ROMA - "Cosa mi piace di questo lavoro? La possibilità di offrire qualcosa di diverso dalla camorra al futuro di questi ragazzi". A spiegare meglio di ogni altra cosa l'importanza di Frequenza 200, il programma di Intervita nato circa un anno fa per combattere l'abbandono scolastico, sono le parole di Carmen, uno dei venti educatori impegnati nel progetto a Milano, Napoli e Palermo.
I numeri. Sono circa 700mila i ragazzi italiani fra i 10 e i 16 anni che rischiano ogni anno di abbandonare la scuola, in pratica due su dieci. Un dato che ha spinto Intervita, l'Onlus impegnata nei progetti di sviluppo nelle aree disagiate del mondo, a investire la sua esperienza in Italia, con l'obiettivo di riportare a scuola 4mila ragazzi entro il 2016. "La dispersione scolastica in Italia ha numeri altissimi - afferma Marco Chiesara, presidente di Intervita - siamo al 17,5 per cento, quando la conferenza di Lisbona ha fissato come tetto massimo per l'Europa il 10%. Senza contare che ci sono zone in cui la situazione è molto peggiore: una preside di Palermo di ha segnalato che secondo i suoi calcoli nella scuola che dirige circa il 40% degli studenti non si presenta alle lezioni".
Il progetto. Per questo motivo un anno fa Intervita ha promosso la nascita di Frequenza 200, 200 come il numero di gironi di scuola obbligatori nel nostro Paese. Lo scopo del progetto - a cui hanno preso parte circa 2500 ragazzi - è quello di mettere in rete istituzioni, associazioni, famiglie, educatori e studenti e al contempo dare un sostegno concreto all'avvicinamento fra scuola e ragazzi grazie alla creazione di centri diurni aperti 5 pomeriggi la settimane e gestiti da personale qualificato. L'esperienza maturata in questo anno di lavoro è confluita in un fascicolo dal nome Lenti a contatto, nel quale sono state annotate le attività svolte nelle tre grandi città pilota e gli obiettivi per i prossimi tre anni.
La cerimonia di presentazione. Il lavoro è stato presentato a palazzo Giustiniani, una delle sedi del Senato e alla cerimonia ha preso parte, fra gli altri, Marco Rossi Doria, Sottosegretario all'Istruzione. "Grazie alla riprogrammazione dei fondi europei fatta dal governo Monti - ha affermato Doria - abbiamo aperto oltre 50 progetti per combattere questo fenomeno, si tratta di collaborazioni fra pubblico e privato che opera nel campo del sociale. Presto arriveranno i fondi stanziati dal Decreto Carrozza per tenere aperte le scuole nel pomeriggio, cosa che ha già dato grandi risultati in Puglia per esempio. Ma la via maestra per combattere la dispersione è sicuramente la rete, la condivisione di esperienze ed energie fra pubblico e privato".
La condivisione di un modello. A questo progetto oggi Intervita, con l'aiuto della Fondazione Giovanni Agnelli e dell'Associazione Bruno Trentin ha deciso di affiancarne un altro: una ricerca che permetta di fare chiarezza sul tema della dispersione scolastica e sul suo impatto sulla produttività del nostro Paese. "L'idea - spiega ancora Chiesara - è di rilanciare nella lotta all'abbandono scolastico. Partiremo dalle nostre esperienze sul campo per costruire e diffondere modelli di intervento efficaci e replicabili da tutti".
I numeri. Sono circa 700mila i ragazzi italiani fra i 10 e i 16 anni che rischiano ogni anno di abbandonare la scuola, in pratica due su dieci. Un dato che ha spinto Intervita, l'Onlus impegnata nei progetti di sviluppo nelle aree disagiate del mondo, a investire la sua esperienza in Italia, con l'obiettivo di riportare a scuola 4mila ragazzi entro il 2016. "La dispersione scolastica in Italia ha numeri altissimi - afferma Marco Chiesara, presidente di Intervita - siamo al 17,5 per cento, quando la conferenza di Lisbona ha fissato come tetto massimo per l'Europa il 10%. Senza contare che ci sono zone in cui la situazione è molto peggiore: una preside di Palermo di ha segnalato che secondo i suoi calcoli nella scuola che dirige circa il 40% degli studenti non si presenta alle lezioni".
Il progetto. Per questo motivo un anno fa Intervita ha promosso la nascita di Frequenza 200, 200 come il numero di gironi di scuola obbligatori nel nostro Paese. Lo scopo del progetto - a cui hanno preso parte circa 2500 ragazzi - è quello di mettere in rete istituzioni, associazioni, famiglie, educatori e studenti e al contempo dare un sostegno concreto all'avvicinamento fra scuola e ragazzi grazie alla creazione di centri diurni aperti 5 pomeriggi la settimane e gestiti da personale qualificato. L'esperienza maturata in questo anno di lavoro è confluita in un fascicolo dal nome Lenti a contatto, nel quale sono state annotate le attività svolte nelle tre grandi città pilota e gli obiettivi per i prossimi tre anni.
La cerimonia di presentazione. Il lavoro è stato presentato a palazzo Giustiniani, una delle sedi del Senato e alla cerimonia ha preso parte, fra gli altri, Marco Rossi Doria, Sottosegretario all'Istruzione. "Grazie alla riprogrammazione dei fondi europei fatta dal governo Monti - ha affermato Doria - abbiamo aperto oltre 50 progetti per combattere questo fenomeno, si tratta di collaborazioni fra pubblico e privato che opera nel campo del sociale. Presto arriveranno i fondi stanziati dal Decreto Carrozza per tenere aperte le scuole nel pomeriggio, cosa che ha già dato grandi risultati in Puglia per esempio. Ma la via maestra per combattere la dispersione è sicuramente la rete, la condivisione di esperienze ed energie fra pubblico e privato".
La condivisione di un modello. A questo progetto oggi Intervita, con l'aiuto della Fondazione Giovanni Agnelli e dell'Associazione Bruno Trentin ha deciso di affiancarne un altro: una ricerca che permetta di fare chiarezza sul tema della dispersione scolastica e sul suo impatto sulla produttività del nostro Paese. "L'idea - spiega ancora Chiesara - è di rilanciare nella lotta all'abbandono scolastico. Partiremo dalle nostre esperienze sul campo per costruire e diffondere modelli di intervento efficaci e replicabili da tutti".