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Todi, i diritti umani sul "red carpet" del primo festival del cinema a loro dedicato

Dal 27 ottobre al 1° novembre lo Human Rights International Film Festival di Todi. Proiezioni, spettacoli, convegni, mostre per scoprire il cinema che racconta i fatti che oscurano la terra. Bernardo Bertolucci e lo scrittore iranìano Bijan Zarmandili inaugurano la prima serata del primo festival cinematografico sui diritti umani  
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ROMA - Con 10 lungometraggi e 30 corti, scelti tra oltre duemila proposte, nel cinema documentario irrompe, per il primo anno, il festival Diritti a Todi, durante il quale registi di tutti i continenti incontrano pubblico, studiosi e organizzazioni impegnate nella tutela dell'uomo.

Memorandum sui diritti violati. Dal rapporto di Amnesty International, soltanto una parte degli abusi sulle persone perpetrati tra il 2014 e il 2015: 18 i paesi dove sono stati commessi crimini di guerra; almeno 35 gli stati nei quali gruppi armati hanno commesso crimini; 119 i luoghi i cui governi hanno limitato la libertà d'espressione; 62 le nazioni dove le istituzioni hanno messo in carcere prigionieri di coscienza; 93 i territori nei quali si sono svolti processi iniqui e sommari; 131 gli stati che hanno registrato maltrattamenti e torture; 28 quelli  che vietano completamente l'aborto; 78 le nazioni in cui sono in vigore leggi per criminalizzare le relazioni sessuali consensua…
ROMA - Con 10 lungometraggi e 30 corti, scelti tra oltre duemila proposte, nel cinema documentario irrompe, per il primo anno, il festival Diritti a Todi, durante il quale registi di tutti i continenti incontrano pubblico, studiosi e organizzazioni impegnate nella tutela dell'uomo.

Memorandum sui diritti violati. Dal rapporto di Amnesty International, soltanto una parte degli abusi sulle persone perpetrati tra il 2014 e il 2015: 18 i paesi dove sono stati commessi crimini di guerra; almeno 35 gli stati nei quali gruppi armati hanno commesso crimini; 119 i luoghi i cui governi hanno limitato la libertà d'espressione; 62 le nazioni dove le istituzioni hanno messo in carcere prigionieri di coscienza; 93 i territori nei quali si sono svolti processi iniqui e sommari; 131 gli stati che hanno registrato maltrattamenti e torture; 28 quelli  che vietano completamente l'aborto; 78 le nazioni in cui sono in vigore leggi per criminalizzare le relazioni sessuali consensuali tra adulti dello stesso sesso. Per non parlare degli oltre 3.500 morti nel Mediterraneo, tutti verso la stanca Europa dalle guerre di Africa e Medioriente.

Lo Human rights international film festival. Amnesty International stessa, l'Archivio del movimento operaio e democratico (Aamod), il comune di Todi e la regione Umbria, Teatri di Nina, Demetra Produzioni, Own Air, l'Università statale di Perugia, l'Associazione dei giovani produttori cinematografici indipendenti (Agpci) di fronte ai dati di AI, si sono uniti per dare una fisionomia ai soprusi del mondo. E hanno ritenuto quantomeno utile guardare con gli occhi di chi vive la violazione dei diritti, raccontandola per mezzo dell'unica forma d'arte che utilizza la realtà in movimento come strumento d'espressione: il cinema. Nel primo festival mondiale dedicato unicamente a questo tema. Ai 10 lungometraggi e ai 30 corti  in concorso, si affiancano 2 focus con titoli provenienti da Argentina e Iran, 5 film italiani e una rassegna presentata dall'Aamod, la cui collaborazione è uno dei motivi d'orgoglio di questa prima edizione.

Le iniziative e gli ospiti. Grazie al lavoro di Amesty, sabato 31 si svolgerà un forum sul "Fallimento dell'Europa nella gestione dei flussi migratori", a quale interverranno rappresentanti delle istituzioni europee e del ministero dell'Interno, analisti, operatori dell'accoglienza. Tra gli ospiti del festival, lo scrittore Bijan Zarmandili e don Mussie Zerai, il missionario candidato al Nobel per la pace e Bernardo Bertolucci. Oltre al cinema, mostre, spettacoli, libri accompagnano la settimana di immagini sugli abusi umani, a Todi.

I premi che verranno assegnati. Saranno 8 i premi da assegnare: miglior documentario, miglior cortometraggio, premio Agpci, due premi della giuria di studenti, il premio del Centro studi americanisti "Circolo Amerindiano", il premio di Amnesty International e il premio dell'Aamod. Le giurie ufficiali sono guidate da Mimmo Calopresti (lungometraggi) e da Francesca Fornario (corti), il comitato scientifico è affidato a Ritanna Armeni. I direttori artistici sono Antonio Bellia e Francesco Cordio.

Investire nella cultura e nei diritti, oggi più che mai. "Da tempo volevo portare a Todi, per me luogo assai caro, un festival di cinema documentario civile e sociale  -  dice Francesco Cordio, filmaker e codirettore artistico del Festival di Todi - Mi piacerebbe coinvolgere gli studenti delle scuole superiori del territorio. L'obiettivo è sì, quello di far arrivare in città cinema e diritti umani, ma anche di coinvolgere le giovani generazioni. Spero che il Festival Diritti a Todi possa diventare un riferimento per i filmaker di tutto il mondo e già quest'anno sono arrivati quasi 2000 titoli da ogni parte del pianeta. Investire su cultura e diritti è una scommessa ambiziosa. Ed è stata dura mettere in piedi la cosa: sappiamo quanto poco interesse concreto istituzioni e aziende dedicano al mondo della cultura".

La sessione di Amnesty International. Il 31 ottobre, si ragiona sulle contraddizioni dell'Europa per garantire percorsi sicuri alle 400.000 persone (nei soli primi 8 mesi del 2015) in fuga da guerre e persecuzioni. Tra gli altri, sono presenti il direttore di AI Italia Gianni Rufini, rappresentanti del Viminale e della Difesa, il sindaco di Todi Carlo Rossini e Salvatore Fachile, Mussie Zerai, Anton Giulio Lana, Elena Ambrosetti e Vittorio Longhi (il programma di AI sul sito del festival).

Una parte per il tutto: la sineddoche di Todi. "Il festival Diritti a Todi - dice Riccardo Noury, portavoce di AI -  parla di diritti umani la parte strettamente cinematografica, provenienti da molti paesi. C'è un premio di AI Italia al migliore film tra quelli selezionati e c'è un focus sull'Iran, attraverso la proiezione di "Taxi Teheran" di Jafar Panahi e una piccola retrospettiva di Keywan Karimi, giovane regista condannato in primo grado, il 14 ottobre, a 6 anni con l'accusa di "offesa ai valori sacri iraniani". Anche da Todi si leva l'appello per la sua scarcerazione. Parlano di diritti umani le iniziative di Amnesty in tutto il festival: crisi globale dei rifugiati, con una mostra fotografica e un convegno internazionale; violenze della polizia nel nostro Paese, con la presentazione di un libro che racconta la tragica morte di Riccardo Magherini a Firenze, un anno e mezzo fa; e ancora un libro, per ricordare i 20 anni dal genocidio di Srebrenica, oltre al tema della mancata giustizia per i crimini delle guerre dei Balcani".