ROMA - Nel dicembre scorso, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una Risoluzione sui difensori dei diritti umani, sostenuta da oltre 190 Ong, tra cui Amnesty International. In un momento nel quale, in molte parti del mondo, i difensori dei diritti umani sono sempre più sotto tiro nell’ambito di una crescente repressione ai danni della società civile, la risoluzione chiede che si accertino le responsabilità per gli attacchi contro i difensori dei diritti umani e sollecita gli stati a rilasciare i difensori dei diritti umani che sono stati arbitrariamente imprigionati per aver esercitato i loro diritti fondamentali alla libertà di espressione, di manifestazione pacifica e di associazione.
In tre mesi tre abolizioni della pena di morte. Tre paesi aboliscono la pena di morte in altrettanti mesi: Madagascar a gennaio, Figi a febbraio e Suriname a marzo.
Africa
Gennaio: dopo anni di pressioni da parte di Amnesty International e dei suoi simpatizzanti, un’azienda controllata dalla Shell in Nigeria annuncia di aver patteggiato un risarcimento di 55 milioni di sterline in favore di 15.600 agricoltori di Bodo, le cui vite sono state devastate da due ingenti fuoriuscite di petrolio da impianti della Shell, nel 2008 e 2009.
Maggio: Moses Akatugba, condannato a morte in Nigeria, viene rilasciato dopo aver trascorso 10 anni in attesa dell’esecuzione. Era stato torturato affinché confessasse un crimine che aveva sempre dichiarato di non aver commesso. Oltre 800.000 attivisti di Amnesty International avevano scritto alle autorità nigeriane in suo favore.
Luglio: il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, commuta in ergastolo 332 condanne a morte.
Ottobre: in Etiopia gli ultimi quattro blogger del collettivo Zona 9, accusati di reati di terrorismo a causa dei loro scritti, vengono assolti. I primi cinque erano stati assolti a luglio.
Novembre: la corte d’appello del Sudan annulla la sentenza ai danni di Ferdous Al Toum, un’adolescente che era stata giudicata colpevole di “abbigliamento indecente o immorale” e condannata in primo grado a 20 frustate e a una multa di 500 sterline sudanesi.
Americhe
I negoziati di pace tra il governo e le Forze armate rivoluzionarie di Colombia continuano a fare passi avanti, alimentando la speranza che il cinquantennale conflitto interno possa terminare presto.
Febbraio: in El Salvador Carmen Guadalupe Vasquez viene finalmente graziata. Nel 2007 era stata condannata a 30 anni di carcere per la pretestuosa accusa di omicidio, dopo che all’età di 18 anni aveva avuto un aborto spontaneo. Nel paese centramericano l’aborto è vietato in ogni circostanza.
Febbraio: cadono le ultime accuse nei confronti di Claudia Medina, una donna del Messico che nel 2012 era stata torturata e costretta a confessare il falso. Amnesty International si era occupata del suo caso nell’ambito della campagna globale “Stop alla tortura”.
Ottobre: dopo oltre 13 anni di detenzione senza accusa né processo a Guantánamo, Shaker Amer viene rilasciato. Ultimo cittadino britannico ancora trattenuto, era stato uno dei primi, nel 2002, a essere trasferito nel famigerato campo di prigionia gestito dagli Stati Uniti d’America. Amnesty International chiedeva il suo rilascio da oltre 10 anni.
Ottobre: a Cuba l’artista e prigioniero di coscienza Danilo Maldonado Machado viene scarcerato. Era rimasto in un carcere dell’Avana per quasi un anno, per aver scritto “Raúl” e “Fidel” sulla schiena di due maiali.
Asia e Pacifico
Gennaio. Dopo oltre due anni di invio di lettere da parte dei sostenitori di Amnesty International, le autorità di Myanmar scarcerano il leader comunitario Tun Aung. Nel 2012 era stato condannato a 17 anni di carcere per aver cercato di calmare una folla in rivolta. Secondo la Commissione per i diritti umani di Myanmar, le lettere di Amnesty International hanno spinto questo organismo a occuparsi del caso.
Marzo: la corte suprema dell’India annulla l’Atto sulla tecnologia informatica, usato in passato per incriminare molte persone, tra cui attivisti e voci critiche, solo per aver espresso le loro opinioni online.
Aprile: in Cina, a seguito della campagna mondiale #FreeTheFive, vengono rilasciate su cauzione cinque attiviste per i diritti umani: Wei Tingting, Wang Man, Wu Rongrong, Li Tingting e Zheng Churan. Erano state arrestate per aver cercato di organizzare, in occasione dell’8 marzo, una mobilitazione contro le molestie sessuali.
Ottobre: un’importante risoluzione del Consiglio Onu dei diritti umani apre alle vittime del conflitto interno dello Sri Lanka la prospettiva di ottenere finalmente verità e giustizia. La risoluzione riconosce che entrambe le parti hanno commesso crimini efferati.
Novembre: in Indonesia esce finalmente dal carcere l’attivista Filep Karma. Era detenuto dal 2004, quando aveva sventolato durante una cerimonia pubblica la bandiera indipendentista di Papua. Amnesty International aveva svolto una lunga campagna in suo favore, raccogliendo tra l’altro 65.000 messaggi di sostegno in occasione della maratona di firme “Write for Rights” 2011.
Dicembre: il parlamento della Mongolia approva il nuovo codice penale, che abolisce la pena di morte per tutti i reati. Entrerà in vigore nel settembre 2016.
Europa e Asia Centrale
Marzo: Bashir Suleymanli e Orkhan Eyyubzade tornano in libertà a seguito di una grazia presidenziale. Erano noti per le loro critiche al presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev. Amnesty International aveva svolto una campagna per la loro liberazione e per quella degli altri 20 prigionieri di coscienza del paese.
Aprile: il governo della Norvegia annuncia che modificherà la legge sul cambiamento del genere all’anagrafe. L’annuncio fa seguito alla campagna di Amnesty International in favore di John Jeanette Solstad Remø, una donna transgender che, per cambiare genere all’anagrafe, sarebbe stata costretta a subire un trattamento medico obbligatorio.
Maggio: l’Irlanda diventa il primo paese al mondo ad approvare l’uguaglianza dei matrimoni civili attraverso un referendum.
Maggio: in Italia un tribunale stabilisce che aver trasferito famiglie rom in un campo monoetnico alla periferia di Roma è stato un atto illegale. L’importante pronuncia fa seguito a una campagna di Amnesty International e di altre associazioni per i diritti dei rom, volta a porre fine ai trasferimenti forzati dei rom, alla loro segregazione e alla discriminazione nei loro confronti.
Dicembre: torna in libertà Leyla Yunus, una delle persone più impegnate nella difesa dei diritti umani in Azerbaigian. Era in carcere da agosto, condannata per “frode” e altri presunti reati legati all’attività della sua Ong.
Medio Oriente e Africa del Nord
Gennaio: con una decisione storica dal punto di vista dell’accertamento delle responsabilità, dopo decenni di violazioni dei diritti umani commesse da Israele e dai gruppi armati palestinesi, il Tribunale penale internazionale apre un’indagine preliminare sulla situazione nei Territori palestinesi occupati dal giugno 2014.
Giugno: la Commissione per la verità e la giustizia, istituita in Tunisia dopo la “rivoluzione dei gelsomini” del 2011 per indagare sulle violazioni dei diritti umani del passato, inizia le udienze pubbliche sulle violazioni commesse sotto la presidenza di Ben Ali.
Luglio: Nabil Rajab, noto attivista per i diritti umani, viene graziato dal re del Bahrein per motivi di salute e torna in libertà dopo aver scontato tre dei sei mesi di carcere cui era stato condannato. Nei suoi confronti viene comunque mantenuto il divieto di espatrio e pende sempre un processo per alcuni suoi tweet, per i quali rischia fino a 10 anni di carcere.
Agosto: dopo tre anni e mezzo di prigionia Mazen Darwish, direttore del Centro siriano per i media e la libertà d’espressione, esce dal carcere poco dopo gli altri due colleghi Hussein Ghrer e Hani al-Zitani. Il Centro, assaltato e chiuso nel 2012, denunciava le violazioni dei diritti umani in Siria.
Settembre: in Egitto due giornalisti di Al Jazeera, Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, vengono rilasciati a seguito di una grazia presidenziale che riguarda 100 persone, tra cui alcuni attivisti pacifici. Insieme al collega Peter Greste, Fahmy e Mohamed erano stati arrestati nel 2013 e condannati per “diffusione di false notizie”.
In tre mesi tre abolizioni della pena di morte. Tre paesi aboliscono la pena di morte in altrettanti mesi: Madagascar a gennaio, Figi a febbraio e Suriname a marzo.
Africa
Gennaio: dopo anni di pressioni da parte di Amnesty International e dei suoi simpatizzanti, un’azienda controllata dalla Shell in Nigeria annuncia di aver patteggiato un risarcimento di 55 milioni di sterline in favore di 15.600 agricoltori di Bodo, le cui vite sono state devastate da due ingenti fuoriuscite di petrolio da impianti della Shell, nel 2008 e 2009.
Maggio: Moses Akatugba, condannato a morte in Nigeria, viene rilasciato dopo aver trascorso 10 anni in attesa dell’esecuzione. Era stato torturato affinché confessasse un crimine che aveva sempre dichiarato di non aver commesso. Oltre 800.000 attivisti di Amnesty International avevano scritto alle autorità nigeriane in suo favore.
Luglio: il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, commuta in ergastolo 332 condanne a morte.
Ottobre: in Etiopia gli ultimi quattro blogger del collettivo Zona 9, accusati di reati di terrorismo a causa dei loro scritti, vengono assolti. I primi cinque erano stati assolti a luglio.
Novembre: la corte d’appello del Sudan annulla la sentenza ai danni di Ferdous Al Toum, un’adolescente che era stata giudicata colpevole di “abbigliamento indecente o immorale” e condannata in primo grado a 20 frustate e a una multa di 500 sterline sudanesi.
Americhe
I negoziati di pace tra il governo e le Forze armate rivoluzionarie di Colombia continuano a fare passi avanti, alimentando la speranza che il cinquantennale conflitto interno possa terminare presto.
Febbraio: in El Salvador Carmen Guadalupe Vasquez viene finalmente graziata. Nel 2007 era stata condannata a 30 anni di carcere per la pretestuosa accusa di omicidio, dopo che all’età di 18 anni aveva avuto un aborto spontaneo. Nel paese centramericano l’aborto è vietato in ogni circostanza.
Febbraio: cadono le ultime accuse nei confronti di Claudia Medina, una donna del Messico che nel 2012 era stata torturata e costretta a confessare il falso. Amnesty International si era occupata del suo caso nell’ambito della campagna globale “Stop alla tortura”.
Ottobre: dopo oltre 13 anni di detenzione senza accusa né processo a Guantánamo, Shaker Amer viene rilasciato. Ultimo cittadino britannico ancora trattenuto, era stato uno dei primi, nel 2002, a essere trasferito nel famigerato campo di prigionia gestito dagli Stati Uniti d’America. Amnesty International chiedeva il suo rilascio da oltre 10 anni.
Ottobre: a Cuba l’artista e prigioniero di coscienza Danilo Maldonado Machado viene scarcerato. Era rimasto in un carcere dell’Avana per quasi un anno, per aver scritto “Raúl” e “Fidel” sulla schiena di due maiali.
Asia e Pacifico
Gennaio. Dopo oltre due anni di invio di lettere da parte dei sostenitori di Amnesty International, le autorità di Myanmar scarcerano il leader comunitario Tun Aung. Nel 2012 era stato condannato a 17 anni di carcere per aver cercato di calmare una folla in rivolta. Secondo la Commissione per i diritti umani di Myanmar, le lettere di Amnesty International hanno spinto questo organismo a occuparsi del caso.
Marzo: la corte suprema dell’India annulla l’Atto sulla tecnologia informatica, usato in passato per incriminare molte persone, tra cui attivisti e voci critiche, solo per aver espresso le loro opinioni online.
Aprile: in Cina, a seguito della campagna mondiale #FreeTheFive, vengono rilasciate su cauzione cinque attiviste per i diritti umani: Wei Tingting, Wang Man, Wu Rongrong, Li Tingting e Zheng Churan. Erano state arrestate per aver cercato di organizzare, in occasione dell’8 marzo, una mobilitazione contro le molestie sessuali.
Ottobre: un’importante risoluzione del Consiglio Onu dei diritti umani apre alle vittime del conflitto interno dello Sri Lanka la prospettiva di ottenere finalmente verità e giustizia. La risoluzione riconosce che entrambe le parti hanno commesso crimini efferati.
Novembre: in Indonesia esce finalmente dal carcere l’attivista Filep Karma. Era detenuto dal 2004, quando aveva sventolato durante una cerimonia pubblica la bandiera indipendentista di Papua. Amnesty International aveva svolto una lunga campagna in suo favore, raccogliendo tra l’altro 65.000 messaggi di sostegno in occasione della maratona di firme “Write for Rights” 2011.
Dicembre: il parlamento della Mongolia approva il nuovo codice penale, che abolisce la pena di morte per tutti i reati. Entrerà in vigore nel settembre 2016.
Europa e Asia Centrale
Marzo: Bashir Suleymanli e Orkhan Eyyubzade tornano in libertà a seguito di una grazia presidenziale. Erano noti per le loro critiche al presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev. Amnesty International aveva svolto una campagna per la loro liberazione e per quella degli altri 20 prigionieri di coscienza del paese.
Aprile: il governo della Norvegia annuncia che modificherà la legge sul cambiamento del genere all’anagrafe. L’annuncio fa seguito alla campagna di Amnesty International in favore di John Jeanette Solstad Remø, una donna transgender che, per cambiare genere all’anagrafe, sarebbe stata costretta a subire un trattamento medico obbligatorio.
Maggio: l’Irlanda diventa il primo paese al mondo ad approvare l’uguaglianza dei matrimoni civili attraverso un referendum.
Maggio: in Italia un tribunale stabilisce che aver trasferito famiglie rom in un campo monoetnico alla periferia di Roma è stato un atto illegale. L’importante pronuncia fa seguito a una campagna di Amnesty International e di altre associazioni per i diritti dei rom, volta a porre fine ai trasferimenti forzati dei rom, alla loro segregazione e alla discriminazione nei loro confronti.
Dicembre: torna in libertà Leyla Yunus, una delle persone più impegnate nella difesa dei diritti umani in Azerbaigian. Era in carcere da agosto, condannata per “frode” e altri presunti reati legati all’attività della sua Ong.
Medio Oriente e Africa del Nord
Gennaio: con una decisione storica dal punto di vista dell’accertamento delle responsabilità, dopo decenni di violazioni dei diritti umani commesse da Israele e dai gruppi armati palestinesi, il Tribunale penale internazionale apre un’indagine preliminare sulla situazione nei Territori palestinesi occupati dal giugno 2014.
Giugno: la Commissione per la verità e la giustizia, istituita in Tunisia dopo la “rivoluzione dei gelsomini” del 2011 per indagare sulle violazioni dei diritti umani del passato, inizia le udienze pubbliche sulle violazioni commesse sotto la presidenza di Ben Ali.
Luglio: Nabil Rajab, noto attivista per i diritti umani, viene graziato dal re del Bahrein per motivi di salute e torna in libertà dopo aver scontato tre dei sei mesi di carcere cui era stato condannato. Nei suoi confronti viene comunque mantenuto il divieto di espatrio e pende sempre un processo per alcuni suoi tweet, per i quali rischia fino a 10 anni di carcere.
Agosto: dopo tre anni e mezzo di prigionia Mazen Darwish, direttore del Centro siriano per i media e la libertà d’espressione, esce dal carcere poco dopo gli altri due colleghi Hussein Ghrer e Hani al-Zitani. Il Centro, assaltato e chiuso nel 2012, denunciava le violazioni dei diritti umani in Siria.
Settembre: in Egitto due giornalisti di Al Jazeera, Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, vengono rilasciati a seguito di una grazia presidenziale che riguarda 100 persone, tra cui alcuni attivisti pacifici. Insieme al collega Peter Greste, Fahmy e Mohamed erano stati arrestati nel 2013 e condannati per “diffusione di false notizie”.