Colombia, sono aumentati i desplazados anche nei due anni di negoziati con le FARC
di STEFANO PASTAUno studio del Centro Spagnolo Lecah per valutare la situazione dei diritti umani in Colombia dall'ottobre 2012 ad oggi. Risultati tra luci ed ombre: diminuiscono le vittime delle mine antiuomo, così cole sono di meno i bambini soldato, ma aumentano di 348mila i civili che hanno dovuto lasciare la propria casa. Nel frattempo, a Cuba, proseguono le trattative di pace tra la guerriglia e il Governo
MILANO - Mentre le trattative tra le Farc e il Governo procedono a Cuba con la mediazione norvegese e cubana, in Colombia le vittime della guerra civile continuano ad aumentare. Negli ultimi due anni - il negoziato è cominciato ad ottobre 2012 - 348mila civili (15mila al mese) sono diventati desplazados, cioè sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre 1 milione e 400mila persone stanno subendo limitazioni negli spostamenti a causa della violenza. Lo ha calcolato lo spagnolo Instituto de Estudios sobre Conflictos y Acción Humanitaria (Iecah), in uno studio commissionato dalle Nazioni Unite per valutare le evoluzioni nel campo dei diritti umani durante i colloqui di pace.
Il secondo paese al mondo per numero di sfollati. La responsabilità di metà degli spostamenti forzati è stata attribuita alle Farc e ai ribelli dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln), uno su cinque alle bande criminali e il resto sono la conse…
MILANO - Mentre le trattative tra le Farc e il Governo procedono a Cuba con la mediazione norvegese e cubana, in Colombia le vittime della guerra civile continuano ad aumentare. Negli ultimi due anni - il negoziato è cominciato ad ottobre 2012 - 348mila civili (15mila al mese) sono diventati desplazados, cioè sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre 1 milione e 400mila persone stanno subendo limitazioni negli spostamenti a causa della violenza. Lo ha calcolato lo spagnolo Instituto de Estudios sobre Conflictos y Acción Humanitaria (Iecah), in uno studio commissionato dalle Nazioni Unite per valutare le evoluzioni nel campo dei diritti umani durante i colloqui di pace.
Il secondo paese al mondo per numero di sfollati. La responsabilità di metà degli spostamenti forzati è stata attribuita alle Farc e ai ribelli dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln), uno su cinque alle bande criminali e il resto sono la conseguenza degli scontri tra i contendenti. Addirittura, secondo l'Agenzia dell'Onu per gli affari umanitari (Ocha) gli sfollati durante le trattative di pace supererebbero i 450mila, una stima più alta di quella dell'Iecah e soprattutto di quelli censiti negli ultimi due anni di guerra, tra il 2010 e il 2012. Quello che è certo è che cinque decenni di conflitti tra militari, guerriglia, paramilitari e bande legate al narcotraffico hanno reso la Colombia seconda solo alla Siria come numero di sfollati interni (5,4 milioni, l'11-12% della popolazione).
Diminuiscono i bambini soldato e gli incidenti per le mine. I ricercatori dell'Iecah hanno tuttavia riscontrato alcune novità positive dopo due anni di negoziati, come la diminuzione degli spostamenti forzati di massa (-34%) e degli incidenti per mine antiuomo (-38%), spesso usate dalla guerriglia e dai narcotrafficanti per proteggere i terreni coltivati a coca. Lo sminamento è infatti tra i punti all'ordine del giorno delle trattive cubane; secondo il Governo, dall'inizio del processo di pace al settembre 2014 sono state 644 le vittime (militari e civili) delle mine, cioè una persona al giorno. Altra buona notizia: una diminuzione del 34% dei minori arruolati e coinvolti negli scontri. Per le Nazioni Unite la responsabilità è nel 71% dei casi delle Farc, che proprio a gennaio hanno annunciato che non recluteranno più giovani sotto i 17 anni. "Un passo nella direzione corretta", ha commentato il presidente colombiano Santos.
Spiragli di pace. Lo scorso 20 dicembre, per la prima volta nella sua storia, la guerriglia ha deciso un cessate-il-fuoco unilaterale alle operazioni militari. La decisione è arrivata dopo tre settimane dalla liberazione del generale Rubén Darío Alzate, il cui rapimento da parte delle Farc aveva messo a dura prova l'intero processo di pace. La guerriglia ha condizionato la decisione unilaterale alla verifica da parte di organismi nazionali e internazionali, minacciando di riprendere le armi al primo attacco governativo subito. Dal canto suo, il presidente Santos ha rifiutato un accordo bilaterale, non volendo concedere - come nel 1983 e durante l'amministrazione Pastrana (1998-2002) - aree demilitarizzate, che allora furono poi usate dalle Farc per riorganizzarsi. Tuttavia, per ora la tregua pare reggere: dal 20 dicembre, secondo il Centro di Ricerche per l'Analisi del Conflitto, le attività militari sono scese a livelli mai raggiunti dagli anni Ottanta.
Costruire la pace. In ogni caso, Francisco Rey e Sophie Duval dell'Ocha ricordano che anche la firma di un accordo finale "non significherà la fine di tutte le violenze". Secondo uno studio della Banca Mondiale, il 57% dei paesi usciti dalla guerra civile tra il 1945 e il 2009 sono ricaduti in situazioni di conflitto armato poiché persistevano le cause strutturali delle violenze precedenti. In particolare, in Colombia esistono altri gruppi ai margini della legge, che potrebbero mirare a occupare il posto delle Farc. Da questo punto di vista - dicono gli esperti dell'Agenzia delle Nazioni Unite - la Cooperazione internazionale e gli aiuti umanitari possono essere un aiuto effettivo al processo di pace.