Mondo Solidale

Quel valore fondante della nostra identità nel tutelare diritti umani

Il merito di Amnesty Internationa e di tutte le altre organizzazioni in difesa dei diritti umani nel concentrare l'attenzione del mondo su principi, alla base della nostra civiltà, come quello del riconoscimento dell'altro.

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ROMA - Ci sono spiragli di ottimismo nel rapporto 2015 di Amnesty International: condannati alla pena capitale rilasciati, negoziati di pace che vanno avanti, sentenze repressive che vengono cancellate. Ma c’è soprattutto una buona notizia, nel mare di fatti preoccupanti, dalla repressione alle torture, dai massacri alle discriminazioni. La buona notizia è che c’è ancora chi se ne occupa.

Il rischio di voltarsi dall'altra parte. Non nascondiamocelo: la sequenza di tristezze e atrocità registrate rischia di sfiancare chiunque. Un vecchio e discutibile luogo comune sottolinea che una notizia, per essere tale, debba essere “sempre” una cattiva notizia. Ma questo nell’epoca dell’informazione significherebbe essere sempre sommersi di fatti tragici e deprimenti. La tentazione, comprensibile, è di guardare dall’altra parte. Per fortuna c’è chi trova le energie per raccogliere le informazioni, elaborarle, coordinare le azioni collettive e persino immaginare una strategia politica complessiva limpida.

La lucidità di chiamare le cose con il loro nome. Dobbiamo ringraziare i militanti di tutte le organizzazioni, e Amnesty in primo luogo, perché il loro lavoro di sorveglianza è per tutti noi. Non è per i dissidenti della Birmania o i detenuti delle carceri egiziane: la tutela dei diritti è un valore nostro, che fonda la nostra identità proprio nel riconoscimento dell’“altro” come essere umano. Quando si indebolisce la luce accesa nel secolo dei lumi, siamo noi a non vedere come ci stiamo trasformando. Siamo tirati da una parte dal feticcio della sicurezza pubblica, in nome del quale si sacrificano libertà fondamentali, e dall’altra dagli interessi privati, non dichiarati ma sempre potenti. Amnesty conserva la freddezza e la lucidità necessarie per chiamare ogni cosa con il suo nome, sfuggendo a inquadramenti ideologici fuori tempo massimo. Con le sue denunce scontenta tutti i Paesi del mondo: e questa è la migliore garanzia che sta facendo un buon lavoro. E che merita il nostro “grazie”.