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Mine antipersona, una strage infinita nonostante un trattato internazionale che però non tutti firmano

Più di 90 i paesi poveri del mondo, 20 anni fa nascondevano questi ordigni invisibili e micidiali. Gli arsenali, in totale, ne conservavano 200 milioni: 1 mina per ogni 48 abitanti del Pianeta, 1 per ogni 16 bambini; una vittima ogni 20 minuti; 2.000 morti al mese, circa 26.000 esseri umani fatti esplodere in un anno. Dal 2012 le cose sono cambiate, per effetto del trattato di Ottawa, ma che però non tutti hanno firmato
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ROMA
- Venti anni fa erano più di 90 i paesi, quasi tutti in via di sviluppo, che nascondevano nei loro territori  questi ordigni invisibili e micidiali. Gli arsenali, in totale, ne conservavano 200 milioni. Esisteva 1 mina per ogni 48 abitanti del pianeta, 1 per ogni 16 bambini. 1 vittima delle mine, quasi sempre civile, moriva ogni 20 minuti. 2.000 erano i morti ogni mese, per un totale di 26.000 esseri umani fatti esplodere in 1 anno. I dati del 2012 sono molto diversi: 3.628 gli incidenti, con un calo del 19% (erano 4474) rispetto al 2011. Le vittime sono passate così, da 67 a 10 ogni giorno, anche se calcolate per difetto e solo sulla base delle  registrazioni delle strutture sanitarie.

L'incontro di Maputo. La Terza Conferenza di revisione del Trattato di Ottawa, tenutasi a Maputo, ha tracciato i risultati raggiunti sino a oggi dai 27 stati dichiarati mine free. Nonostante i buoni propositi, però, sono ancora 63 i paesi che usano e nascond…

ROMA
- Venti anni fa erano più di 90 i paesi, quasi tutti in via di sviluppo, che nascondevano nei loro territori  questi ordigni invisibili e micidiali. Gli arsenali, in totale, ne conservavano 200 milioni. Esisteva 1 mina per ogni 48 abitanti del pianeta, 1 per ogni 16 bambini. 1 vittima delle mine, quasi sempre civile, moriva ogni 20 minuti. 2.000 erano i morti ogni mese, per un totale di 26.000 esseri umani fatti esplodere in 1 anno. I dati del 2012 sono molto diversi: 3.628 gli incidenti, con un calo del 19% (erano 4474) rispetto al 2011. Le vittime sono passate così, da 67 a 10 ogni giorno, anche se calcolate per difetto e solo sulla base delle  registrazioni delle strutture sanitarie.

L'incontro di Maputo. La Terza Conferenza di revisione del Trattato di Ottawa, tenutasi a Maputo, ha tracciato i risultati raggiunti sino a oggi dai 27 stati dichiarati mine free. Nonostante i buoni propositi, però, sono ancora 63 i paesi che usano e nascondono nei loro territori questi ordigni. La Campagna italiana contro le Mine e la Rete italiana per il Disarmo denunciano che c'è ancora molto da fare per concludere il lavoro iniziato quasi 20 anni fa. "Il Trattato di Ottawa - ha dichiarato Steve Goose, capo della delegazione della Campagna internazionale contro le mine - è l'unica soluzione per eliminare la sofferenza causata dalle mine terrestri. Ma le mine antipersona uccidono ancora migliaia di esseri umani".

L'importante Conferenza di Maputo. Con la dichiarazione di Maputo, i paesi aderenti al Trattato di Ottawa sulle mine antipersona, s'impegnano, entro il 2025, a smantellare tutti gli ordigni sparsi nel pianeta, assieme alla distruzione delle scorte, alla bonifica delle aree minate nel loro territorio e a un'adeguata assistenza alle vittime. Ma restano ancora zone grigie nella lotta che la Campagna internazionale antimine porta avanti da anni, come la non chiara posizione degli Stati Uniti: il primo colosso economico del mondo, produttore di questo genere di armi, sebbene abbia rassicurato dicendo di non produrre più mine antipersona, non ha ancora firmato il Trattato, pur "non escludendolo del tutto, e dunque di seminare ancora le proprie mine inutilizzate nelle diverse guerre del mondo, fino a esaurimento scorte. Leggi l'articolo comparso su Repubblica.it il 27 giugno scorso, nella sezione Esteri che rivela, in effetti, come gli Usa abbiano l'intenzione di voler firmare il Trattato di Ottawa, ma le campagne internazionali contro l'utilizzo delle mine rivelano che questa verità è soltanto parziale.  
Ci sono 10-13 milioni di mine made in Usa. Sebbene la dichiarazione degli Usa di voler firmare il Trattato di Ottawa e di non produrre più mine, in futuro, sia stata accolta con entusiasmo e sia stata interpretata come un notevole passo in avanti rispetto all'utilizzo di questi ordigni mortali, durante la Conferenza di Maputo del giugno scorso, per il momento non sono andati oltre: "Gli Stati Uniti  conservano tra i 10 ed i 13 milioni  di mine antipersona nei loro arsenali e non avendo aderito alla Convenzione e non distruggendole, come sarebbe imposto  dalla Convenzione, serbano il diritto di detenerle ed utilizzarle - spiega Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Mine - gli Usa sono oggi l'unico paese dell'Alleanza Nato a non aver aderito al Trattato di Ottawa e riteniamo che la Nato dovrebbe, invece, promuovere l'adesione degli Stati Uniti con una chiara azione diplomatica congiunta, in primis l'Italia che nella sua dichiarazione a Maputo ha individuato come "zona grigia" della Convenzione l'assenza di adesione di molti paesi". La partecipazione di 12 Stati non parte del trattato, tra cui Cina, Libia e gli stessi Stati Uniti alla conferenza ha, comunque, dimostrato la forza della messa al bando delle mine antipersona.

Cos'è il Trattato di Ottawa. Il Trattato di Ottawa è stato adottato il 3 dicembre 1997 con la firma di 122 stati, i quali s'impegnano a osservare diversi obblighi per lo smantellamento delle mine antipersona:

1 - innanzi tutto, devono impedire ogni produzione, uso, stoccaggio ed esportazione di ordigni antipersona; 2 2 - quindi, distruggere tutte le mine esistenti nei rispettivi arsenali;
3 - e ancora, bonificare le aree minate nel proprio territorio;
4 - infine, fornire assistenza tecnica e finanziaria per le operazioni di sminamento e l'assistenza alle vittime.

Il I° marzo 1999, dopo la ratifica del 40° paese firmatario (Burkina Faso), il Trattato di Ottawa entra ufficialmente in vigore. L'Italia ha firmato il Trattato di Messa al Bando delle Mine il 3 dicembre 1997 ed è divenuta stato parte del Trattato il I Ottobre 1999.

Chi ancora non firma e i maggiori produttori di mine. Oggi sono 161 i paesi firmatari del  trattato e soltanto 36 nazioni non hanno ancora aderito, tra cui  potenze mondiali come Cina, Russia, Stati Uniti e paesi con gravi problemi di sopravvivenza quali India, Pakistan e Siria. Accanto a questi che tergiversano nel firmare il Trattato, ci sono quelli che continuano a produrre e far crescere il numero di mine. Negli ultimi 10 anni, il commercio globale di queste armi ha registrato un basso livello di traffici illeciti o non riconosciuti, ma l'improvvisa comparsa di miniere in Sudan e Yemen indica che esiste un'importante forma di mercato oscuro. Mentre prima di Ottawa erano oltre 50 gli stati individuati come produttori di mine, dall'approvazione del trattato a oggi si sono ridotti a 12. Nell'ordine, Cina, Cuba, India, Iran, Myanmar, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Singapore, Corea del Sud, Stati Uniti, e Vietnam e questo elenco non è cambiato negli ultimi anni.

Le vittime degli ordigni invisibili, quasi tutti civili. A causa della natura perversa e subdola di questo genere di arma mortale, il numero reale dei morti non è calcolabile e certamente è maggiore rispetto alle cifre ufficiali. Nel 2012, le vittime si sono identificate in 62 paesi, di cui 42 fanno parte del Trattato di Ottawa. La stragrande maggioranza erano civili e la proporzione di vittime, rispetto alle perdite militari, è aumentato al 78% nel 2012, con cinque punti percentuali in più rispetto al 2011. I più colpiti sono stati bambini (circa il 47% dei civili uccisi) e donne (morte con una percentuale del 13% sulla popolazione non militare e con un aumento 3 volte superiore rispetto al 2011). Il maggior numero di persone uccise dalle mine si sono registrate, negli ultimi 14 anni, in Afghanistan, Cambogia, e Colombia.