Mondo Solidale

L'orgoglio di essere matti, la sfilata a Torino e a Parigi

Il Mad Pride cioè la giornata dei malati psichiatrici. Oggi è il quarto appuntamento italiano nel capoluogo piemontese e in contemporanea a Parigi. Alle 14,30 l'appuntamento è a piazza Carlo Alberto. La sfilata, che di solito è sempre allegra, chiassosa, un po' folle come dovrebbe essere ogni normale incontro di festa

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TORINO - Non c'è solo il Gay Pride, ma c'è anche il Mad Pride, cioè la giornata dell'orgoglio di essere matti, ovvero malati psichiatrici. Oggi si svolge il quarto Mad Pride italiano a Torino, in contemporanea con Parigi. Alle 14,30 l'appuntamento è a piazza Carlo Alberto. La sfilata, che di solito è sempre allegra, chiassosa, un po' folle come dovrebbe essere ogni normale incontro di festa, si concluderà alla ex caserma di viale Asti.

20 anni fa a Toronto. I Mad Pride nascono circa 20 anni fa a Toronto proprio dall'esempio delle giornate di orgoglio delle persone omosessuali. Un po' come provocazione un po' come effettiva presa in carico della domanda: chi e cosa è "normale"? Vale per gli orientamenti sessuali, ma di certo la categoria della normalità è quella su cui prima di tutto si misura lo stato della salute mentale. C'è chi è sano e chi è malato. Chi è normale e chi, appunto, è matto.

L'orgoglio della follia. Il Mad Pride, come dice Luca Atzori uno dei fondatori della giornata dell'"orgoglio della follia", serve a operare "un docile sabotaggio della normalità" in una radicale critica della psichiatria ufficiale considerata dagli organizzatori del Mad Pride innanzitutto un presidio della normalità degli altri: quello strumento a cui viene delegata la "cura" del malato, la messa sotto controllo della sua pericolosità.

I matti sono un peso? "Con il Mad Pride noi vogliamo prima di tutto dimostrare che i malati psichiatrici dovrebbero essere considerati non un peso per la società, per il fatto che non possono lavorare, che devono essere curati, che hanno bisogno di sussidi  -  dice Chiara Abbà, una delle organizzatrici del Mad Pride  -  ma che i matti possono offrire servizi, possono lavorare, sanno stare insieme agli altri. Anzi: devono stare insieme agli altri. Perché se la malattia mentale ha certamente bisogno anche di farmaci e di cure, ha soprattutto bisogno di fare rete. Chi ha dei tratti di follia ha un disperato bisogno di avere degli amici, dei pari, delle persone con cui stare insieme. Del Mad Pride fanno parte malati psichiatrici, ma anche persone che non hanno mai usufruito dei servizi e operatori".

I progetti del Mad Pride. E in questi anni la giornata del Mad Pride ha saputo costruire occasioni di stare insieme. Insomma: qualcuno fa la manifestazione e ammainate le bandiere torna a casa. Invece i matti dal primo Mad Pride ne hanno fatta di strada: hanno occupato per un mese a Torino un centro polivalente che avrebbe dovuto anche occuparsi di salute mentale. Una palazzina fatta e finita in via Gorizia, e mai utilizzata. Hanno creato il progetto "Matti a cottimo", il Linkedin per i malati psichiatrici dove offrono le loro competenze lavorative. Hanno fondato l'Assemblea permanente di ascolto, che è diventata un punto di riferimento per discutere di tanti argomenti, ma anche dei temi "caldi" della psichiatria. Per esempio la probabile nascita delle nuove strutture Rems sulle ceneri degli ospedali psichiatrici, che però sembrano proporre le stesse caratteristiche di chiusura e controllo, al tema del lavoro, alla nuova legge regionale del Piemonte che sembra voler cambiare la funzione riabilitativa dei centri diurni per trasformarli in strutture assistenziali.

Una festa. Oggi però è il giorno della festa: "Aspettiamo tutti, per partecipare al Mad Pride non bisogna avere una diagnosi o essere utenti dei servizi  -  dice Chiara Abbà  -  ci saranno musica, spettacoli teatrali, staremo insieme fino a tarda sera. I matti sono un peso per la società? Però hanno organizzato con pochissime risorse una giornata fantastica. Il problema è che quando sono capaci di fare qualcosa, le persone cancellano subito la malattia e pensano: allora sono sani, non sono matti. Invece ve lo assicuro: sono proprio matti". Per conoscere tutto il programma