Mondo Solidale

Olimpiadi: "I grandi eventi come quello di Sochi non sono la piramide dello sport di base"

Parla Mogens Kirbeby, presidente dell'International Sport and Culture Association: In occasione dei grandi eventi sportivi, come ad esempio i prossimi Giochi Olimpici invernali, si affrontano "grandi spese con risorse pubbliche e private, e nello stesso tempo accade che lo sport di base attraversi tempi difficilissimi in cerca del sostegno finanziario per le attività essenziali"

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ROMA - Mogens Kirkeby è il presidente della rete internazionale ISCA (International Sport and Culture Association), organizzazione che aggrega sport, cultura e movimenti giovanili da tutto il mondo. L'incontro con Kirkeby c'è stato durante la sua visita a Roma per la preparazione del Congresso MOVE che si terrà nella capitale dal 22 al 25 ottobre 2014. L'ISCA ha una lunga storia di attenzione verso lo sport sociale, quello praticato da milioni di persone in tutto il mondo. Quello che Gianmario Missaglia, storico presidente della UISP, lanciò come concetto ormai diffuso a livello mondiale: lo sport per tutti. Tant'è che l'UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) è membro del Network e in collaborazione con esso organizzerà questo evento internazionale, con l'obiettivo di rilanciare anche a Roma i concetti del MOVE Congress: il movimento aiuta a migliorare la qualità della vita, il benessere dato dalla sostenibilità e dalla dimensione più umana delle città. Questo è quanto lo sport può rappresentare. Ma l'attenzione dell'ISCA è altrettanto forte nel monitorare i grandi eventi sportivi, osservando l'impatto sociale, economico ed ambientale che questi posso causare. Guardando agli imminenti Giochi Olimpici invernali, abbiamo chiesto a Kirkeby di commentare l'impatto sociale dei Giochi di Sochi e degli altri grandi eventi sportivi in generale.

Il 2014 è l'anno dei Giochi invernali di Sochi in Russia e poi dei Mondiali di Calcio in Brasile. Quali sono gli esempi di impatto sociale che si sono verificati in passato e che è utile ricordare oggi?

I grandi eventi sportivi come le Olimpiadi sono diventati uno spettacolo da miliardi di dollari senza connessione alcuna con lo sport di tutti I giorni e l'attività fisica per i cittadini. Affermare che questi eventi rappresentino la piramide dello sport di base non ha senso. Si tratta di sport spettacolo al quale si aggiunge la promozione delle città e dei paesi che li ospitano. Sfortunatamente, la tendenza che si sta affermando porta a chiedere sempre più grandi quantità di spesa pubblica e privata, mentre contestualmente accade che lo sport di base attraversa tempi difficilissimi nella ricerca del sostegno finanziario per le attività essenziali.

Dunque, costi economici (e non solo) che accompagnano questi grandi eventi. Quali sono quelli che principalmente criticate?

Una quantità rilevante di ricerche e la realtà storica ci dicono che non c'è alcuno stimolo alla partecipazione allo sport attivo che derivi da eventi come i Giochi Olimpici. Questi eventi non ispirano la gente ad essere fisicamente più attiva. Purtroppo, ancora oggi, ci sono ospiti e organizzatori che sostengono il contrario per giustificare l'impegno di risorse e costi pubblici. Per incrementare la partecipazione nello sport e alla attività fisica è necessario lavorare a livello locale e nazionale e richiede investimenti a livello locale e nazionale per supportare le associazioni e i volontari che fanno muovere le persone.

In Italia UISP, che è membro dell'ISCA, ha lanciato un appello in vista delle Olimpiadi di Sochi, chiedendo che l'occasione sia sfruttata per riconoscere i diritti sotto tiro in Russia. In particolare, questo appello chiede il superamento delle politiche discriminatorie verso gay e lesbiche. Cosa ne pensa ?

I diritti umani fondamentali - che siano o meno inclusi nella carta olimpica - dovrebbero essere applicati attivamente da tutti. Noi sosteniamo coloro che perseguono e promuovono attivamente i diritti umani fondamentali inclusa la protezione dalle discriminazioni di ogni genere e auspicabilmente organizzazioni, sponsor e atleti nelle prossime settimane si esprimano con determinazione contro le discriminazioni.

Crede sia possibile che le  mobilitazioni della società civile in queste occasioni, riescano ad essere efficaci?

Lo spero sinceramente che sia possibile mobilitare tutti I settori inclusa la società civile laddove vi sono situazioni che vedono I diritti umani fndamentali sotto pressione. Questo è ciò che dovrebbero essere la democrazia e la solidarietà.  

Il Brasile ospiterà I prossimi Mondiali di Calcio e poi le Olimpiadi nel 2016. E' un paese dalle grandi contraddizioni per l'enorme divario fra povertà e ricchiezza tra i suoi cittadini. L'ISCA ha tenuto una delle sue conferenze in questo paese. Quali sono le proposte della società civile alle istituzioni?

Molte associazioni brasiliane dello sport di base sono consapevoli che non ci sarà aumento della partecipazione attiva dei cittadini, solo per il fatto che ospitaranno i Mondiali di Calcio in 2014 e i Giochi Olimpici nel 2016. Ecco perché un gruppo di organizzazioni in partenariato con ISCA hanno lanciato una mobilitazione con una campagna chiamata "MOVE BRASIL". Il focus della  campagna  è promuovere e sostenere le associazioni e strutture di base che possano organizzare attività locali. Ritengo che questo sia il modo per farlo.

* Raffaella Chiodo Karpinsky - UISP