ROMA -Blog action day è un evento annuale in cui bloggers, social media users, podcasters, designers e data producers da tutto il mondo affrontano insieme un argomento di rilevanza globale, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica e fare found raising per delle associazioni umanitarie. Il tema scelto per quest'anno è: i diritti umani. Tra i partners dell'organizzazione anche Amnesty International e Article 19.
Voci dal mondo. Dall'Afghanistan al Venezuela gli scrittori del web affrontano tematiche a loro vicine e che rientrano nel grande mare delle violazioni al documento del 1948. È questo il caso di "Landmine and cluster munition blog" che ha descritto i danni delle bombe a grappolo sui bambini siriani o della blogger Earnestly, Erna che direttamente dalla Malesia critica la visione west-centrica dei diritti umani. C'è poi la mamma-blogger, che parla dei rifugiati sudanesi e delle difficoltà di chi è costretto a lasciare casa e affetti in ragione dell'odio religioso. Di infanzia e Aids si occupa Marijike dalla Nuova Zelanda e James Propa dall'Uganda descrive la miseria dovuta all'avidità dei potenti.
[[ge:rep-locali:repubblica:68753381]]
Dall'idea all'evento mondiale. Il Blog Action Day è nato nel 2007 per iniziativa dei coniugi Collis e Cyan Ta'eed, designers e fondatori dell'Envato. E grazie al supporto del team australiano e di volontari, sono riusciti a riunire migliaia di blogger in tutto il mondo per parlare, nello stesso giorno, di 'ambiente'. L'evento ebbe così successo che si decise di organizzarlo anche l'anno successivo parlando quella volta di 'povertà'. Nel 2009 i coniugi Ta'eed hanno chiesto al team di Change.org, sito di spicco per le questioni sociali, di espandere la portata dell'evento. E nel 2011 l'organizzazione è passata al Voice Blogging Project.
Le tematiche. In sei anni il Blog action day ha affrontato tematiche diverse. Ambiente e povertà i temi delle prime due edizioni. Nel 2009 i blogger hanno parlato di cambiamento climatico. E successivamente di acqua e cibo. L'anno scorso più di duemila persone si sono concentrate sul Power of We, ovvero la capacità di unirsi per creare e migliorare la società.
Voci dal mondo. Dall'Afghanistan al Venezuela gli scrittori del web affrontano tematiche a loro vicine e che rientrano nel grande mare delle violazioni al documento del 1948. È questo il caso di "Landmine and cluster munition blog" che ha descritto i danni delle bombe a grappolo sui bambini siriani o della blogger Earnestly, Erna che direttamente dalla Malesia critica la visione west-centrica dei diritti umani. C'è poi la mamma-blogger, che parla dei rifugiati sudanesi e delle difficoltà di chi è costretto a lasciare casa e affetti in ragione dell'odio religioso. Di infanzia e Aids si occupa Marijike dalla Nuova Zelanda e James Propa dall'Uganda descrive la miseria dovuta all'avidità dei potenti.
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Dall'idea all'evento mondiale. Il Blog Action Day è nato nel 2007 per iniziativa dei coniugi Collis e Cyan Ta'eed, designers e fondatori dell'Envato. E grazie al supporto del team australiano e di volontari, sono riusciti a riunire migliaia di blogger in tutto il mondo per parlare, nello stesso giorno, di 'ambiente'. L'evento ebbe così successo che si decise di organizzarlo anche l'anno successivo parlando quella volta di 'povertà'. Nel 2009 i coniugi Ta'eed hanno chiesto al team di Change.org, sito di spicco per le questioni sociali, di espandere la portata dell'evento. E nel 2011 l'organizzazione è passata al Voice Blogging Project.
Le tematiche. In sei anni il Blog action day ha affrontato tematiche diverse. Ambiente e povertà i temi delle prime due edizioni. Nel 2009 i blogger hanno parlato di cambiamento climatico. E successivamente di acqua e cibo. L'anno scorso più di duemila persone si sono concentrate sul Power of We, ovvero la capacità di unirsi per creare e migliorare la società.