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Germania, ci sono meno neonazisti ma aumenta l'intolleranza per Sinti e Rom

E' quanto risulta da una ricerca dell'Università di Lipsia, che mette in rilievo come i pregiudizi verso queste categorie di cittadini siano in correlazione stretta con il grado di istruzione degli intervistati: c'è più ostilità delle persone con un basso titolo di studio. Gli atteggiamenti xenofobi e le simpatie verso la destra politica si accompagnano a propensioni al rifiuto dell'Unione europea
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BERLINO
- In Germania cala il numero degli estremisti di destra, ma aumenta, in modo preoccupante, l'ostilità verso determinati gruppi sociali. In particolare, i tedeschi hanno problemi crescenti ad avere buoni rapporti con i Sinti e i Rom, con gli immigrati di fede islamica e, in generale, con gli stranieri che chiedono asilo nel paese. E' quanto risulta da una ricerca dell'Università di Lipsia, che mette in rilievo come i pregiudizi verso queste categorie di cittadini siano in correlazione stretta con il grado di istruzione degli intervistati, nel senso che c'è più ostilità da parte delle persone con un basso titolo di studio, e come gli atteggiamenti xenofobi e in generale le simpatie verso l'estrema destra politica si accompagnino a propensioni al rifiuto dell'Unione europea. Vediamo i risultati della ricerca categoria per categoria.

Sinti e Rom.
Quasi la metà (esattamente il 47,1%) dei circa 2.500 intervistati vorrebbe che Sinti e Rom veni…

BERLINO
- In Germania cala il numero degli estremisti di destra, ma aumenta, in modo preoccupante, l'ostilità verso determinati gruppi sociali. In particolare, i tedeschi hanno problemi crescenti ad avere buoni rapporti con i Sinti e i Rom, con gli immigrati di fede islamica e, in generale, con gli stranieri che chiedono asilo nel paese. E' quanto risulta da una ricerca dell'Università di Lipsia, che mette in rilievo come i pregiudizi verso queste categorie di cittadini siano in correlazione stretta con il grado di istruzione degli intervistati, nel senso che c'è più ostilità da parte delle persone con un basso titolo di studio, e come gli atteggiamenti xenofobi e in generale le simpatie verso l'estrema destra politica si accompagnino a propensioni al rifiuto dell'Unione europea. Vediamo i risultati della ricerca categoria per categoria.

Sinti e Rom.
Quasi la metà (esattamente il 47,1%) dei circa 2.500 intervistati vorrebbe che Sinti e Rom venissero allontanati dai centri delle città. Il dato è quasi raddoppiato rispetto all'ultima rilevazione, effettuata tre anni fa. Ben oltre la metà (55,4%) dichiara di non accettare volentieri la prospettiva che gli "zingari" abitino nelle loro vicinanze. Anche in questo caso, l'ostilità è molto aumentata nel passato più recente: nel 2011 a rifiutare la convivenza ravvicinata era "solo" il 40,1%. Il pregiudizio è rafforzato dalla convinzione che Sinti e Rom abbiano una "naturale propensione" a delinquere: la pensa così il 55,9% delle persone interpellate, contro il 44,2% che esprimeva questa opinione tre anni fa.  

Islamici.
Una consistente maggioranza relativa (il 36,6%) ritiene addirittura che alle persone di fede islamica dovrebbe essere proibita l'immigrazione in Germania. Erano il 22,6% tre anni fa e il 21,4% nel 2009. Per valutare il peso di questa opinione sarà utile ricordare che attualmente in Germania vivono, in grande maggioranza perfettamente integrati, tre milioni di turchi, molti dei quali professano attivamente la religione musulmana. Fa riflettere anche il numero di coloro che "a causa dei musulmani" si sentono come "stranieri nel proprio paese": sono il 43% oggi, rispetto al 30,2% del 2011, il 38,9% del 2010 e il 32,2% del 2009.

Richiedenti asilo. I dati più preoccupanti che emergono dalla ricerca paiono riguardare comunque l'atteggiamento dei tedeschi verso i profughi che vengono in Germania a cercare asilo. Ben il 76% degli intervistati ritiene che lo stato dovrebbe essere meno "generoso" nelle pratiche di concessione dell'asilo per ragioni politiche. Qui l'aumento rispetto ai dati del 2009 (25,8%) è fortissimo e testimonia l'emergenza di un sentimento di ripulsa legato, probabilmente, all'incremento del numero dei profughi, soprattutto siriani, registrato negli ultimi mesi. Il dato è tanto più preoccupante in quanto si prevede, per i prossimi mesi, l'arrivo di una quantità crescente di persone in cerca di asilo. Una maggioranza abbastanza netta degli interpellati, il 55,3% rispetto al 46,7% del 2011, sostiene di non credere alla fondatezza delle richieste di asilo politico e di ritenere che la maggioranza di coloro che lo chiedono non temano davvero di essere perseguitati in patria.

Ma l'estrema destra è comunque in calo. Nonostante l'aumento di ostilità nei confronti delle tre categorie di persone indicate sopra, lo studio dell'Università di Lipsia segnala comunque un calo significativo degli orientamenti politici di estrema destra. Il numero degli estremisti dichiarati secondo una scala di valori indicativi come l'approvazione di metodi di governo  dittatoriali, la xenofobia, l'antisemitismo, il darwinismo sociale, la relativizzazione del nazismo e lo chauvinismo sarebbe calato, negli ultimi 12 anni, dal 9,7 al 5,6%. La diminuzione sarebbe stata più forte nelle regioni dell'est (ex DDR), dove comunque professa sentimenti xenofobi il 22,4% degli intervistati.