Mondo Solidale

Cinema, le immagini che accendono discorsi attorno alla democrazia e ai diritti umani

La sezione TFF Doc all'ultimo Torino film Festival, la più interessante. Cinque film molto diversi e tutti intensi. Momenti di riflessione necessari in un periodo di crisi, ma anche un atto di coraggio e fiducia in una possibile riappropiazione di valori

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TORINO - Lo scorso anno il focus era puntato sul post-colonialismo, quest'anno al Torino Film Festival, nella sezione TFF Doc (lo spazio decisamente più interessante) l'argomento-guida è stato un tema complesso e declinabile in una grande varietà di sguardi: la Democrazia. La piattaforma creata da Davide Oberto con Luca Cechet Sansoè e Francesco Giai Via ha presentato cinque film molto diversi e tutti intensi. Momenti di riflessione necessari in un periodo di crisi sociale e, al contempo, un atto di coraggio e fiducia in una possibile riappropiazione di valori, nel contesto globale delle libertà e dei diritti umani.

Discorsi sulla democrazia in Europa. Film contenitore della rassegna è probabilmente "Democracy Under Attack - An Intervention" di Romuald Karmakar, documentario militante e rigoroso sullo stato dei nostri diritti ai tempi della crisi. L'autore apolide di origine tedesca si limita a montare gli interventi dei dieci intellettuali tedeschi chiamati a discutere di democrazia in Europa. Si parla di politica antidemocratica, diritti limitati e negati, legittimità esecutiva in pericolo perché schiava, continuamente sotto attacco, tra la guerra dei mercati e l'urgenza della finanza, come tra la crescente disuguaglianza sociale e la nostra implicita indifferenza. La camera è fissa e riprende le personalità che si danno il cambio sul palco del convegno; la parola occupa il centro della scena, tralasciando il discorso estetico.

I limiti della "free school".
Ci spostiamo negli Stati Uniti, dove la giovane Amanda Rose Wilder costruisce un ritratto di un'esperienza complessa, un piccolo viaggio in una nuova "free school" libertaria americana, dalla sua costituzione fino alla conclusione del primo anno. "Approaching the elefant" segue lezioni volontarie e regole decise attraverso votazioni democratiche; tutti possono dire la loro ed il confine che separa regole da violazioni è liberamente indagato. La scuola come territorio fisico ed etico autonomo, dove gli strumenti democratici vengono riutilizzati dai ragazzini fino al caos del limite stesso della democrazia.

Iran, i confini tra Stato laico e religioso. Poi con Mehrat Tamadon ci spingiamo in Iran, indagando quei confini tra lo stato laico e quello religioso. "Iranien" mostra quattro mullah fondamentalisti, attorno ad un tavolo con l'autore. Il regista crea uno spazio (prima fisico, e poi morale) di discussione e di dialettica, per un confronto in partenza difficile che a tratti si rivela quasi scherzoso. Da una parte, tradizione ed eliminazione delle tentazioni, dell'altra autoregolamentazione, libertà, democrazia, rispetto e dubbi sul futuro. Esperimento riuscito di un dibattito altrimenti impossibile, ed altro film cardine su cui ricostruire un discorso attraverso uno spazio.

Il popolo russo in confusione. "The Term", di Kostomarov, Pivovarov e Rastorguev, invece indaga la Russia, oggi. A venticinque anni dalla fine dell'URRS a caccia del prossimo leader (autoritario). Tra il fantasma di un Putin caricaturale e il nuovo inquietante idolo web Navalny, attraverso sinistra, destra e ortodossia radicale. In mezzo il popolo russo in continua confusione. Schegge da un paese che non trova più un'identità, una società incomprensibile, dove nulla pare cambiare e la democrazia sembra un'utopia sempre più lontana; scompaiono le immagini e compare un malinconico canto su Lenin.

Gli stimoli che arrivano dalla Val di Susa. Il viaggio così si conclude in Italia, dove Daniele Gaglianone gira "Qui". Dieci abitanti della Val di Susa, diversissimi per età, estrazione sociale, stile di vita, interessi, aspirazioni, tutti uniti nel rifiuto della TAV. Non per motivazioni ideologiche, ma per il bisogno di difendere il proprio mondo dall'arroganza di scelte imposte dall'alto. Una visione morale, che dà voce alle persone, si fa toccare dalle loro vite, dalle loro verità, arrivando al cuore. Si ritorna all'urgenza, come alla militanza ed alla lotta. L'ultima frontiera della democrazia è forse l'autodeterminazione, l'ultima resistenza, qui ed ora.

Cosa insegna la discussione sulle regole. A parte i film direttamente inseriti nella sezione, anche molte delle opere dentro e fuori concorso sembrano rispondere a queste urgenze. Il guardare uno spazio pubblico, da cui nasca una discussione di regole vuol dire, in un certo senso, creare democrazia. Allo stesso modo questa serie di film dice che il linguaggio di un certo Cinema non solo interpreta ma può ancora creare quel tipo di realtà e quel tipo di spazio".