Mondo Solidale

"Colpe di Stato", lo sguardo sul mondo e le sue regole che appiono immutabili

Il Milano Film Festival (MFF) è una rassegna di cinema indipendente che propone fiction e documentari di tutto il mondo fuori dalle logiche di mercato. Scenari sulle culture e i travagli delle popolazioni, in un mondo che sta cambiando

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MILANO - Il Milano Film Festival (MFF) è una rassegna cinematografica indipendente, che ormai ha 19 anni di vita. Nasce alla fine degli anni novanta, con l'idea di dedicarsi alle realtà emergenti del cinema italiano e internazionale. Orgoglioso nella sua dimensione di "festival minore", fin dall'inizio della sua carriera la rassegna ha cercato di dare voce alle produzioni indipendenti. Lo sguardo sempre più ampio verso film e documentari di tutto il mondo  al di fuori da logiche di mercato, ha fatto sì che il Milano Film Festival diventasse una realtà culturale sempre più interessante. In particolare, la rassegna dal titolo "Colpe di Stato" propone una serie di documentari sugli scenari drammatici e i travagli delle popolazioni, in un mondo che sta cambiando, sebbene le regole che lo governano appaiono immutabili.

Alcuni titoli della rassegna

ELEPHANTS DREAM
Nella Repubblica Democratica del Congo, solo la rivoluzione della modernità - garantita dall'arrivo degli investitori cinesi e dalle ambizioni di una classe dirigente che, nella sua brutalità, riporta al passato coloniale - promette di cancellare il ricordo della guerra civile, del genocidio, della spartizione iniqua dei proventi del petrolio. Aspettando l'arrivo del nuovo ordine economico, tre impiegati di Kinshasa contemplano il futuro. Sono i custodi di una Fortezza Bastiani, un tempo teatro di tragiche incursioni, ora avamposto del nulla: dal polveroso ufficio postale alla stazione deserta, fino all'unica caserma dei pompieri  -  ironia della sorte, distrutta da un incendio - in una metropoli di 9 milioni di abitanti.
La scheda del film

KILLING TIME
Spazio di transito, Twentynine Palms, nel deserto californiano del Mojave, ospita la più grande base di Marines degli Stati Uniti. È la "casa" per i soldati di ritorno dall'Iraq e dall'Afghanistan: lì passano il tempo, tra uno stop-over a Las Vegas e un rientro in famiglia. La regista condivide con loro quel tempo e quello spazio, tra un taglio di capelli e un nuovo tatuaggio, un workshop sulla Bibbia e l'attesa di un'altra chiamata al fronte, mentre gli effetti personali di una vita entrano ed escono dal deposito bagagli. La fotografia di un purgatorio dove l'identità americana si cesella, abitato da vite sospese mentre pace e guerra sperimentano un'impossibile coesistenza. Grand Prix al Cinéma du Réel.
La scheda del film

CENSORED VOICES
Nella storia di Israele non c'è trionfo paragonabile alla Guerra dei Sei Giorni: sconfitto l'intero mondo arabo, conquistati il Sinai, la Cisgiordania, Gaza e le alture del Golan, occupata Gerusalemme Est. Il 1967, ci dice il film di Mor Loushy, segna l'inizio di una narrazione inscalfibile, che nemmeno le voci di chi la guerra l'aveva combattuta (registrate da Amos Oz e Avraham Shapira) potevano contraddire. Parole ritrovate, salvate dalla censura che cinquant'anni prima le aveva condannate all'oblio, e riproposte oggi agli stessi protagonisti. Frammento dopo frammento si fa allora strada un racconto diverso, ambiguo e opaco, come è la guerra. Dove vittoria ed eroismo non hanno diritto di cittadinanza.
Dopo la proiezione di domenica 20 alle 20.30, alla Scatola Magica, avrà luogo  un incontro con Paolo Branca, islamista e docente di lingua e letteratura araba presso l'Università Cattolica di Milano, responsabile dei rapporti con l'Islam per la Diocesi di Milano. 
La proiezione avrà luogo anche sabato 19, sempre alle 20.30 e sempre alla Scatola Magica.
La scheda del film

THE CHINESE MAJOR
Megalopoli dai tristi primati - città del carbone, centro urbano con il più alto tasso di inquinamento in Cina, rifugio dei più miserabili tra i poveri, che nel corso del tempo hanno costruito uno slum che si è insinuato tra le sue storiche rovine - Datong ha una sola speranza di rinascita: recuperare gli antichi fasti, la propria storia di capitale di tre dinastie imperiali. Il regista-giornalista tallona Geng Yanbo, sindaco dal 2008, determinato a fare di Datong un hub di imprenditoria, cultura e arte. 500.000 persone ricollocate, un investimento finanziario colossale, un'opera incompiuta. Una fotografia emblematica del rapporto tra cittadini e istituzioni nella Cina di oggi. La proiezione avrà luogo venerdì 18, alle 22.30 alla Scatola Magica.
La scheda del film

THOSE WHO FEEL THE FIRE BURNING
La notte buia, il mare in tempesta, il naufragio. L'uomo che l'acqua inghiotte entra in un'altra dimensione, si libra e si allontana dalla fragile barca che ancora si dibatte tra le onde. Osserva la realtà di chi ha raggiunto la terraferma, ma come lui gravita nel limbo: Patrasso, Lampedusa, i confini meridionali della fortezza Europa, uomini e donne disillusi, dolenti, in attesa oltre i muri di cui si circonda il presunto paradiso. Le loro voci formano un coro fatto dei sogni, dei desideri, dei ricordi di chi non ce l'ha fatta. Uno straziante racconto in soggettiva, una narrazione trascinante e poetica, guidati nel percorso da uno spettro onnisciente. La realtà della migrazione come non è mai stata raccontata. La proiezioni avranno luogo domani alle 19 presso lo Spazio Oberdan e sabato 19 alle 14, presso il MIMAT.
La scheda del film