Mondo Solidale

Brasile, nella Casa dove l’accoglienza è la parola chiave, per non perdersi nell’indifferenza

Brasile, nella Casa dove l’accoglienza è la parola chiave, per non perdersi nell’indifferenza

Casa dos Curumins, l'organizzazione filantropica che ha sede a Pedreira, una delle zone più fragili della periferia sud di San Paolo, nelle favelas

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ROMA – Accoglienza è la parola chiava di Casa dos Curumins, l'organizzazione filantropica che ha sede a Pedreira, una delle zone più fragili della periferia sud di San Paolo, nelle favelas brasiliane. Qui è iniziata nel 2002 l’avventura di Adriana e Alberto Eisenhardt: “La storia di Casa dos Curumins – ci dicono – è iniziata in risposta alla richiesta di aiuto di un bambino, Bruno, che ci chiese di dargli un’opportunità nella vita, la possibilità di diventare qualcuno. Cercare una risposta concreta a quella richiesta ha portato alla nascita di Casa dos Curumins. E ancora oggi, in fondo, il nostro compito è lo stesso: cercare una possibile risposta, un cammino da indicare, un progetto di vita da costruire insieme ai ragazzi e a tutti coloro che accogliamo, affinché nessuno si perda nell’indifferenza di un mondo troppo spesso distratto da priorità che rischiano di ridurre l’essere umano al valore di un oggetto”.

Un vero esempio di ospitalità. Oltre 20 anni dopo, quella Casa è diventata un vero e proprio esempio di ospitalità, che sarà raccontato durante l’appuntamento perugino di Eco Sanfra, il festival sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica che si terrà dal 24 al 27 settembre. Qui, il curatore e critico d'arte Matteo Pacini, che collabora attraverso progetti artistici con Casa dos Curumins, parlerà di questa realtà nel panel “I dialoghi della Terra - Abitare insieme: comunità che coltivano futuro” (venerdì 25 Settembre 2026 alle 17, al Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi, Via Giuseppe Mazzini 10).

A Casa dos Curumins passano ogni anno circa 600 bambini. Che Alberto e Adriana, insieme a circa 100 collaboratori fissi, educano, cullano e accompagnano nella crescita fino ai 15 anni, di più se i ragazzi decidono di intraprendere un percorso accademico anziché uno professionale. In oltre 20 anni di storia, più di 3.000 bambini e ragazzi sono passati dalla Casa: alcuni sono rimasti per pochi anni, altri hanno trascorso a Casa dos Curumis una parte importante della loro crescita e continuano ancora oggi a mantenere un legame forte con questa realtà. Non sono solo i giovani, però, gli ospiti della Casa che, ogni settimana, offre attività anche a circa 100 persone anziane.

Quante persone ci sono? La risposta non è soltanto un numero. “Per questo – dicono Alberto e Adriana Eisenhardt – quando ci chiedono quante persone passano da Casa dos Curumins, la risposta non è soltanto un numero. Sono centinaia di persone di età diverse, con storie e percorsi differenti, che nel tempo entrano a far parte della vita della Casa. Ed è proprio la continuità delle relazioni che ci permette di essere, per molti di loro, un punto di riferimento che va ben oltre la durata di un singolo progetto”

Il lavoro e le attività nella zona sud di San Paolo. Casa dos Curumins promuove l'inclusione socio-culturale di bambini, adolescenti, giovani e anziani in situazioni di vulnerabilità sociale nella zona sud di San Paolo, attraverso attività ricreative, educative, culturali, ambientali, musicali, artistiche e sportive. L'Associazione lavora in modo trasparente e sostenibile affinché i bambini e i giovani possano essere protagonisti della propria vita e contribuiscano alla creazione di un mondo più giusto, nel quale anche le popolazioni a basso reddito abbiano piena cittadinanza.

Il luogo dove trovare ascolto, conforto, sicurezza. Questa realtà piuttosto unica nel suo genere offre l’asilo nido a tempo pieno che accoglie bambini da un mese di vita fino ai 4 anni, ma anche attività complementari alla scuola dell’obbligo. “Il primo passo, per noi, è sempre l’accoglienza - dicono i fondatori - Casa dos Curumins offre un ambiente familiare, dove bambini, ragazzi e famiglie possano trovare ascolto, conforto, sicurezza e qualcuno che li riconosca e ne valorizzi le capacità.

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