Mondo Solidale

Libano, i matrimoni precoci (per sopravvivere) nei campi dei profughi siriani

Sposare bambine è vietato dalla Convenzione del 1979 delle Nazioni Unite. Eppure il 23% si sposa prima dei 18 anni. Un altro effetto collaterale della guerra civile. Molte famiglie povere considerano il matrimonio delle figlie bambine la sola via per garantire loro la sopravvivenza

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BEIRUT -  Fady ha appena compiuto 18anni, da due vive in un campo per rifugiati siriani sulle montagne libanesi. A Damasco andava a scuola, qui lavora saltuariamente nei campi o in qualche officina. "Ho sposato Reem, una mia cugina di 15 anni, per proteggerla dagli altri uomini del campo. Sono felice del mio matrimonio, lei è una brava ragazza e fa ogni cosa che le chiedo".

Nell'accampamento di Zahale. Fady e Reem Vivono in un accampamento alle porte della cittadina di Zahle, la loro nuova casa è fatta da teli di plastica forniti dall'UNHCR (l'Agenzia ONU per i Rifugiati) e da pezzi di cartone strappati ai cartelloni pubblicitari. Per scaldarsi, lo scorso inverno qui la temperatura è scesa anche di 10 gradi sottozero, una piccola stufa kerosene fornita dalle Nazioni Unite. Tutta la loro piccola comunità ha scarso accesso al lavoro, la maggior parte delle famiglie sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari. Nonostante questo calvario, Fady e Reem hanno celebrato il loro matrimonio qui la scorsa settimana. "Ero così felice di vedere i miei parenti alla cerimonia - ha detto Reem - ora non ho più paura di vivere nel campo, ho un uomo che mi protegge".

Il 23% di matrimoni precoci tra le siriane. Il matrimonio precoce è vietato dalla Convenzione del 1979 delle Nazioni Unite per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne. Eppure, secondo uno studio pubblicato dalla "Université Saint Joseph" di Beirut, il 23% delle donne siriane in Libano si sono sposate prima di compiere i 18 anni, uno dei tanti tragici effetti collaterali della guerra civile. Profughi in profonda povertà molti capofamiglia spesso considerano che il matrimonio delle figlie bambine sia la sola via per garantire loro la sopravvivenza.  Anche se alcune, come Reem, non si considerano vittime, il matrimonio precoce provoca danni irreparabili.

Una convenzione sociale ancestrale. Jean Khoury, il responsabile della comunicazione per il Centro Migranti Caritas libanese, ha detto che "I matrimoni precoci sono una convenzione ancestrale tra alcune comunità, soprattutto rurali. Questo rende estremamente difficile affrontare la questione. Realizziamo iniziative di sensibilizzazione nei campi, ma molte persone non considerano il matrimonio precoce un problema per la loro comunità. Il problema maggiore si registra con le ragazze che non vanno a scuola. In questo caso per i genitori è molto semplice pensare che il matrimonio è la sola strada per offrire loro un futuro."

La trasformazione del Muqaddam. Oltre l'80% dei bambini siriani in Libano non frequentano la scuola. I Maschi in maggioranza finiscono nella rete del lavoro nero per garantire un'entrata, seppure minima, alla famiglia. Anche le ragazze sposandosi aiutano a sostenere la famiglia. Il matrimonio comporta, da parte dello sposo, il pagamento della Muqaddam, una specie della nostra dote. La Muqaddam obbliga il marito a dare un regalo o una somma di denaro alla famiglia della sposa prima del matrimonio. Questa pratica tradizionalmente dovrebbe proteggere la sposa, rafforzando il suo nucleo familiare soprattutto nell'eventualità di un divorzio. La povertà provocata dalla guerra ha snaturato questo uso, e spesso le famiglie più disagiate cercano di raggiungere la Muqaddam ad ogni costo, trasformando un'antica consuetudine quasi in una tratta di esseri umani.

I rischi delle neo-spose. Una volta sposate le ragazze corrono molti rischi. Alcune sono violentate dai mariti e costrette subito a partorire, con enormi pericoli per mamma e neonato. Anche Fady dice che pure se non trova lavoro vorrebbe avere dei figli al più presto, non appena la giovane moglie potrà. "Reem non ha bisogno di tornare a scuola, sa leggere e scrivere e questo è sufficiente per le ragazze della nostra comunità. Deve avere figli ora, perché questo è quello che le donne devono fare."

Il veto dell'autorità religiosa sul cambiamento. Nel 2014, il governo libanese ha elaborato una legge che da ai giudici civili il compito di valutare e approvare ogni singolo matrimonio precoce.  La proposta, però, sta affrontando la forte opposizione di tutti i tribunali religiosi, ad oggi le sole istituzioni autorizzate a registrare i matrimoni. Fortunatamente non tutte le ragazze hanno il destino di Reem". Ho rifiutato sette proposte di matrimonio per la mia bimba di 15 anni - dice Nada, vedova che vive nello stesso campo - noi due insieme dobbiamo trovare un modo per sopravvivere e lei deve studiare".