ROMA - Esseri umani in fuga dalla guerra, affamati dalla carestia, travolti da emergenze naturali, uccisi dalla mancanza di farmaci e aiuti: brutte notizie, che non trovano spazio nei tg italiani, o perlomeno non più di un misero 4% del totale, facendo la media fra i sette telegiornali di grande ascolto Rai, Mediaset e La7. Lo denuncia il nono rapporto annuale presentato da Medici Senza Frontiere e patrocinato dalla Federazione nazionale della stampa italiana. "Le crisi umanitarie dimenticate dai media - 2012", ricerca fatta in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, è accompagnata questa volta anche da un confronto con i tg di Francia, Germania, Gran Bretagna (tutti più attenti dei nostri) e Spagna, dove invece il problena è analogo a quello italiano.
Il sondaggio d'opinione. C'è poi, per la prima volta, anche un sondaggio d'opinione curato da GfK Eurisko che svela cosa ne pensano i telespettatori: al 60% vorrebbero saperne di più, al 63% vorrebbero sapere poi come far arrivare il proprio aiuto. Ma in tutto il 2012 i tg della sera hanno dedicato solo sette servizi all'Aids, tre alle violenze nella Repubblica Democratica del Congo, quattro al dramma della malnutrizione in Niger, due ad Haiti, piegata dal terremoto prima e dal colera e dalla malaria poi, mentre il Sudan e il Sud Sudan, con la guerra nell'area contesa del Sud Kordofan che ha provocato oltre 100mila profughi interni, finiti a dipendere dagli aiuti internazionali in altre aree del Paese, hanno avuto un poco di spazio in più, 17 servizi, solo perché George Clooney si è fatto arrestare protestando davanti all'ambasciata del Sudan: personaggio noto, che si è così guadagnato ben otto servizi.
Un inquietante confronto con l'estero. Quel 4% globale è anche il dato più basso dal 2006, che registrava un 10%, e il confronto con l'estero è inquietante: Bbc One dedica alle crisi umanitarie l'8,7% dello spazio, Tagesschau Ard il 14,4%, France 2 il 7,2% e la spagnola Rtve La1 il 5,9%, che in Italia è quasi raggiunto dai tre tg Rai separati dagli altri, con un 5,7% globale guidato dal Tg1 (6%), seguito dal Tg 3 (5,1%) e con in coda il Tg 2 che dà uno spazio del 4,6%, pari a quello del TgLa7. Ancora meno lo spazio nei tg Mediaset, con Tg5 a 3,8%, Tg4 a 2,8% e Studio Aperto a un minuscolo 2,1%.
Attenzioni "patriottiche". Analizzando le notizie si scopre poi che spesso l'aumento d'attenzione è legato ai problemi dei nostri connazionali, come il sequestro della cooperante Rossella Urru in Mali o il rapimento e l'uccisione dell'ingegner Franco Lamolinara in Nigeria, naturalmente seguiti con grande attenzione. Meno naturale sembra ai ricercatori e a Medici senza Frontiere che lo spazio per curiosità, gossip e costume sia in media del 6%, con ad esempio 30 notizie sulla fine del mondo profetizzata dai Maya e ovviamente mai accaduta, a fronte di sette notizie in tutto per conflitti e crisi umanitaria in Congo.
Poco spazio alle emergenze. Ma il campione di 1.143 italiani maggiorenni che ha risposto all'Eurisko ha chiesto ben altro. Per loro, le emergenze hanno troppo poco spazio. Il 42% ne vorrebbe di più per quelle italiane, il 35% per quelle nel resto del mondo. Il 71% vorrebbe più servizi sulle persone che hanno bisogno di assistenza in Italia, il 67% ne vorrebbe di più sulle malattie che colpiscono i Paesi in via di sviluppo e il 63% vuole sapere meglio cosa può fare per aiutare quei Paesi, mentre il 64% ha la stessa esigenza per l'Italia. Il 59% vorrebbe poi più servizi sul lavoro delle organizzazioni umanitarie. E che lo spazio del gossip sia troppo, lo pensa il 78%.
Il paese più dimenticato di tutti. E' la Repubblica Centroafricana, con zero notizie in tutto il 2012 su ribelli armati in azione, gran parte della popolazione senza assistenza sanitaria e tassi di mortalità sopra i livelli di emergenza. Una notizia a testa l'hanno ottenuta Malawi, Madagascar, Eritrea, Etiopia, Costa d'Avorio, Cuba, due a testa per Uganda, Mauritania, Haiti, tre per Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo, quattro per il Niger. Ma quelle che più vengono dimenticate sono senz'altro le crisi sanitarie legate alle epidemie e quelle umanitarie dovute alle carestie e alla malnutrizione. I servizi sul primo tema sono stati in tutto 13, di cui sette sull'Aids e 6 sulla malaria a Cuba e Haiti, oltre ai dati sulla malaria nel mondo e la lotta alle malattie endemiche in Africa. Undici in tutto i servizi sulla malnutrizione e 26 quelli sulle crisi legate alle calamità naturali. E il tifone Bopha che nelle Filippine ha ucciso 500 persone provocando lo sfollamento di migliaia di abitanti dei villaggi travolti è stato raccontato in sette servizi in tutto.
Il sondaggio d'opinione. C'è poi, per la prima volta, anche un sondaggio d'opinione curato da GfK Eurisko che svela cosa ne pensano i telespettatori: al 60% vorrebbero saperne di più, al 63% vorrebbero sapere poi come far arrivare il proprio aiuto. Ma in tutto il 2012 i tg della sera hanno dedicato solo sette servizi all'Aids, tre alle violenze nella Repubblica Democratica del Congo, quattro al dramma della malnutrizione in Niger, due ad Haiti, piegata dal terremoto prima e dal colera e dalla malaria poi, mentre il Sudan e il Sud Sudan, con la guerra nell'area contesa del Sud Kordofan che ha provocato oltre 100mila profughi interni, finiti a dipendere dagli aiuti internazionali in altre aree del Paese, hanno avuto un poco di spazio in più, 17 servizi, solo perché George Clooney si è fatto arrestare protestando davanti all'ambasciata del Sudan: personaggio noto, che si è così guadagnato ben otto servizi.
Un inquietante confronto con l'estero. Quel 4% globale è anche il dato più basso dal 2006, che registrava un 10%, e il confronto con l'estero è inquietante: Bbc One dedica alle crisi umanitarie l'8,7% dello spazio, Tagesschau Ard il 14,4%, France 2 il 7,2% e la spagnola Rtve La1 il 5,9%, che in Italia è quasi raggiunto dai tre tg Rai separati dagli altri, con un 5,7% globale guidato dal Tg1 (6%), seguito dal Tg 3 (5,1%) e con in coda il Tg 2 che dà uno spazio del 4,6%, pari a quello del TgLa7. Ancora meno lo spazio nei tg Mediaset, con Tg5 a 3,8%, Tg4 a 2,8% e Studio Aperto a un minuscolo 2,1%.
Attenzioni "patriottiche". Analizzando le notizie si scopre poi che spesso l'aumento d'attenzione è legato ai problemi dei nostri connazionali, come il sequestro della cooperante Rossella Urru in Mali o il rapimento e l'uccisione dell'ingegner Franco Lamolinara in Nigeria, naturalmente seguiti con grande attenzione. Meno naturale sembra ai ricercatori e a Medici senza Frontiere che lo spazio per curiosità, gossip e costume sia in media del 6%, con ad esempio 30 notizie sulla fine del mondo profetizzata dai Maya e ovviamente mai accaduta, a fronte di sette notizie in tutto per conflitti e crisi umanitaria in Congo.
Poco spazio alle emergenze. Ma il campione di 1.143 italiani maggiorenni che ha risposto all'Eurisko ha chiesto ben altro. Per loro, le emergenze hanno troppo poco spazio. Il 42% ne vorrebbe di più per quelle italiane, il 35% per quelle nel resto del mondo. Il 71% vorrebbe più servizi sulle persone che hanno bisogno di assistenza in Italia, il 67% ne vorrebbe di più sulle malattie che colpiscono i Paesi in via di sviluppo e il 63% vuole sapere meglio cosa può fare per aiutare quei Paesi, mentre il 64% ha la stessa esigenza per l'Italia. Il 59% vorrebbe poi più servizi sul lavoro delle organizzazioni umanitarie. E che lo spazio del gossip sia troppo, lo pensa il 78%.
Il paese più dimenticato di tutti. E' la Repubblica Centroafricana, con zero notizie in tutto il 2012 su ribelli armati in azione, gran parte della popolazione senza assistenza sanitaria e tassi di mortalità sopra i livelli di emergenza. Una notizia a testa l'hanno ottenuta Malawi, Madagascar, Eritrea, Etiopia, Costa d'Avorio, Cuba, due a testa per Uganda, Mauritania, Haiti, tre per Burkina Faso e Repubblica Democratica del Congo, quattro per il Niger. Ma quelle che più vengono dimenticate sono senz'altro le crisi sanitarie legate alle epidemie e quelle umanitarie dovute alle carestie e alla malnutrizione. I servizi sul primo tema sono stati in tutto 13, di cui sette sull'Aids e 6 sulla malaria a Cuba e Haiti, oltre ai dati sulla malaria nel mondo e la lotta alle malattie endemiche in Africa. Undici in tutto i servizi sulla malnutrizione e 26 quelli sulle crisi legate alle calamità naturali. E il tifone Bopha che nelle Filippine ha ucciso 500 persone provocando lo sfollamento di migliaia di abitanti dei villaggi travolti è stato raccontato in sette servizi in tutto.