Istruzione: l’Italia è lontana dagli Obiettivi di Sviluppo dell’Agenda 2030
Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti: è il quarto Obiettivo previsto dall’Agenda 2030, ma la strada che l’Italia deve percorrere per la sua piena realizzazione è ancora lunga e richiede finanziamenti superiori a quelli stanziati fino a oggi. È quanto emerge dall’analisi degli ultimi dati presentati dall’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS) in occasione della premiazione di tre scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto GEA-EDU – Idee per il futuro: un contest sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità ideato dalla Fondazione Articolo 49 e dall’agenzia di stampa GEA-Green Economy.
Gli ambiti di intervento. Le risorse necessarie alla piena attuazione del quarto Obiettivo dell’Agenda 2030 ammonterebbero a 14.224 milioni di euro, ma il PNRR ne ha stanziate solo 4.110 milioni. Eppure gli ambiti di azione perché si possa realizzare lo sviluppo sostenibile nel campo dell'istruzione riguardano diversi settori. In primis le classi, che dovrebbero essere trasformate fino a diventare ambienti di apprendimento innovativo; poi bisognerebbe aumentare la disponibilità di alloggi universitari per adeguarla agli standard europei; infine si dovrebbe puntare alla ideazione e promozione di corsi di formazione per il personale docente e per favorire il passaggio degli studenti dalle scuole superiori all’università.
I finanziamenti. Secondo i dati AsviS per la ristrutturazione delle classi sarebbero necessari 7.854 milioni di euro contro i 2.100 milioni stanziati dal PNRR, mentre servirebbero 4.125 milioni per aumentare il numero di alloggi universitari a fronte dei 960 previsti dal Piano. Insufficienti i fondi anche per quanto riguarda i corsi di formazione per insegnanti e alunni: servirebbero infatti 1.415 milioni per i primi a fronte di uno stanziamento di 800 milioni, e 830 milioni per i secondi a fronte di una spesa prevista di 250 milioni.
Il contest. Nell’ambito della seconda edizione del progetto GEA EDU - Idee per il futuro, un’iniziativa nata dalla collaborazione del Parlamento europeo – Ufficio di collegamento in Italia con la Fondazione Art. 49 e l’agenzia di stampa GEA - Green Economy e dedicata ai temi dell’economia circolare e della gestione del ciclo dei rifiuti, sono state premiate tre scuole in Puglia, Liguria e Calabria. L’Istituto Tecnico Tecnologico – I.I.S. Federico Patetta di Cairo Montenotte ha vinto con il progetto “Mani dentro la terra”. L’iniziativa prevede una visita presso il biodigestore Iren di Ferrania per osservare come vengono trattati i rifiuti organici, la realizzazione di un braccio robotico con materiali riciclati, la progettazione dell’edificio “Mani dentro la terra” a zero impatto energetico e l’ideazione di un bookcrossing presso l’istituto. La Scuola I.T.E.T. "Grazia Deledda" di Lecce è stata premiata per il progetto “Una tazzina per salvare l’ambiente”. Gli studenti hanno calcolato quante emissioni di CO2 si risparmierebbero se si utilizzassero tazzine di alluminio invece dei bicchieri di polistirene forniti dai distributori della scuola. Infine il Liceo delle Scienze Umane “Corrado Alvaro” della città di Palmi è stato premiato con il progetto “Una cover fichissima”, ovvero come creare una cover per cellulari con materie prime vegetali, fibre e coloranti naturali.