglia fondiaria.

Il Made with Italy. Con l’Aics si è lavorato dunque sulla qualità dei prodotti agricoli, per allinearli agli standard europei a garanzia di produzioni di alta qualità. Una qualità provata non solo nel processo produttivo, ma anche di prodotto finale, che arriva sul mercato. È nato così Made With Italy, un marchio etico per promuovere i prodotti d’eccellenza e i loro territori, secondo bontà, tipicità e genuinità.

I settori favoriti: il viticolo l’olivicolo. In questa ottica si guarda con grande interesse alla certificazione biologica che, in tutti i settori, possiede grandi potenzialità di sviluppo in tempi brevi. I due settori favoriti sono senza dubbio quello vitivinicolo e olivicolo (per esempio l’olio Scalli ha già una produzione bio). Un’evoluzione facilmente prevedibile se si pensa che l’Albania è il quarto produttore di olio extravergine in Europa (dopo Spagna, Italia, Grecia).

Un cammino ancora lungo e complesso. Certo il cammino verso la sostenibilità ambientale e sociale dello sviluppo turistico è ancora lungo e complesso. E’ un percorso che necessita di interventi multisettoriali e di professionalità altamente specializzate, ma è una sfida ormai irrinunciabile su cui si gioca il futuro della salvaguardia del nostro pianeta.

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