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Beirut, in mostra scuole e studenti: così la Cooperazione italiana sostiene il futuro del Libano

Fino al 20 marzo 2025 le immagini saranno esposte nella suggestiva cornice del museo Sursock nel centro della capitale libanese
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I volti che guardano l’obiettivo della macchina fotografica raccontano storie che assurgono ad una rappresentazione collettiva di una generazione e in senso più ampio di un popolo la cui storia, per quanto travagliata, resta un simbolo di resilienza e speranza. Sono questi volti i protagonisti della mostra inaugurata il 6 marzo e che continuerà fino al 20 marzo 2025 al Sursock museum di Beirut incentrata sul tema dell’educazione in Libano in tempi di crisi e di guerra.

Nel corso dell’ultimo anno, il fotoreporter romano Marco Palombi ha seguito le missioni di monitoraggio dei progetti italiani, visitando scuole e centri di educazione informale in tutto il Libano, ascoltando storie e raccontando per immagini l’impatto positivo sui bambini e le bambine, in un prezioso spaccato in grado di fissare nel tempo un periodo storico cruciale.

Il titolo di questo lavoro, SHAMS (Sole), vuole richiamare la speranza per il futuro rappresentata dai bambini e dalle bambine, un futuro che vogliamo impegnarci a rendere più luminoso possibile. Le foto che compongono questa mostra sono uno sguardo ricambiato tra soggetto e spettatore che costruisce un dialogo fatto di luci e sfumature, e che decostruisce ogni senso di alterità.

Il progetto è stato finanziato e sostenuto dalla Cooperazione italiana che dal 2017 si impegna per fornire un’educazione di qualità, riabilitare edifici scolastici, promuovere la formazione professionale e supportare la corretta alimentazione nelle scuole; un impegno che non è venuto meno nei periodi di crisi attraversati dal Paese, e che, al contrario, ha saputo adattarsi alla mutabilità del contesto.

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