Mondo Solidale

Argentina, dove si perde una persona al giorno ma un quattordicenne inventa un'App per cercarle e ritrovarle

Si chiama Personas Perdidas e a fine febbraio sarà pronta la piattaforma per essere scaricata gratuitamente su qualsiasi mezzo collegato ad internet. Il giovane programmatore, Santiago Aranguri, ha 14 anni ed ha cominciato a lavorare a questo progetto all'inizio del 2014, quando di anni ne aveva 13 (a 10 anni aveva vinto le Olimpiadi della matematica)

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BUENOS AIRES - In Argentina si perde una persona al giorno. Come minimo. E quando Santiago Aranguri, 14 anni, ha scoperto questi dati ha deciso che doveva fare qualcosa. Sfruttando il suo talento informatico, ha cominciato a lavorare su una piattaforma per aiutare a cercare - e ritrovare - le persone scomparse. Si chiama Personas Perdidas, e a fine febbraio sarà pronta l'applicazione per essere scaricata gratuitamente su qualsiasi mezzo che abbia internet. Il giovane programmatore ha cominciato a lavorare a questo progetto all'inizio del 2014, quando di anni ne aveva 13 e poco dopo avere vinto il primo premio alle olimpiadi di programmazione e informatica (a 10 anni aveva vinto quelle di matematica). "Ero a pranzo e mio padre mi ha raccontato del problema delle persone scomparse in Argentina - racconta Santiago - ho sentito che dovevo, volevo fare qualcosa, dare il mio contributo".

La geolocalizzazione dello scomparso. Per sei mesi Santiago ha lavorato senza sosta programmando la piattaforma, che permette a chiunque di caricare la foto della persona scomparsa e apportare dati per aiutare nella ricerca, con la creazione un po' alla volta di una banca dati molto più ampia. Al momento l'operazione è possibile solo sul sito che ospita, appunto, la prima versione della piattaforma. Il lavoro però non era finito, Santiago non era ancora soddisfatto. A ottobre scorso, dopo l'incontro con la Ong Personas Perdidas, è cominciato il perfezionamento: "ci siamo messi a lavorare per aggiornare la piattaforma in modo che sia compatibile con qualsiasi sistema operativo, e a fine febbraio sarà pronta. Chiunque quindi potrà, dal proprio cellulare, tablet o computer, contribuire alla ricerca". L'applicazione inoltre, una volta segnalata la scomparsa e il luogo dell'ultimo avvistamento, attiverà automaticamente una funzione di geolocalizzazione che verrà notificata a tutto coloro che si trovano in un raggio di 20 chilometri.

20-25 persone al giorno.
Solo durante il 2014, nella provincia di Buenos Aires che conta circa 15 milioni di abitanti, ci sono state 1751 denunce di sparizioni (una media di 20/25 al giorno), secondo i dati del Registro Provinciale delle Persone Scomparse. "Stiamo parlando di maggiorenni, a cui si aggiunge una percentuale di scomparsi che non vengono denunciati - afferma il Direttore dell'organo, Alejandro Inchaurregui - di queste 1022 sono riapparse spontaneamente, come spesso accade, 229 sono state trovate, alcune vive altre purtroppo decedute, e continuiamo a cercarne 500". E questo senza contare i dati della Capital Federal, ovvero Buenos Aires città, che la polizia federale (PFA) non ha fornito.

Ma c'è anche chi fugge. "L'80% delle denuncie si risolvono nelle prime 24 ore, il 5% nella prima settimana e il 15% non si risolve o si conclude con il ritrovamento del corpo della persona - continua Inchaurregui -, a volte però le persone non spariscono, ma scappano per diversi motivi. Ci sono i minori che abbandonano volontariamente le loro case per una situazione di violenza o disagio, adulti che scappano da situazioni magari di delinquenza e che non vogliono essere trovati, c'è di tutto. I familiari però comunque denunciano la scomparsa, perché non immaginano che la sparizione sia volontaria".

Il prossimo passo... In un paese che ogni anno ricorda la tragedia dei Desaparecidos della dittatura militare, il livello d'attenzione a questo tipo di problemi è sempre molto alto. "Da quello che ho visto - continua a raccontare Santiago - un'applicazione come questa ancora non esiste. Ci sono sistemi di ricerca per ritrovare i bambini, ma la creazione di una banca dati interattiva alla quale chiunque può contribuire dal proprio cellulare non credo esista". E se in Argentina si perde una persona al giorno, a livello mondiale la situazione è sicuramente più grave. Ecco perché Santiago non è ancora pronto per passare a un altro progetto: "il prossimo passo è che l'applicazione si diffonda a livello mondiale, solo allora avrò raggiunto il mio obbiettivo".