Kosovo, i separatisti albanesi macchiati di "crimini contro l'umanità"
di FABIO POLESEPubblicata la relazione di Clint Williamson, capo della Special investigative task force (Sitf), istituita dall'Unione Europea nel 2011 per far luce sulla pulizia etnica ai danni dei serbi e dei rom da parte dell'Ushtria çlirimtare e kosovës (Uçk), l'esercito di liberazione del Kosovo. Ci sono prove di omicidi, rapimenti, violenze sessuali, distruzione di edifici religiosi ed altri abusi. Crimini commessi non da singoli individui ma addossati alla leadership albanese
ROMA - Dopo due anni e mezzo di ricerche, è stata pubblicata l'attesa relazione condotta da Clint Williamson, capo della Special investigative task force (Sitf), istituita dall'Unione Europea nel 2011 per far luce sulla pulizia etnica ai danni dei serbi e dei rom da parte dell'Ushtria çlirimtare e kosovës (Uçk) - l'esercito di liberazione del Kosovo - durante e dopo i micidiali raid aerei della Nato del 1999. L'indagine ha permesso di individuare prove certe di omicidi, rapimenti, violenze sessuali, distruzione di edifici religiosi ed altri abusi. La leadership dell'Uçk responsabile dei crimini contro l'umanità. Secondo il rapporto di Clint Williamson i crimini contro l'umanità commessi "nelle zone ad ampia popolazione serba e rom del Kosovo a sud del fiume Ibar, con l'eccezione di alcune enclave", non sono da attribuire a singoli individui, ma devono essere addossati alla leadership dei separatisti albanesi. "Ci sono prove…
ROMA - Dopo due anni e mezzo di ricerche, è stata pubblicata l'attesa relazione condotta da Clint Williamson, capo della Special investigative task force (Sitf), istituita dall'Unione Europea nel 2011 per far luce sulla pulizia etnica ai danni dei serbi e dei rom da parte dell'Ushtria çlirimtare e kosovës (Uçk) - l'esercito di liberazione del Kosovo - durante e dopo i micidiali raid aerei della Nato del 1999. L'indagine ha permesso di individuare prove certe di omicidi, rapimenti, violenze sessuali, distruzione di edifici religiosi ed altri abusi. La leadership dell'Uçk responsabile dei crimini contro l'umanità. Secondo il rapporto di Clint Williamson i crimini contro l'umanità commessi "nelle zone ad ampia popolazione serba e rom del Kosovo a sud del fiume Ibar, con l'eccezione di alcune enclave", non sono da attribuire a singoli individui, ma devono essere addossati alla leadership dei separatisti albanesi. "Ci sono prove convincenti che alcuni dirigenti dell'Uçk abbiano utilizzato l'organizzazione per ottenere con la violenza, il potere politico e la ricchezza personale". La relazione condotta da Williamson è "in larga parte coerente con i risultati dell'indagine condotta da Dick Marty" nel 2010 per il Consiglio d'Europa sui trattamenti disumani e i traffici illeciti in Kosovo.
Poche prove per il traffico d'organi. La ricerca della Special investigative task force, pur avendo "solide informazioni che indicano che il traffico d'organi sia effettivamente avvenuto, anche se su minima scala", fino ad ora non è riuscita a raccogliere elementi "che consentano un atto d'accusa". In particolare, esisterebbero "prove spaventose" su una decina di persone detenute dall'Uçk che sarebbero state uccise per la vendita degli organi. Williamson ha comunque precisato che continuerà con impegno "la ricerca delle prove per arrivare alla verità anche per quanto riguarda il traffico d'organi".
Tante le persone ancora disperse. La guerra in Kosovo è costata la vita a circa 13 mila persone e quasi 1.800, in gran parte serbe, risultano tutt'ora disperse. A questo bisogna aggiungere l'alto numero - ancora in aggiornamento e molto difficile da verificare - di vittime di leucemia e cancro, molto probabilmente provocate nel tempo dalle radiazioni delle bombe ad uranio impoverito, sganciate dai caccia della Nato, molti dei quali partiti dalla base italiana di Aviano.
L'intimidazione dei testimoni. Durante questi due anni e mezzo che ci sono voluti per la stesura del rapporto redatto dal Sitf per accertare i crimini contro l'umanità commessi dai separatisti albanesi - dove sono state sentite centinaia di persone e visionati tantissimi documenti - il principale ostacolo nella ricerca della verità sono "stati i molti tentativi di influenzare i testimoni", ha detto Williamson. Che ha aggiunto: "Il popolo kosovaro continuerà a pagare un caro prezzo fino a quando pochi potenti proseguiranno ad ostacolare le indagini".
Molti politici attuali potrebbero essere processati. Non ci sono i nomi degli accusati nel rapporto, ma tra questi dovrebbero esserci diversi esponenti che ora, dopo la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo avvenuta il 17 febbraio del 2008 e dopo aver guidato l'Uçk, occupano le massime cariche politiche del Paese. Ad ogni modo, nella migliore delle ipotesi, il processo non inizierà prima del 2015, quando dovrebbe essere istituito un apposito tribunale speciale. Ma la paura è che gli accusati potrebbero usare il loro potere politico per ostacolare la giustizia. Una giustizia che il popolo serbo aspetta da quindici anni.