Mondo Solidale

Amnesty, le discriminazioni, gli arbitrii, le diffuse violenze di stampo razzista

Sui Rom e i Sinti si concentra il rapporto di Amnesty International in Germania, We ask for Justice. Le situazioni più difficili in Grecia, nella Repubblica Ceca e in Francia   

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ROMA - Emarginazione, arbitrî, violenze: è questa la realtà quotidiana per una buona parte dei dieci-dodici milioni di Rom che vivono in Europa. E' un quadro molto triste quello che viene delineato in un rapporto sulla situazione dei nomadi nel nostro continente che è stato reso pubblico ieri in Germania da Amnesty International in occasione della giornata internazionale dei Rom. I nomadi - si legge nel rapporto intitolato We ask for Justice - sono spesso vittime di sgomberi e trasferimenti forzati, persecuzioni anche da parte delle autorità amministrative e di polizia e di aggressioni violente. E in molti casi i responsabili politici invece di condannare la violenza esercitata contro i Rom ne attribuiscono la colpa proprio alle vittime, spesso dando voce al luogo comune della loro presunta mancanza di volontà di integrazione.

Le situazioni più difficili. I paesi in cui la situazione è più difficile, secondo Amnesty International, sono la Grecia, la Repubblica Ceca e la Francia, dove è proprio il governo socialista che sta attuando da tempo un radicale piano di smantellamento dei campi e di trasferimenti forzosi degli abitanti. In tutti e tre gli stati gli atti di violenza di matrice razzista contro i Rom sono pericolosamente aumentati e la risposta delle autorità è stata colpevolmente debole, se non complice. Ma le discriminazioni sono diffuse in tutti i paesi. Una situazione "assolutamente inaccettabile", come denuncia Selmin Caliskan, segretario generale di Amnesty in Germania, dove vivono spesso in condizioni precarie oltre 100 mila nomadi di etnìa rom: "Invece di intervenire decisamente contro le violenze e le discriminazioni, molti politici europei blandiscono i pregiudizi dei loro elettori secondo i quali sarebbero i Rom stessi responsabili della propria emarginazione. Questo modo di esprimersi non fa altro che aizzare la propensione alla violenza già diffusa nella società".  

Il 54% dei Rom in Grecia vittima di abusi razzisti.
Lo studio, come s'è detto, analizza nei dettagli le discriminazioni in Grecia, nella Repubblica ceca e in Francia. Vediamo qualche dato. In Grecia si registra una risposta "del tutto inadeguata" delle autorità alla criminalità di matrice razzista. Spesso invece di punire gli artefici delle violenze, si colpiscono le vittime con arresti immotivati. Già nel 2008 uno studio dell'Agenzia Ue per i Diritti umani aveva stabilito che il 54% dei Rom greci è stato almeno una volta vittima di aggressioni razziste. Il pregiudizio delle autorità greche è testimoniato clamorosamente dal caso del "piccolo angelo biondo". Una bimba di nome Maria venne trovata durante una retata della polizia in un campo Rom e poiché aveva i capelli chiari fu stabilito d'autorità, nonostante le proteste dei parenti, che si trattava della vittima di un rapimento. Più tardi si scoprì che la madre era bulgara e Maria era stata adottata in modo assolutamente legale. Ma intanto i giornali e le tv avevano inscenato una campagna sui rapimenti di bambini cui sarebbero dediti gli "zingari".

Marce anti-Rom nella Repubblica Ceca.
L'anno scorso ce ne sono state una serie organizzate dall'estrema destra con parole d'ordine come "Zingari ai lavori forzati" e richiami alla politica razziale nazismo. Spesso, come il 24 agosto, ci sono stati episodi gravi di violenza, ma nessun politico ceco ha condannato le marce. Molte iniziative simili sono programmate nelle maggiori città del paese anche per l'estate prossima. In Francia, dove vivono 20 mila Rom, c'è una diffusa intolleranza, che nel settembre scorso ha spinto l'allora ministro dell'Interno e oggi primo ministro Manuel Valls a dichiarare che "queste persone hanno stili di vita profondamente diversi dai nostri e perciò dovrebbero tornarsene in Romania o in Bulgaria". Amnesty denuncia poi le violazioni di diritti fondamentali perpetrate con gli sgomberi forzosi e le espulsioni, come quella di centinaia di persone da Marsiglia.