Mondo Solidale

IL MEETING

Violenze, il lungo confronto a New York
Il fenomeno allarmante e le proposte

La Fondazione Pangea è presente ai lavori che si svolgono nel Palazzo di Vetro e ha partecipato realizzando un evento collaterale  sulla situazione italiana in merito al femminicidio. Si ragiona sul contrasto della violenza di genere in Italia, sul ruolo degli stereotipi di genere nel determinare o legittimare diverse manifestazioni di violenza, della situazione delle donne rifugiate nei CIE  

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NEW YORK - La Fondazione Pangea è presente a New York per seguire i lavori che si svolgono nel Palazzo di Vetro e ha partecipato attivamente realizzando, a complemento dei dibattiti e dei negoziati istituzionali, un evento collaterale (parallel event) sulla situazione italiana in merito alla violenza nei confronti delle donne  -  femminicidio. L'evento, organizzato in collaborazione con WUNRN - Women's UN Report Network e realizzato con le diverse organizzazioni che costituiscono la Piattaforma Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ha messo in luce come e quanto hanno inciso, a livello nazionale e internazionale, le organizzazioni italiane della scoietà civile - dalla Piattaforma CEDAW alla Convenzione NoMore! - nel contrasto della violenza di genere in Italia, il ruolo degli stereotipi di genere nel determinare o legittimare diverse manifestazioni di violenza, i numerosi ostacoli nell'accesso alla giustizia incontrati dalle donne che denunciano i maltrattamenti, il problema della trasparenza nella gestione dei fondi destinati ai centri antiviolenza, la situazione delle donne rifugiate nei centri di identificazione ed espulsione (CIE), le principali sfide e le buone pratiche messe in atto dai centri antiviolenza per contrastare i feminicidi in Italia.

Non solo denunce.
È stata un'importante occasione non solo di denunciare le dimensioni allarmanti del problema della violenza sulle donne nel nostro Paese, ma soprattutto di presentare le proposte e le richieste di quella società civile, che ha una lunga esperienza sul tema, per migliorare le politiche nazionali in modo che un problema così grave e diffuso venga assunto come prioritario dalle istituzioni e adeguatamente ed efficacemente affrontato.

Violazioni diffuse in tutto il mondo.
La violenza sulle donne e sulle bambine è la violazione dei diritti umani più diffusa in Italia, in Europa e nel mondo. In Europa almeno il 45% delle donne ha subito violenza per mano di un uomo e ogni giorno 7 donne muoiono per una violenza subita tra le mura domestiche. In Italia solo nel 2012 sono state uccise 124 donne (con un preoccupante aumento del numero di femminicidi dal 2005 ad oggi). Purtroppo si tratta di dati sottostimati perché tuttora la violenza sulle donne resta invisibile a causa della mancanza di dati ufficiali (i dati si riferiscono ai casi riportati dai media italiani e raccolti dalla società civile).

Un fenomeno che non si conosce bene.
La mancanza di un'adeguata e precisa conoscenza del fenomeno impedisce di offrire una rete di servizi adeguati a sostegno delle donne che hanno subito maltrattamenti. Per esempio, secondo i calcoli del Consiglio d'Europa, ogni Paese dovrebbe prevedere un posto-letto nelle case rifugio che accolgono vittime di maltrattamenti ogni 10.000 abitanti: l'Italia dovrebbe garantirne circa 6.000 e invece se ne contano soltanto 500 e anziché aumentare rischiano di dimunire, perché molti centri anti-violenza stanno chiudendo o sono stati ridimensionati a causa della drastica riduzione delle risorse. Anche laddove esistono validi strumenti normativi, come le misure di allontanamento del coniuge o del familiare violento, questi non vengono applicati in modo uniforme in tutto il Paese e, in assenza di dati disaggregati, non è possibile valutarne l'afficacia e l'impatto. Non dimentichiamo, infine, che le diverse manifestazioni di violenza hanno una comune radice culturale, legata a un rapporto ancora molto squilibrato tra i sessi (che si verifca in ogni ambito della vita pubblica e privata). Pertanto se non si intraprende un ampio lavoro articolato ed organico a livello culturale, per sradicare quei tanti stereotpi e falsi miti legati che portano o giustificano la violenza sulle donne, ogni azione politica rischia di essere inconcludente e inefficace nel lungo periodo.

Il lavoro di Pangea.
La Fondazione Pangea da sempre è impegnata nel contrasto alla violenza di genere in diversi Paese del mondo, lavorando con e per le donne per costruire percorsi di uscita da situazioni di violenza, offrendo una serie di strumenti per il riscatto economico e sociale e per iniziare nuovi progetti di vita. In Italia, Pangea sta lavorando insieme a tante altre organizzazioni raccolte nella piattaforma CEDAW e nella Convenzione No More! contro la violenza sulle donne femminicidio, per proporre e collaborare alla formulazione di politiche e risposte adeguate ed efficaci al fenomeno della violenza. In particolare ha scelto di utilizzare tutti gli strumenti internazionali, dalla Convenzione delle Nazioni Unite per l'Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne (CEDAW), alle raccomandazioni della Relatrice Speciale sulla violenza di genere e ora alle linee-guida della Commissione sulla condizione delle donne per far fronte alle tante lacune che ha rilevato lavorando accanto alle donne e per garantire la dignità, la libertà e la vita di ogni donna e il rispetto dei diritti umani di tutti e tutte.

* Fondazione Pangea