ROMA - Le recenti alluvioni che si sono abbattute nello stato indiano del Tamil Nadu e che hanno provocato più di 270 vittime, sono state anche l'occasione per sperimentare un nuovo strumento di comunicazione per la gestione dell'emergenze. Nella zona di Cuddalore, a sud della capitale dello stato Chennai, è stata infatti per la prima volta attivata una "emergency community radio" sulla frequenza di 107.8 mhz Fm con lo scopo di coordinare via etere la complessa attività di gestione dell'emergenza e di essere un punto di riferimento per la popolazione completamente stremata da oltre tre settimane di piogge intense, che hanno portato ad alluvioni e allagamenti senza precedenti negli ultimi trent'anni.
Un evento unico. La radio, che in lingua tamil si chiama Peridar Kaala Vaanoli (Radio in the Time of Extreme Calamity) copre un raggio di circa 20 km, dall'ufficio regionale che ospita gli studi, realizzati in collaborazione con altre piccole emittenti comunitarie come Auroville Radio, la radio dell'università di Pondicherry e la community radio di Nagapattinam. Si tratta di un evento unico per il mondo della radiofonia indiana, in quanto neanche in situazioni di emergenze simili, come lo Tsunami, che aveva investito proprio le coste del Tamil Nadu nel dicembre 2004, era stato messo in piedi uno strumento simile. Questa volta invece la scelta è stata quella di usare la radio e di dare vita ad un emittente comunitaria con la volontà di farla diventare il riferimento per la comunità di Cuddalore, anche nel periodo dopo l'emergenza.
Vietata l'informazione: solo musica, meteo, traffico e sport. In India sono oggi attive 220 stazioni comunitarie che portano nell'etere le voci di diverse università, istituti superiori e piccole realtà locali legate ad Ong od a fondazioni. La legge attuale non permette però a queste emittenti di fare informazione, ma solo intrattenimento e approfondimento leggero, senza quindi entrare in concorrenza con la radio di stato AIR sul terreno delle news. Questa particolarità ha reso di fatto monco o incompleto il progetto delle radio comunitarie indiane, che non posso assolvere alla loro primaria funzione di informare completamente la comunità ed essere quindi un punto di riferimento per ogni tipo di comunicazione. La regola vale anche per le radio commerciali attive in Fm, che possono intrattenere con musica e programmi, ma non posso trasmettere notizie. L'unica deroga è sulle notizie sportive, sulle informazioni sul traffico e su quelle meteorologiche e i comunicatiti relativi alla protezione civile.
Un momento storico. Anche il processo per ottenere la licenza per aprire una radio comunitaria è lungo e complesso, il numero di radio attive è infatti minimo se confrontato con altri paesi come per esempio il Nepal dove ad oggi sono ben 260 le radio attive contro le 220 indiane. Nonostante questo rimane interessante il caso di Cuddalore dove in pochi giorni, in piena emergenza si sia deciso di aprire una radio con lo scopo primario di gestire la comunicazione e l'informazione verso la popolazione interessata dall'alluvione. La notizia dell'apertura di questa piccola radio ha infatti avuto ampio spazio nella stampa indiana e anche il più importante quotidiano nazionale, il Times of India, ha segnalato l'apertura di questo nuova emittente come un momento storico per la radiofonia indiana.
Il ruolo dell'Unesco. La speranza è questa stazione di emergenza che serve per coordinare i soccorsi nelle zone alluvionate sia la prima di una nuova serie di emittenti comunitarie e che la legge indiana che regola questo settore possa nel futuro prossimo essere modificata per permettere la libera trasmissione di notizie nella banda Fm. Chi spinge in questa direzione è il settore comunicazione dell'Unesco, che nel 2007 aveva previsto l'apertura di oltre 4000 stazioni comunitarie in India e che oggi si batte con il ministero della Comunicazione per avere una legge migliore e più regole più semplici per l'attivazione delle nuove frequenze.
Un evento unico. La radio, che in lingua tamil si chiama Peridar Kaala Vaanoli (Radio in the Time of Extreme Calamity) copre un raggio di circa 20 km, dall'ufficio regionale che ospita gli studi, realizzati in collaborazione con altre piccole emittenti comunitarie come Auroville Radio, la radio dell'università di Pondicherry e la community radio di Nagapattinam. Si tratta di un evento unico per il mondo della radiofonia indiana, in quanto neanche in situazioni di emergenze simili, come lo Tsunami, che aveva investito proprio le coste del Tamil Nadu nel dicembre 2004, era stato messo in piedi uno strumento simile. Questa volta invece la scelta è stata quella di usare la radio e di dare vita ad un emittente comunitaria con la volontà di farla diventare il riferimento per la comunità di Cuddalore, anche nel periodo dopo l'emergenza.
Vietata l'informazione: solo musica, meteo, traffico e sport. In India sono oggi attive 220 stazioni comunitarie che portano nell'etere le voci di diverse università, istituti superiori e piccole realtà locali legate ad Ong od a fondazioni. La legge attuale non permette però a queste emittenti di fare informazione, ma solo intrattenimento e approfondimento leggero, senza quindi entrare in concorrenza con la radio di stato AIR sul terreno delle news. Questa particolarità ha reso di fatto monco o incompleto il progetto delle radio comunitarie indiane, che non posso assolvere alla loro primaria funzione di informare completamente la comunità ed essere quindi un punto di riferimento per ogni tipo di comunicazione. La regola vale anche per le radio commerciali attive in Fm, che possono intrattenere con musica e programmi, ma non posso trasmettere notizie. L'unica deroga è sulle notizie sportive, sulle informazioni sul traffico e su quelle meteorologiche e i comunicatiti relativi alla protezione civile.
Un momento storico. Anche il processo per ottenere la licenza per aprire una radio comunitaria è lungo e complesso, il numero di radio attive è infatti minimo se confrontato con altri paesi come per esempio il Nepal dove ad oggi sono ben 260 le radio attive contro le 220 indiane. Nonostante questo rimane interessante il caso di Cuddalore dove in pochi giorni, in piena emergenza si sia deciso di aprire una radio con lo scopo primario di gestire la comunicazione e l'informazione verso la popolazione interessata dall'alluvione. La notizia dell'apertura di questa piccola radio ha infatti avuto ampio spazio nella stampa indiana e anche il più importante quotidiano nazionale, il Times of India, ha segnalato l'apertura di questo nuova emittente come un momento storico per la radiofonia indiana.
Il ruolo dell'Unesco. La speranza è questa stazione di emergenza che serve per coordinare i soccorsi nelle zone alluvionate sia la prima di una nuova serie di emittenti comunitarie e che la legge indiana che regola questo settore possa nel futuro prossimo essere modificata per permettere la libera trasmissione di notizie nella banda Fm. Chi spinge in questa direzione è il settore comunicazione dell'Unesco, che nel 2007 aveva previsto l'apertura di oltre 4000 stazioni comunitarie in India e che oggi si batte con il ministero della Comunicazione per avere una legge migliore e più regole più semplici per l'attivazione delle nuove frequenze.