"Un bel passo avanti, ma ci sono due punti critici che vanno superati"

Il commento delle 22 organizzazioni che sostengono l'Italia sono anch'io. Le questioni aperte: la semplificazione delle procedure relative alla naturalizzazione degli adulti e la previsione di uno ius soli temperato che condiziona il futuro di bambine e bambini alla situazione economica della famiglia

ROMA - La Camera ha approvato oggi la riforma della legge sulla cittadinanza, che ora deve passare al Senato. L'Italia sono anch'io è la campagna nazionale promossa da 22 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull'immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei  -  Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei, Legambiente, UIL, UISP e dall'editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

Di sicuro un passo avanti. In un documento diffuso immediatamente dopo l'approvazione da parte della Camera si legge: "Consideriamo positivo che si sia finalmente arrivati al voto dell'Aula su una materia che da tempo sosteniamo andasse migliorata e adeguata alla mutata realtà sociale del Paese. Si tratta comunque di un passo avanti, anche se - si precisa - la normativa non disegna la riforma che la campagna auspicava e per la quale ha raccolto e depositato in Parlamento nel 2012 oltre 200 mila firme. Persistono, secondo la campagna, elementi di criticità, che ci auguriamo, nel passaggio al Senato, possano venire corretti".

"Le cose che chiediamo di cambiare". "In particolare - si legge ancora nel documento - due sono le questioni su cui si chiedono modifiche.

- La prima, riguarda l'assenza di una norma che consenta la semplificazione delle procedure relative alla naturalizzazione degli adulti, con un trasferimento di competenze dal ministero dell'Interno ai sindaci e il superamento, attraverso norme certe di riferimento,  della discrezionalità che oggi caratterizza le decisioni in materia.

- La seconda riguarda la previsione di uno ius soli temperato che condiziona il futuro di bambine e bambini alla situazione economica della famiglia, introducendo, col requisito del permesso Ue per lungo soggiornanti di uno dei genitori,  una discriminazione che viola l'articolo 3 della Costituzione.

 
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