Mondo Solidale

Iran, nessuna libertá nonostante il probabile successo sul nucleare

L'ormai quasi certo successo nei negoziati sul nucleare iraniano non inciderá nelle restrizioni interne al paese. L'accesso ai social network, come siti specifici online e i canali satellitari sono bloccati e vi si accede solo attraverso filtri speciali. Attualmente, nonostante i blocchi imposti dalla polizia, sono centinaia di migliaia gli iraniani che comunicano attraverso il web

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ROMA - "L'ormai quasi sicuro successo nei negoziati sul nucleare iraniano non inciderá nelle restrizioni interne al paese" queste le parole di Ali Jannati, Ministro iraniano della cultura e della Guida Islamica. In Iran sono molteplici i divieti alla popolazione, quello che sembra peró essere il vero argomento di discordia tra le varie fazioni del Parlamento é l'utilizzo delle moderne tecnologie. Ali Jannati è figlio del segretario del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, l'Ayatollah Ahmad Jannati del tutto contrario all'alleggerimento della censura. In visita qualche settimana fa in Italia, per firmare un protocollo di intesa culturale tra i due paesi, il Ministro ha voluto rilasciare, in esclusiva per Mondo Solidale, alcune dichiarazioni relative alla questione delle restrizioni tecnologiche in Iran.

La censura sul Web e sulle reti TV. L'accesso ai social network, come siti specifici online e i canali satellitari in Iran sono bloccati e vi si accede solo attraverso filtri speciali. Attualmente, nonostante i blocchi imposti dalla polizia informatica e dall'intelligence, sono centinaia di migliaia gli iraniani che comunicano attraverso il web utilizzando programmi appositi per eludere la sorveglianza. La censura sulla TV, la Radio e la rete informatica si é intensificata in particolare negli ultimi sei anni durante e dopo le contestate elezioni presidenziali dell'ex Presidente Mahmoud Ahmadinejad. Al fine di bloccare e vietare la condivisione delle notizie relative agli sviluppi interni dell'Iran, le autoritá si sono impegnate in varie modalitá per bloccare questi servizi. Ali Jannati, figura di spicco nella nuova amministrazione del Presidente Hassan Rohani, é noto soprattutto per le sue posizioni 'apertè nei confronti delle tecnologie informatiche.

Le due scuole di pensiero: la prima. Circa un anno fa il presidente Rohani aveva auspicato un 'Governo Elettronicò in cui il cyberspazio doveva essere avvertito e inteso quale opportunità costruttiva volta a favorire la comunicazione e la creazione di nuovi posti di lavoro. A quasi un anno da quel suo obiettivo, l'odierna situazione in Iran non é per nulla cambiata e in taluni casi é notevolmente peggiorata. "Il Web - dice Jannati - fa parte della cultura, ma ancora oggi in Iran abbiamo due scuole di pensiero. La prima sostiene che l'impiego dello spazio cibernetico sia qualcosa di avverso, poiché alcuni vedono nell'utilizzo dei social network una minaccia in grado di allontanare il credente dai principi islamici.

La seconda. Chi sostiene questa teoria, intende soprattutto proteggere le proprie famiglie da eventuali pericoli che si celano dietro alle reti Web, cosí come attraverso le reti televisive. L'altra scuola di pensiero, crede al contrario, che bisogna garantire l'accesso all'informazione mediante i nuovi sistemi che la societá suggerisce, poiché é impossibile privare oggi la popolazione delle nuove tecnologie. Il presidente Hassan Rohani e la sua amministrazione sostengono decisamente questa seconda teoria".

Il blocco dei canali satellitari dannoso alla salute. Anche se le antenne paraboliche per ricevere i segnali sono illegali, circa il 60% della popolazione guarda sui canali satellitari quei programmi che sono spesso vietati dalla televisione di Stato. Il governo iraniano ha sempre cercato di utilizzare i segnali di disturbo per impedire la visione di trasmissioni e di programmi radiofonici dell'opposizione con sede all'estero. Alcuni indagini condotte sulle conseguenze delle onde utilizzate per i segnali di 'inceppamento', indicano quanto siano in dannose per la salute dell'uomo.

Infertilità e aborti spontanei. Dai risultati ottenuti si evince infatti che i tassi di cancro, di infertilità e di aborti spontanei sono più elevati nelle regioni in cui vi sono i dispositivi di 'jamming' satellitari. Jannati, ci spiega che nonostante vi sia parte della popolazione che vorrebbe una legalizzazione della TV ve ne é altrettanta che vuole invece bloccare e filtrare le antenne. "Proprio da poche settimane é passata una legge in Parlamento che impedisce l'utilizzo delle antenne satellitari e anche su questo punto il presidente Rohani si é trovato assolutamente contrario. Siamo peró sicuri  - prosegue il ministro - che un giorno, coloro che oggi non vogliono aggiornarsi ai tempi moderni, si renderanno conto di aver sbagliato".

L'apertura all'Occidente non cambierá le leggi vigenti. Con il recente riavvicinamento dell'Iran all'Occidente e la fine del suo isolamento in molti hanno pensato che si possa sperare e confidare in maggiori libertá all'interno del paese. Quando chiediamo al Ministro se i successi sul nucleare, possano in qualche modo influire anche sui cambiamenti dei diritti civili della popolazione iraniana, la risposta é categoricamente negativa. "Un eventuale successo nei negoziati e la rimozione delle sanzioni, potrá e dovrá risollevare l'economia all'interno del paese perché le sanzioni sono di carattere economico.

Per ora solo aperture al'estero. Per chi invece pensa e spera che questo possa influire anche sui cambiamenti culturali all'interno del paese e dunque anche sulla liberalizzazione del web, delle tv e delle radio purtroppo questo non avverrá." Per ora dunque solo aperture all'esterno ma nulla all'interno dell'Iran, la popolazione dovrá attendere ancora per vedere realizzato quel governo utopico aperto al cyberspazio che ancora oggi l'amministrazione di Hassan Rohani desidera fortemente.