Mondo Solidale

Via della Seta, il viaggio delle freelance per raccontare storie di donne comuni

E' l' "opera prima" di Nawart Press - una nuova piattaforma di cronaca internazionale - che s'intitola The Railway Diaries. Un progetto per ripescare lungo il tracciato della Via della Seta, una chiave di lettura per il presente. Un viaggio giornalistico che attraverso 12 paesi e gli occhi di tante donne parla di confini, mescolanze, culti, credenze e tradizioni

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VENEZIA - Via della Seta, le donne e un treno sono gli elementi su cui s'incentra l' "opera prima" di Nawart Press - una nuova piattaforma di cronaca internazionale - che s'intitola The Railway Diaries. Per quanto evochino orizzonti lontani e leggendari, e facciano già di per sé sognare, la scelta di lanciare un progetto po' retrò, deriva dalla necessità di ripescare lì, in quel composito crocevia di scambi che era la Via della Seta, una chiave di lettura per il presente. The Railway Diaries è un viaggio giornalistico che attraverso 12 paesi e gli occhi di tante donne parla di confini, mescolanze, culti, credo e tradizioni. Per farlo, chiede un piccolo "finanziamento alla folla" (o crowdfunding), e punta sulla condivisione e interazione con la gente.

Cos'è Nawart Press. E' assieme un'associazione culturale e un portale di cronaca internazionale nato da un'idea di tre giornaliste freelance - e Tanja Jovetic, una loro amica un po' meno vagabonda - conosciutesi due anni fa al Cairo post-rivoluzionario. Nel lungo e complicato soggiorno egiziano l'amicizia tra le tre giovani - cioè l'autrice di questo articolo, Eleonora Vio e poi Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi - è cresciuta giorno dopo giorno, fino a evolversi nella voglia di unire in un nuovo progetto giornalistico una simile passione per la gente comune e le sue storie. Invece di continuare a criticare le informazioni a metà, spesso stereotipate, filtrate all'esterno da tanti media, Eleonora, Costanza e Giulia vogliono dare spazio ad una realtà fatta di piccole voci e sfumature che, raccolte assieme, componessero un mosaico corale e variopinto, quanto più simile a ciò che stava loro intorno. Da qui Nawart Press, cioè una piattaforma "che illumini" (questo è il significato di nawart in arabo egiziano).
 
Cos'è The Railway Diaries. E' un viaggio-reportage da Venezia ad Almaty (Kazakhstan), che ripercorre via treno l'antica Via della Seta attraverso gli occhi e la voce di tante figure femminili. Ma... Perché la Via della Seta, il treno e le donne? Innanzitutto, perché originariamente questo tragitto era caratterizzato non solo da intensi scambi commerciali ma anche culturali, etnici e linguistici, e lo straniero che giungeva da lontano - con il suo bagaglio di saperi diverso da quello dei locali - era accolto con meraviglia e affetto, non con sospetto e diffidenza come avviene oggi. Inoltre, viaggiando via terra in un'epoca di fretta e frenesia come quella attuale, ci si vuole riappropriare del concetto di lentezza e di gradualità del cambiamento, ma anche attraversare fisicamente frontiere fisiche e mentali, e assaporare e prendere nota della stupefacente multiculturalità che vive a bordo degli scompartimenti dei treni. All'ultima e importantissima domanda riguardante le donne, si può solo rispondere dicendo che, per quanto si tenda a farne figurine sottomesse e stereotipate, sono loro a raccogliere i tesori della tradizione popolare e tramandarli alle generazioni successive. In qualche modo, The Railway Diaries vuole avvicinare tutti noi a una visione più umana e complessa, ma anche curiosa e interessante, del mondo che abitiamo.

In Kosovo storie di donne nel penitenziario. The Railway Diaries partirà il 2 maggio e terminerà a metà agosto, dopo tre mesi e mezzi dal suo avvio. Le tre autrici della missione attraverseranno 12 paesi, ma si soffermeranno in sette tra questi, cioè in Albania, Kosovo, Grecia, Turchia e Kurdistan turco, Iran, Uzbekistan e Kazakhstan. Le storie che cureranno saranno tante, e alcune imprevedibili data l'ampiezza e varietà del viaggio, ma eccone qui alcuni esempi. In Albania TRD esplorerà la vita delle ultime "vergini giurate"  -  donne che per ottenere uno status pari a quello maschile ne acquisiscono i panni - in Kosovo le donne Rom (accusate di collaborazionismo perché parlano serbo) costrette a vivere all'interno di un'ex-penitenziario, a Salonicco (Grecia) si cercherà di capire chi sono, cosa fanno, da dove vengono tutte le migranti che, sole o accompagnate, ambiscono a entrare nella "fortezza europea".

Tra le sacerdotesse zoroastriane. Ancora, TRD sarà nel Kurdistan turco durante le elezioni parlamentari e si sta preparando a celebrare le sue donne in maniera speciale - ma top secret per il momento - in Iran si mimetizzerà tra le sacerdotesse zoroastriane e le danzatrici underground, mentre nell'Asia Centrale tra le contadine nei campi di seta e cotone, e le mogli e donne privilegiate figlie delle avanguardie futuriste. Ogni capitolo conterrà tanti tasselli che, insieme, serviranno a dare un'immagine più vera e completa della realtà, e ad abbattere inutili e spessi muri e cortine. Sul sito di Nawart, potrete leggere, guardare e ascoltare i servizi pubblicati, ma anche seguire e commentare le imprese delle tre giornaliste su il loro blog di viaggio.

Il Crowdfunding, per condividere un'idea.  Non è così assurdo pensare che in passato tre giovani con un'idea valida e un pizzico di coraggio e intraprendenza avrebbero trovato qualcuno con i mezzi materiali per finanziarle. Oggi, purtroppo, però, alla crisi del giornalismo e dell'editoria si accompagna la crisi di valori e, se c'è da sacrificare qualcosa, i primi a essere tagliati sono cultura e educazione. Nawart Press si è rivolto al crowdfunding per The Railway Diaries per questo motivo, ma anche perché, se crowdfunding significa contribuire economicamente alla realizzazione di un progetto, Nawart Press stesso nasce come condivisione di un'idea.

I diversi volti di Nawart. Eleonora, Costanza e Giulia sono giornaliste freelance; Angelo (Nicolosi) lavora a tempo pieno in Danimarca ma si getta a capo fitto su progetti indipendenti - e spesso non remunerati - ed è a lui che Nawart deve il suo sito. Nawart tratta di esteri ma abbraccia realtà culturali variegate come il 118 Libri, MACLA (laboratorio artistico di Barcellona) e ospita bimensilmente le recensioni cinematografiche del giornalista e sceneggiatore, Marco Cacioppo. Insomma, Nawart è un insieme di tante specificità ma cresce in virtù di un bisogno e volere comune. La raccolta fondi serve alle tre giornaliste di Nawart per partire e dimostrare a tutti come sia possibile realizzare concretamente un nuovo modello di giornalismo più umano e attento alle problematiche reali, ma dà anche la possibilità a chi sta a casa di partecipare in prima persona, sostenere - e influenzare - il progetto in tutti i passi fondamentali della sua crescita.