Mondo Solidale

Tunisi, giornalisti, blogger e disegnatori dal Brasile all'Algeria uniti per scrivere la carta dei media liberi

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TUNISI - Il Forum sociale mondiale, nato a Porto Alegre in Brasile nel 2001 come alternativa al Forum economico mondiale di Davos, ritorna nella capitale tunisina, ferita dagli attentati al museo del Bardo. Due anni fa gli attivisti brasiliani hanno consegnato il testimone del Forum sociale mondiale agli attori della società civile del Maghreb-Mashreq. Al campus universitario di Al Manar, il 22 Marzo, due giorni prima della grande marcia che da inizio al Forum Sociale Mondiale 2015, è iniziata anche la quarta edizione del Forum Mondiale dei Media Liberi. Giornalisti, blogger e disegnatori dal Brasile all'Algeria si sono uniti per scrivere la carta mondiale dei media liberi e per il diritto all'informazione e alla comunicazione.

Libertà d'espressione e giustizia sociale. "La libertà d'espressione è una lotta costante, un diritto difficile da conquistare per i  cartoonists che lavorano nei paesi del mondo arabo. Siamo artisti coraggiosi". Apre con queste parole il Forum Mondiale dei Media Liberi Khalid Gueddar, la matita ribelle marocchina, per ribadire le difficoltà in cui lavorano i giornalisti, sotto la paura e la minacce. Continuano sotto pressione nel loro paese a battersi per la libertà d'espressione. Esiliati all'estero sono i combattenti dei giornali proibiti. A Tunisi il dibattito sui media liberi con il disegnatore marocchino Gueddar, condannato per le sue caricature sulla famiglia reale marocchina, e vicino alla scrittura di Charlie Hebdo continua con le esperienze del brasile e vignette delle penne creative francesi del giornale Ravi, come quella di Sebastian Boistel. Il Forum dei Media Liberi di Tunisi parla dei tabù e della censura, nelle strisce satiriche "Sono mussulmano, non sono terrorista", oggi a Tunisi per la libertà d'espressione.

Popoli uniti contro il terrorismo e l'oppressione. La marcia di apertura del forum con lo slogan "Popoli del mondo uniti contro il terrorismo", in memoria delle vittime dell'ultimo attentato e per ribadire la lotta degli oppressi è terminata proprio al Bardo, riaperto in occasione dell'inaugurazione ufficiale del Forum Mondiale. In marcia sotto la pioggia, Besma Khalfaoui la vedova di Chokri Belaid, deputato tunisino dell'opposizione assassinato a colpi di arma da fuoco alla vigilia del Forum Mondiale del 2013. Oltre a ribadire il rifiuto alla violenza e al terrorismo, i movimenti sociali sono in marcia: una opportunità per i popoli di tutto il mondo di rivendicare i diritti socio-economicI, la libertà e la pace e non cedere il passo al terrore. In occasione del Forum di Tunisi, un comitato del consiglio internazionale del forum stenderà una Carta internazionale per lotta al terrorismo, firmata da parte dei movimenti per un'altra globalizzazione.

Dignità e diritti. Sotto lo slogan "dignità e diritti", il Forum rilancia la riflessione sul futuro come spazio democratico e assicura il coordinamento globale tra i movimenti sociali, per nuove visioni comuni e per esplorare diverse forme di mobilitazione. Il Forum, che fino al 28 marzo vedrà la partecipazione di circa 4.300 organizzazioni non governative, appartenenti a 120 paesi, si aprirà un dibattito sincero con i sindacati europei, magrebini ed africani e le principali reti sociali di movimento, le grandi associazioni nazionali e mondiali,  sul movimento anti-globalizzazione per trovare alternative attraverso la presentazione di esperienze civili e sociali del mondo e favorire l'organizzazione di attività culturali e sociali.