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Pena di morte, c'è chi l'abolisce e chi ancora la pratica, i record di Obama

Il resoconto di Nessuno Tocchi Caino  rende note le decisioni di diversi governi in materia di condanne a morte, ma anche di decisioni volte al superamento o la commutazione della pena capitale con altre forme di pena

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ROMA - Il periodico resoconto di Nessuno Tocchi Caino - ONG italiana attiva a livello internazionale, affiliata al Partito Radicale Transnazionale, il cui principale obiettivo è l'attuazione della moratoria universale della pena di morte - rende note le decisioni di diversi governi in materia di condanne a morte, ma anche di decisioni volte al superamento o la commutazione della pena capitale con altre forme di pena.  

ZAMBIA
Il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, ha ridotto in ergastolo le condanne di 332 detenuti nel braccio della morte per risolvere il problema del sovraffollamento nella sezione di massima sicurezza del carcere di Mukobeko. Durante una visita alla prigione, che si trova a circa 180 km a nord di Lusaka, Lungu ha detto che è inaccettabile ospitare centinaia di persone in una sezione con una capienza di 51 detenuti. "E' ovvio - ha detto Lungu - che si tratta di un affronto alla dignità umana a parte i problemi sanitari e igienici che il sovraffollamento ha creato". I reati passibili di pena di morte includono omicidio, tradimento e rapina a mano armata, anche se lo Zambia non ha giustiziato nessun prigioniero dal 1997.

ITALIA
Il Partito Radicale, Nessuno tocchi Caino e Non c'è Pace Senza Giustizia hanno proposto allo Stato italiano, in quanto tale, di essere tra i convocatori della Conferenza Internazionale su "Universalità dei diritti umani per la Transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del Diritto alla Conoscenza", che si terrà il 27 luglio 2015 a Roma presso il Senato della Repubblica. Dopo aver acquisito il patrocinio alla Conferenza del Ministero degli Affari Esteri nel corso di un incontro che si è svolto alla Farnesina la settimana scorsa tra il Ministro Paolo Gentiloni e una delegazione radicale guidata da Marco Pannella, il Partito Radicale rilancia e popone al Governo italiano l'obiettivo più ambizioso della promozione di un'azione istituzionale volta a creare le condizioni politiche per una transizione verso la piena attuazione dello Stato di Diritto e dei Diritti Umani che veda, tra gli altri, l'Unione Europea e la Lega Araba attori attivi di questo processo.

USA.
Il Presidente Barack Obama ha tagliato le pene detentive di 46 persone condannate per reati non violenti, cinque delle quali all'ergastolo, perché le loro punizioni erano esagerate rispetto al crimine commesso. "Come ex assistente del Procuratore Generale degli Stati Uniti e avvocato penalista - ha detto Obama in un annuncio televisivo - so bene come le condanne a livello federale possano, in troppi casi, portare colpevoli per fatti non violenti di droga a trascorrere decenni, se non la vita, in carcere... In alcuni casi, la pena prevista dalla legge è stata sproporzionata rispetto al reato". Obama ha finora concesso 89 commutazioni durante la sua presidenza, 76 delle quali nei confronti di condannati per reati di droga in base alle direttive severe messe in atto alla fine del 1980 quando il Paese era alle prese con l'epidemia di crack.

Il record di Obama. E' il record di commutazioni registrato in un solo giorno dai tempi del Presidente Lyndon B. Johnson e le 89 condanne commutate da Obama finora superano il totale complessivo di commutazioni concesse dai Presidenti Ronald Reagan, George Bush, Bill Clinton e George W. Bush messi insieme. Queste commutazioni vanno inquadrate nel tentativo dell'amministrazione Obama di ridurre i costi e il sovraffollamento delle carceri federali e dare un po' di sollievo ai detenuti. Ma è solo una goccia d'acqua nel mare della popolazione detenuta negli Stati Uniti, i quali hanno meno del 5 per cento della popolazione mondiale, ma  -  occorre ricordarlo  -  hanno quasi il 25 per cento della popolazione carceraria totale del mondo.

BELIZE
Il 44enne Glenford Baptist, ultimo prigioniero nel braccio della morte del Belize, ha appreso questa mattina che la sua condanna all'impiccagione verrà commutata. Baptist uccise un uomo nel 2000 e fu condannato a morte pochi mesi dopo assieme ad altre due persone. Altri prima di lui, come Patrick Reyes, Earlin White, Adolph Harris, Patrick Robateau e Leslie Pipersburgh hanno beneficiato di una riduzione della condanna. I due motivi per i quali Baptist aveva presentato ricorso erano il grande intervallo di tempo tra la sua condanna e l'appello in corso, circa 13 anni e 8 mesi, che costituisce una violazione dei suoi diritti costituzionali di cui alla sezione 7 di non essere trattato in modo disumano, e la sua condanna a morte automatica per l'omicidio con arma da fuoco, scorretta sulla base del caso di Patrick Reyes e della Regina su cui si è pronunciato il Privy Council nel 2002.

Esecuzioni ferme da 30 anni. L'udienza per la determinazione della nuova sentenza di Baptist è fissata per ottobre. Nel 2000, Baptist insieme con l'ormai defunto Gilroy Wade e Oscar Catzim Mendez furono accusati di aver ucciso Azrin White come vendetta per un presunto rapimento. L'allora giudice della Corte Suprema e attuale procuratore generale Wilfred Elrington pronunciò le condanne a morte nel novembre del 2001. Presso la Corte d'Appello, Mendez vinse mentre Wade e Baptist videro respinte le loro istanze. Wade fu poi vittima di un omicidio in prigione nel novembre del 2007. Il Belize non pratica esecuzioni capitali da 30 anni, l'ultimo ad essere giustiziato fu Kent Bowers, tuttavia la pena di morte resta in vigore nel Paese.

EGITTO
L'Osservatorio dei Diritti e delle Libertà egiziano ha reso noto che i tribunali militari e civili del Paese hanno emesso 92.420 condanne contro cittadini egiziani durante il primo anno di mandato del presidente Abdul Fatah Al-Sisi, tra cui 464 condanne a morte. In un rapporto sulle violazioni del giusto processo in Egitto, l'Osservatorio ha riportato che i tribunali civili egiziani hanno emesso i loro verdetti in 570 casi ed i tribunali militari in altri 17. Secondo il rapporto, 92.420 egiziani sono stati condannati da tribunali militari o civili.

Condannate a morte per 464 persone. Dei 464 cittadini condannati a morte, sette sono già stati giustiziati. Il documento riporta inoltre che altri 4.800 sono stati condannati a complessivi 39.040 anni di carcere, mentre 772 sono stati condannati all'ergastolo. I tribunali, continua il rapporto, hanno assolto 3.457 egiziani. Altri sono stati esonerati dalle proprie condanne e 214 sono quelli cui sono state comminate nuove condanne. Inoltre, i giudici hanno fissato cauzioni per circa 16.800 dollari.