ROMA - Sono attivi, interessati al loro futuro, chiedono di più alla scuola e rimangono attaccati alla famiglia. Sono però anche fragili, la loro vita è movimentata e allo stesso tempo complicata dalla tecnologia che li impegna in una continua narrazione di sé e li inchioda al "dover apparire". Sono gli adolescenti del 2014 fotografati dal Telefono Azzurro.
I pensieri e le emozioni dagli 11 ai 18 anni. L'indagine - curata da Doxa - ha tentato di analizzare "pensieri, emozioni e comportamenti dei ragazzi di oggi" intervistandone 1.500 tra gli 11 e i 18 anni attraverso 100 domande. I risultati sono pieni di chiaroscuri, per questo - come ha spiegato Barbara Forresi - della Direzione Scientifica dell'associazione che condivide col presidente, il professor Ernesto Caffo, Telefono Azzurro ha in serbo altri approfondimenti tra cui il film "Being a Teen". Per realizzarlo verrà chiesto agli adolescenti di filmare 5 minuti della propria giornata, "rubando" l'idea a "Italy in a Day" di Gabriele Salvatores. "Da questa ricerca emerge un mondo variegato con grandissime potenzialità, ma il nostro paese è indietro sulle politiche per l'infanzia e l'adolescenza - ha detto Caffo - basti pensare alla mancanza di un ministero o di un dipartimento che si occupi di questi temi. Il che rende spesso difficile trasformare le indicazioni in azioni concrete".
Meglio più magri che più ricchi. La generazione "fast food" sembra essere superata: i ragazzi di oggi ci tengono a mangiare bene. L'89% afferma che nella propria famiglia c'è attenzione al "mangiar sano". I ragazzi stessi partecipano, nell'83,9% dei casi a fare gli acquisti e lo fanno nel modo giusto. Il 33%, infatti, è attento agli ingredienti. Ciò non toglie che anche l'adolescente deve fare i conti con il portafogli e il 28% acquista anche sulla base delle promozioni. I rapporto con il cibo, però, è complicato. La generazione dei disturbi alimentari non è ancora tramontata: il 54% delle ragazze conosce qualcuno che ne soffre. Il 35% delle femmine inoltre vive con la paura di ingrassare e il 23% dei maschi si sottopone a "esercizi fisici intensi" per bruciare calorie.
E se avessero una bachetta magica? I maschi vorrebbero essere "più muscolosi" (42%) e le femmine "più magre" (43%). Desiderio che sorpassa addirittura quello di essere "più ricco" (33% dei maschi e 30% delle femmine). La buona notizia è che lo sport è ormai una pratica diffusa: lo fa il 68% (soprattutto maschi, con il 75,9 contro il 60,3% delle femmine). Di questi l'89,4% lo pratica più di una volta a settimana. E il motivo per cui lo fanno non è solo "essere più muscolosi" o "più magri", ma anche per sentirsi parte di un gruppo, imparare a rispettare le altre persone ma anche perché "aiuta a combattere le proprie paure".
Le femmine si ubriacano più dei maschi. Come già altre indagini hanno rilevato il consumo di alcol è diffuso ma soprattutto se ne fa uso precocemente. Al 50,6% degli intervistati capita di bere alcolici: anche al 30,8% di ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. Il dato interessante e in parte nuovo è che a bere sono soprattutto le ragazze (56,9% contro 44,7%) che non disdegnano i superalcolici (37,1% contro 17,4%). Durante la presentazione dela ricerca erano presenti in sala degli studenti di una scuola superiore di Roma, il Margherita di Savoia,. Interrogati sul punto hanno spiegato: "Per le ragazze, che magari si sentono svantaggiate rispetto ad altre, ubriacarsi è un modo per essere al centro dell'attenzione e avere dei comportamenti che altrimenti sarebbero considerati illeciti".
Fotoritocco a go go. Gi adolescenti, nativi digitali, vivono una parte rilevante della propria vita on line. L'iteresse è soprattutto per i socail network: Whatsapp supera Facebook (89,8% contro 82,3%) oltre a Twitter. Internet lo usano per tenersi in contatto con gli amici, ma anche per ascoltare musica, guardare video, fare ricerche per la scuola, curiosare e fare acquisti. Sulla rete, però, passa soprattutto la costruzione dell'immagine di sé: 1 su 4 condivide almeno un selfie al giorno, e 1 ragazzo su 2 usa programmi di fortoritocco prima di postare sul proprio profilo (tra questi, il 63% sono ragazze). Su Whatsapp 1 ragazzo su 2 manda più di 50 messaggi al giorno. Un'atività compulsiva che stimola fenomeni come il "vamping", cioè svegliarsi di notte per controllare il telefono. Succede a 1 ragazzo su 5. Altro elemento da considerare è che si accede a internet ormai sempre di più con lo smartphone: lo possiede l'89,7% del campione, rendendo un po' desueti i programmi "parental control" per i computer. Internet è però anche fonte di paure e frustrazioni: 1 su 2 teme che i propri dati possano essere rubati e il 30% ha postato online qualcosa di cui si è pentito. Altro dato è che su internet si va anche da giovanissimi, persino quando sarebbe vietato: l'85% del campione, ad esempio, conosce ragazzi con meno di 13 anni che hanno un profilo Facebook (13 anni è il limite per averlo).
Violenza e bullismo. Le relazioni tra adolescenti possono essere molto complicate. Il bullismo si è spostato anche su internet: 2 su 3 conosce qualcuno che ne è stato vittima in rete, e 1 su 10 ammette di averlo subito in prima persona. Lo sport, molto amato, è però nel 13% dei casi considerato anche un posto dove i più deboli vengono insultati. Il 35% è stato vittima di bullismo "classico", che non avviene solo a scuola (1 su 3) ma anche per strada o, appunto, nei luoghi in cui si fa sport. Alla scuola comunque si chiede "più sicurezza" (40%) Ancora a scuola possono capitare cose gravi: il 19% ha assistito a un furto e il 10% ha sentito di ragazze o ragazzi che hanno concesso approcci sessuali in cambio di soldi o regali. Anche i rapporti di coppia non sono sempre sereni: la violenza comincia da piccoli. Al 22,7% del campione è capitato che il proprio partener urlasse contro di lei/lui. Si conferma inoltre un dato: è il 7,9% dei maschi - contro il 3,3% delle femmine - che racconta di essere stato picchiato dalla fidanzata. "E' una tendenza internazionale che deve essere ancora espolorata - ha spiegato Forresi - secondo alcuni studi potrebbe evidenziare che le donne hanno imparato in qualche modo a reagire e quindi a 'difendersi'".
Scuola e famiglia. Le due principali agenzie di socializzazione sono in crisi, ma non troppo. Sono ancora oggi un punto di riferimento fondamentale, e amato, dai ragazzi. A scuola gli adolescenti vorrebbero avere più sport (51%) e più orientamento al mondo del lavoro (50%). ma anche più tecnologia, musica arte e cultura (44%). Per il 66% degli adolescenti i gentiori sono "persone di cui posso fidarmi" e per il 48% sono "una presenza rassicuramte", ma il 26% chiede "più fiducia".