Rifugiati, un’università gratuita per loro in sei lingue con migliaia di laureati, “Una nuova missione”
di Anna Maria De LucaROMA – Harout ha poco più di trent'anni. Da Aleppo, dove si è laureato in chimica, con lo scoppio del conflitto si è riparato in Libano, con lo status di rifugiato politico e il sogno di ottenere una laurea riconosciuta in Europa. Ora lavora come ingegnere a Bruxelles. "Studiavo in tenda ad Aleppo – racconta - e sul portale di un ateneo italiano ho trovato le video lezioni tenute in lingua originale da alcuni miei professori in Siria che avevano dovuto abbandonare le cattedre a causa dei bombardamenti e che oggi non so più neanche in quale parte del mondo si trovino".
L’Università per i Rifugiati - Istruzione senza confini- E’ un portale in sei lingue (inglese, francese, italiano, arabo e greco) che dà la possibilità a rifugiati, richiedenti asilo e studenti con trascorso migrante di accedere gratuitamente all'Università da qualsiasi luogo del mondo. “In un pianeta globalizzato e interconnesso ed in una Europa che vede la più grande immigrazione della storia dell'umanità, le Università devono trovare una nuova missione, un nuovo ruolo e una nuova funzione”, dice Maria Amata Garito, rettrice della prima Università Telematica Internazionale aperta ai rifugiati.
Si studia in sei lingue. All’Università per i Rifugiati si ottiene il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti nei Paesi di origine e delle competenze professionali. L’apprendimento avviene per inclusione linguistica (Italiano, Arabo, Inglese, Tedesco, Spagnolo, Francese, Olandese, Portoghese, Bulgaro, Ceco, Danese, Greco, Croato, Ungherese, Polacco, Rumeno, Slovacco, Finlandese, Svedese) e l’iscrizione è gratuita per i corsi di laurea, per i master ed i corsi di qualificazione e riqualificazione professionale: grazie a Uninettuno, si sono già laureati migliaia di studenti che provengono da più di 140 Paesi. E’così che Harout Marderossian ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria pochi mesi fa.
L’ateneo che consente l’ accesso gratuito a centinaia di rifugiati, in ogni parte del mondo. La nuova competizione per le istituzioni europee si gioca tutta sulla corretta gestione dei flussi migratori provenienti dai Paesi del mondo arabo e dell'Africa sub-sahariana e su politiche di accoglienza e inclusione organiche e condivise. Gli studenti arrivano dall’ Afghanistan, dall’Arabia Saudita, dalla Bielorussia, dal Burundi, dal Camerun, dalla Costa D'avorio, dall’Eritrea, dal Gabon, dal Gambia, dalla Guinea, dall’Honduras, dalla Libia, dal Mali, dal Niger, dalla Nigeria, dal Pakistan, dalla Palestina, dalla Repubblica Centrafricana, dalla Repubblica Democratica del Congo, dalla Russia, dal Senegal, dalla Siria, dalla Somalia, dal Togo, dalla Turchia, dall’Ucraina, dall’Uganda. Le facoltà più gettonate sono economia, ingegneria, scienze della comunicazione, psicologia, giurisprudenza, i master in Logiche e tecniche di Project Management e il Master’s Course in European Law and Policies. Attualmente questi studenti vivono principalmente in campi profughi in Libano e Turchia e alcuni di loro risiedono in Germania e naturalmente in Italia.
Lavorano anche i professori senza più cattedra. Le collaborazioni internazionali sviluppate dall’Università per I Rifugiati e il coinvolgimento attivo di docenti delle Università di altri paesi del mondo hanno creato una biblioteca digitale di contenuti e video lezioni realizzati anche da professori costretti a lasciare le proprie cattedre, come nel caso dell’università siriana di Aleppo, ma che, per il tramite di Uninettuno, continuano a diffondere il loro sapere scientifico e le loro competenze anche a quegli stessi studenti che non hanno più la possibilità di incontrarli e vederli in aula. “Grazie al modello della formazione a distanza, integrazione linguistica e inclusione formativa non hanno più limiti di tempo, di spazio e di latitudine: l’Università per Rifugiati rappresenta, in questo senso, un grande laboratorio scientifico e culturale per il dialogo, la convivenza pacifica tra i popoli, la lotta al terrorismo” spiega Garito.
Le borse di studio per il post lauream. A disposizione di studenti rifugiati e richiedenti asilo anche borse di studio per i corsi post lauream, come il master per manager della Sanità, indirizzato agli studenti di Mogadiscio e delle province della Somalia del Nord: l’obiettivo è formare operatori in grado di migliorare e rendere competitive le condizioni del personale sanitario e delle stesse strutture sanitarie nel Paese africano che si trova nelle “lista nera” di molte potenze mondiali. Grazie ad un accordo con la Global University of Science di Galkayo, Uninettuno forma personale manageriale e amministrativo degli operatori dei servizi sanitari somali, permettendo loro di accedere in remoto ad un percorso di alta formazione di respiro internazionale, in lingua inglese e tenuto dai migliori esperti del settore, provenienti da tutta Europa. “Profughi e rifugiati sono una ricchezza preziosa per l’ intera umanità – conclude Garito – e l’ unico futuro possibile è quello di un mondo libero, equo e istruito: la formazione accademica è madre di diritti e di pace e il 2024 deve segnare un cambio di direzione decisivo in questo senso”.